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Medicina, test blindati per 2.168 candidati

Medicina, test blindati per 2.168 candidati
Gli ostacoli alla carriera in corsia? I Promessi sposi, la Costituzione, le guerre mondiali, il conflitto fra israeliani e palestinesi. Ma la sbirciatina sul compito del compagno salva gli impreparati. Ieri 2.168 candidati si sono cimentati con le prove di accesso al corso di laurea di Medicina. Ottanta domande di cultura generale, logica, biologia, chimica, matematica e fisica. Uno su sei potrà realizzare il sogno. Test blindati: metal detector, sorveglianza e disturbatori di telefonini.

04 Settembre 2009

di Antonella Fanizzi

BARI - Gli ostacoli alla carriera in corsia? I Promessi sposi, la Costituzione, le guerre mondiali, il conflitto fra israeliani e palestinesi, Gandhi. Chi non conosce i versi del padre del romanticismo italiano, i poteri del presidente della Repubblica, gli scontri in medio Oriente, la data della morte del pioniere della disobbedienza civile non violenta non ha neppure il diritto ad essere ammesso alla facoltà di Medicina.

Ieri 2.168 candidati si sono cimentati con le prove di accesso al corso di laurea a numero chiuso. Ottanta domande a risposta multipla di cui 40 di cultura generale e di logica, 18 di biologia, 11 di chimica e 11 di matematica e fisica.

I test sono cominciati puntuali alle undici, nelle ventiquattro aule del Campus come in tutta Italia: la prova è nazionale e uguale per tutti. La macchina organizzativa, rodata nei giorni scorsi, ha ben funzionato. Convocazioni alle 8.30, procedure di identificazione e passaggi attraverso il metal detector, ambienti schermati: in ogni classe sono entrati in funzione i disturbatori dei telefonini.

Le misure di sicurezza adottate dall’Università, apparse eccessive per alcuni studenti, si sono rese necessarie per prevenire le polemiche degli scorsi anni, quando il concorso è finito al centro di inchieste giudiziarie. Le risposte corrette arrivarono sui cellulari degli aspiranti camici bianchi. Ieri nessuno squillo o messaggio: le apparecchiature sistemate fra i banchi hanno neutralizzato i segnali della rete mobile.

Non significa però che nessuno abbia copiato. Anna, che arriva da Matera, racconta di suggerimenti fra i compagni: «Nelle mia aula eravamo seduti uno accanto all’altro, senza il banco libero al centro. L’occhio è caduto sul foglio del vicino di penna e qualche indicazione è arrivata da chi era alle spalle».

Non si tratta di una denuncia di presunti brogli: le aule, i posti a sedere e persino i nomi dei componenti delle commissioni sono frutto del caso, perchè estratti a sorte.

«È un esame blindato», conferma Carla che ha frequentato il liceo scientifico di Putignano. Una prova ad alta tensione. «Si percepiva a pelle, la competizione era nell’aria», dicono Gianluca Piccolo, Nicola Visceglie e Giuseppe Dell’Avvocato, neo diplomati allo scientifico Fermi di Bari. La posta in palio è alta: i posti a disposizione sono 333. Significa che soltanto il 15% degli aspiranti potrà coltivare il sogno di salvare chi è in pericolo di vita. Una professione affascinante quella del medico, in grado di soddisfare ambizioni e portafogli, che ogni anno spinge migliaia di giovani a cimentarsi con i quiz. Ostici per chi non mastica chimica e biologia: la placca motoria e gli enzimi riduttivi hanno creato problemi a più d’uno.

Due ore al massimo per dimostrare di avere una buona cultura di base, di aver studiato nei mesi di luglio e agosto la genetica, le proteine, i grassi, di avere insomma i requisiti per frequentare le lezioni di Medicina.

«Io speriamo che me la cavo», scherza Claudia D’Alò che cita il titolo del libro scritto dal maestro di scuola elementare Marcello D’Orta. A fine mattinata, dopo gli abbracci dei genitori in ansia, gli arrivederci al giorno seguente sono numerosi. Oggi tocca a Odontoiatria: una valanga di pretendenti, 867, per appena 33 posti.

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