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In Puglia e Basilicata

Scatta indagine sulle macchinette nel Policlinico

Scatta indagine sulle macchinette nel Policlinico
Scatta una nuova indagine che riguarda gli ospedali baresi: nel mirino della guardia di finanza ci sarebbero gli appalti per il servizio di ristorazione automatica. Si tratta delle macchinette a gettone che distribuiscono bibite e snack, per le quali negli scorsi mesi sia il Policlinico che la Asl di Bari hanno svolto le gare d’appalto.

05 Settembre 2009

BARI - Un filone delle indagini sulla sanità che in questi giorni stanno infiammando la Puglia riguarda pure gli appalti per la ristorazione automatica negli ospedali baresi. Si tratta delle macchinette a gettone che distribuiscono bevande, snack e qualche volta anche tramezzini e gelati. Nelle scorse settimane, infatti, i militari della guardia di finanza hanno acquisito parecchio materiale tra l’Asl di Bari e il Policlinico. Ma stavolta non ci sono ipotesi di corruzione: sullo sfondo, dicono i bene informati, c’è infatti una guerra senza esclusione di colpi tra le aziende che operano nel settore, che dopo essersi affrontate a colpi di carte bollate nelle aule della giustizia amministrativa, ora avrebbero presentato numerosi esposti alla procura. Una nei confronti delle altre.

L’appalto del Policlinico, infatti, è stato aggiudicato a una ditta barese, ma sta per essere rescisso in quanto ci sarebbero irregolarità nella procedura di presentazione delle offerte. «Abbiamo ricevuto - spiega il direttore generale, Vitangelo Dattoli - una segnalazione da parte di una ditta concorrente, sulla base della quale il nostro ufficio legale ha chiesto spiegazioni ai vincitori dell’appalto». Pare che due o più partecipanti alla gara fossero collegati tra di loro, e che questo avrebbe falsato l’appalto. «Una volta accertato il problema - dice Dattoli - abbiamo bloccato la procedura, e se la circostanza sarà confermata procederemo alla rescissione e sarà bandito un altro appalto».

Sul fronte della Asl di Bari, invece, la situazione è più intricata. La gara d’appalto per il servizio di ristorazione automatica si è conclusa con un nulla di fatto, e l’Asl ha proceduto ad affidare il servizio a trattativa privata, ad una società campana, a un costo più alto rispetto a quello a base di gara. La vicenda è finita prima al Tar e poi al Consiglio di Stato: i giudici amministrativi hanno accolto il ricorso della società barese (la stessa dell’appalto al Policlinico) ma, a quanto pare, finora l’Asl non ha proceduto ad annullare l’affidamento ed a indire la nuova gara.

I servizi di ristorazione automatica sono una categoria abbastanza particolare e hanno poco a che fare con le forniture sanitarie di cui in questi giorni si parla nelle varie inchieste della procura. Normalmente, infatti, sono le aziende che pagano il proprietario degli immobili per installare le loro macchine. Gli ospedali, insieme alle scuole, sono i principali clienti per chi opera in questo settore: le macchinette vengono posizionate soprattutto nei luoghi di grande passaggio. L’indagine, comunque, è ancora alle battute iniziali e non ci sono né indagati né ipotesi di reato. Più che scavare intorno alla corruzione, infatti, sembra che l’obiettivo sia chiarire l’esistenza di eventuali accordi tra le aziende che operano nel settore allo scopo di dividersi il ricco mercato degli ospedali.

[r. ba.]
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