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In Puglia e Basilicata

«L'uomo di Altamura» senza telecamere

«L'uomo di Altamura» senza telecamere
ALTAMURA - Nella grotta di Lamalunga dove è stato scoperto l'Uomo di Altamura non c'è più traccia del sistema di teleosservazione. Telecamere, impianti e cavi sono stati tutti smontati. Non ci sono più occhi elettronici sul fossile. Il progetto «Sarastro» è durato meno di dieci anni.

06 Settembre 2009

di Onofrio Bruno

ALTAMURA Nella grotta di Lamalunga dove è stato scoperto l'Uomo di Altamura non c'è più traccia del sistema di teleosservazione. Telecamere, impianti e cavi sono stati tutti smontati. Non ci sono più occhi elettronici sul fossile. Il progetto «Sarastro» è durato meno di dieci anni.

È stata così eseguita la prescrizione della Direzione regionale ai beni culturali che aveva ravvisato la necessità di «bonificare» la grotta dopo la constatazione diretta da parte degli esperti che gli impianti erano in buona parte danneggiati dalle condizioni di umidità della grotta e dall'usura. Nelle cavità di Lamalunga erano state installate nove telecamere, in vari punti. Una di esse era stata puntata sul fossile. Negli scorsi anni il sistema di teleosservazione era stato oggetto di polemiche per l'allarme lanciato sugli effetti dell'illuminazione artificiale perché sul fossile erano comparse delle piccole formazioni di alghe. Ne era nato un dibattito, anche con contributi di studiosi. Per questa ragione le telecamere e le luci artificiali erano state spente già da tempo.

Finisce così il progetto «Sarastro», nato come formula di fruizione museale «dal campo». Il fossile, nelle viscere della terra, è infatti irraggiungibile, fatta eccezione per gli speleologi. Fu così elaborato un sistema di osservazione a distanza: le telecamere inviavano le immagini al centro visite della Masseria Ragone, che si trova a poche centinaia di metri dal sito archeologico, per essere visualizzate in alcuni monitor. Il progetto è stato finanziato con un Pop (fondi europei) del 1999 che stanziava in tutto circa due miliardi e mezzo di vecchie lire, utilizzati sia per il «Sarastro» che per altri interventi tra cui la realizzazione di una strada che collega la periferia di Altamura con il sito archeologico che, quando è stato scoperto, si trovava in aperta Murgia.

Su tutta la vicenda e sui suoi singoli aspetti, com'è noto, è in corso anche un'inchiesta della Procura di Bari, delegata ai carabinieri del nucleo di tutela del patrimonio culturale.

Nonostante tutte le questioni aperte, secondo i dati del Cars (centro altamurano ricerche speleologiche), che effettua le visite guidate, alla fine del 2008 le visite a pagamento sono state 40mila, un risultato raggiunto in meno di cinque anni visto che il museo multimediale funziona dal giugno del 2004. Il Centro è sempre aperto anche se la visita non si avvale più di immagini «in diretta» dalla grotta.

Con i recenti sviluppi l'Uomo di Altamura tornerà di sicuro al centro della discussione. Intanto è iniziata la fase due. La Direzione regionale ha dato il via ad un corposo programma di studi.

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