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Lucani e calabresi: «No Mercure»

Lucani e calabresi: «No Mercure»
I movimenti e le associazioni ambientaliste calabresi e lucane che si oppongono alla riconversione da carbone a biomasse della centrale del Mercure di Laino Borgo hanno promosso una manifestazione di protesta per ribadire il loro "no" al progetto. Un corteo si è snodato dalla vecchia stazione di Rotonda-Viggianello (Potenza) per giungere, dopo un chilometro e mezzo, davanti all’impianto, che è inattivo da dieci anni
• Enel: centrale serve a sviluppo territorio

05 Settembre 2009

LAINO BORGO (COSENZA) - I movimenti e le associazioni ambientaliste calabresi e lucane che si oppongono alla riconversione da carbone a biomasse della centrale del Mercure di Laino Borgo hanno promosso una manifestazione di protesta per ribadire il loro no al progetto. Nell’ambito della manifestazione si è svolto un corteo che si è snodato dalla vecchia stazione di Rotonda-Viggianello (Potenza) per giungere, dopo un chilometro e mezzo, davanti all’impianto, che è inattivo da dieci anni. Alla manifestazione hanno partecipato anche alcuni sindaci del territorio del Pollino ed esponenti politici, provinciali e regionali, sia calabresi che lucani. 

Nel corso dell’iniziativa i rappresentanti di associazioni e movimenti hanno ribadito “la grande contrarietà che all’interno del Parco Nazionale del Pollino possa essere attiva una centrale, alimentata con biomasse, che certamente contrasta sia con lo sviluppo eco-compatibile del territorio basato sulla difesa e sulla valorizzazione dell’agricoltura, del turismo e dell’artigianato e sia con la salvaguardia della flora e della fauna e dell’habitat naturalistico che è proprio del Parco”. 

I partecipanti all’iniziativa hanno anche evidenziato “che la riconversione a biomasse della vecchia centrale del Mercure produrrebbe grossi disagi alla viabilità e alle popolazioni interessate in quanto sulla strada comunale dovrebbero circolare centinaia di camion al giorno per il trasporto delle biomasse all’interno della centrale”. Anche sull'aspetto occupazionale i movimenti e le associazioni ambientaliste calabresi e lucane hanno espresso le loro riserve, in quanto, secondo loro, “la centrale a pieno regime non occuperà più di una decina di unità lavorative”. 

“Si vuole dare – è detto in un documento della federazione Prc di Cosenza, che ha partecipato alla manifestazione – l'ennesimo schiaffo alla Calabria. Siamo di fronte a una politica coloniale da parte dell’Enel”.
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