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Carapelle, disse no alla centrale: vendetta contro il segretario Pd

Carapelle, disse no alla centrale: vendetta contro il segretario Pd
CARAPELLE - Tre ettari e mezzo di vigneto colpito, abbattuto, raso al suolo: apparteneva al segretario sezionale del Pd. Racket dei tendoni? Vendetta o altro? Tutte ipotesi possibili che stanno facendo discutere Carapelle, compresa quella secondo la quale Tantino - questo il nome del coordinatore sezionale - si sarebbe attivato per una raccolta di firma contro la realizzazione di una centrale a biomasse. Ma non è l’unico episodio, se è vero che dopo quel no alla centrale, il sindaco Palomba venne preso di mira, insieme ad un assessore, Masucci . Indagano i carabinieri tra sospetti e misteri.

03 Settembre 2009

di RITA GALLO
CARAPELLE - «Non toccare, pericolo alta tensione...». Li ricordate quei cartelli col teschio più che eloquente sotto i vecchi pali monito a non azzardare manovre astruse? Pericolo di morte o avvertimenti a Carapelle anche a chi azzarda mettersi contro un progetto di centrale a biomasse. Questa la sintesi all’indomani di atti intimidatori ai danni di esponenti di partiti o amministratori. Ne sa qualcosa Giovanni Tarantino, segretario della sezione locale del pd che si è visto danneggiare e radere al suolo tre ettari di vigneto.

Storia strana quella degli atti intimidatori e della centrale, una vicenda per molti interconnessa anche sulla base di indizi. E se è vero che tre indizi non fanno una prova, resta comunque lecito sospettare che dietro la storia del no alla centrale a biomasse così fuoco insieme agli interessi.

Prima di Tarantino era toccato al sindaco Alfonso Palomba accusare il colpo delle minacce e prima di Palomba a qualche altro amministratore. Sulla vicenda stanno indagando i carabinieri. «Noi crediamo fermamente che ciò che è accaduto rappresenti una vile e disgustosa aggressione politica nei confronti di Tarantino da reputarsi ancor più’indecente” e “vergognosa” se si considera che il nostro segretario non ha alcun incarico nè in seno alla giunta e nè tanto meno in seno al consiglio comunale. Nonostante tutto noi non ci lasceremo intimorire, anzi questo episodio ha rafforzato in noi, ulteriormente la volontà di compiere azioni nell’interesse della collettività».

Il Pd tutto questo lo pensa e lo scrive anche sui tazebao che tappezzano il centro del paese: «Credo-afferma Tarantino- di non avere nemici, e posso dichiarare di non aver ricevuto mai alcuna intimidazione»

Ma è stato lui - ecco il sospetto più che l’indizio - ad avviare la raccolta firme per dire no alla centrale a biomasse. Un progetto presentato alla Regione e a quanto sembra non trova il consenso di larga parte della comunità. «Il vigneto del segretario Tarantino è stato abbattuto da chi con ogni mezzo vuole raggiungere i propri scopi. A nulla vale la volontà di chi con coraggio è sceso in piazza per far valere le proprie ragioni e la propria volontà contro la creazione della centrale, queste le impressioni a caldo rese da molti cittadini. Presunzioni di colpevolezza, intimidazioni, paura e sgomento,sono i sentimenti che aleggiano tra i cittadini di Carapelle. 

L’intera amministrazione si è proclamata contraria alla realizzazione dell’impianto, dopo aver accertato tramite un forum svoltosi qualche mese fa nella palestra comunale, la contrarietà dei cittadini.Al tavolo di concertazione avevano preso parte il sindaco Alfonso Palomba, Sergio Celotti, presidente della Carapelle Energia Srl., Gian Maria Gasperi, direttore di Aforis, Giuseppe Gravina dirigente dell’ Arpa ed i rappresentanti provinciali e locali delle pubbliche amministrazioni interessate. L’incontro era stato organizzato per illustrare la proposta progettuale della Carapelle Energia Srl appunto sulla realizzazione di un impianto di produzione di energia elettrica e termica con vinacce, di potenza pari a 11 MW. 

“Un’occasione di confronto, per la prima volta nel corso di cinquanta anni di storia del comune di Carapelle, saranno i cittadini a decidere, per me questo è il senso della democrazia, affermò Palomba. Esporre le proprie idee, le proprie perplessità, i propri suggerimenti, è il modo giusto per poter definire assieme la scelta finale, come in una grande famiglia. Una questione delicata che io ho voluto approfondire, rendendo partecipe l’intera comunità locale, discutendo ampiamente sulla proposta progettuale inerente alla valorizzazione energetica degli scarti e dei sottoprodotti delle produzioni agroindustriali e forestali”. 

Già in passato il sindaco Alfonso Palomba era stato vittima di un atto vandalico: avvertimenti, minacce, danni alla sua abitazione. Anche un ex amministratore della prima amministrazione guidata da Palomba, Alfredo Masucci aveva subito un incendio al suo campo di grano. Troppi indizi possono non valere nulla, ma aiutano a capire il clima ion cui si è piombati. Vietato parlare della centrale a biomasse, pericoloso sporgersi: segnali di pericolo a chi non la vuole. Possibile che lobby attingano a metodi mafiosi per imporre una idea, una iniziativa imprenditoriale? Sembra davero strano. E allora cosa c’è dietro gli attentati? La centrale o cos’altro? Smascherare subito chi bussa alla porta della cronaca nera, per favore. Il dibattito politico non s’inquina a suon di attentati.
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