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Inchiesta Sanità-Puglia Ora spunta il giallo dei soci occulti nelle Rsa

Inchiesta Sanità-Puglia Ora spunta il giallo dei soci occulti nelle Rsa
BARI - Politici e amici degli amici sarebbero tra i soci occulti delle strutture sanitarie private convenzionate con la Regione Puglia, alle quali sarebbe stata concessa, in maniera illegittima, la proroga dell’accreditamento. E la polemica politica infuria.
Cos’è l’accreditamento?
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03 Settembre 2009

di Luca Natile

BARI - Lecce, San Giovanni Rotondo, Putignano, Adelfia e Conversano. L’inchiesta sugli accreditamenti di strutture private con il servizio sanitario nazionale passa per questi cinque comuni. Sotto la lente di ingrandimento dei sostituti procuratori Lorenzo Niastro e Roberto Rossi sono finiti in cinque, cinque centri di riabilitazione e fisioterapia «al di sotto di ogni sospetto» a causa dei quali il tetto di spesa definito dalla Regione Puglia per le strutture sanitarie private accreditate sarebbe stato «splafonato». 

Cliniche che forse non erano neppure in possesso, al momento del «nulla osta» regionale, dei requisiti minimi richiesti dalla legge per entrare nell’ambito novero delle strutture accreditate e co-finanziate dallo Stato.


Il paradosso è che a fornire la presunta «notizia criminis» agli inquirenti sarebbero stati gli amministratori di una delle Rsa finite sotto inchiesta, lamentando che nella ripartizione della somma accantonata dal Documento economico e Finanziario della Sanità pugliese, erano stati penalizzati per ragioni oscure.


Su questa vicenda i magistrati inquirenti avrebbero in corso un approfondimento della inchiesta mirata ad accertare se vi siano soci occulti, e se questi soci siano uomini politici, dietro le cliniche che, in forza di una delibera di giunta datata 24 dicembre 2007 e ritenuta «viziata» da illegittimità, sono state accreditate alla Regione Puglia.


L'inchiesta è finora a carico di dirigenti e funzionari dell’assessorato alla sanità e di imprenditori nei confronti dei quali si ipotizzano i reati di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, al falso e all’abuso d’ufficio.

Per capire se dietro le Rsa ci siano soci occulti, i pm Rossi e Nicastro hanno disposto oltre all’acquisizione delle visure presso le Camere di Commercio, quella di altri documenti relativi agli assetti societari.


Nel registro degli indagati è iscritto il nome della dirigente regionale Lucia Buonamico, responsabile del settore Programmazione e gestione sanitaria. È lei a coordinare la commissione regionale, istituita proprio per verificare gli standard di qualità delle strutture private accreditate. Secondo le indiscrezioni, suoi familiari gestirebbero a San Giovanni Rotondo una delle cliniche coinvolte in questa vicenda.


Proprio indagando sui rapporti intercorsi tra dirigenti regionali e i titolari delle strutture private, gli investigatori si sono imbattuti nelle conversazioni confidenziali tra due assessori della disciolta giunta Vendola, l’imprenditore Gianpi Tarantini e donne bisognose di una robusta raccomandazione per trovare un posto di lavoro in un ufficio pubblico o affamate di carriera e consulenze d’oro. 

Le conversazioni telefoniche dei due politici sono finite nell’archivio audio della inchiesta: documenterebbero di una intensa vita di relazione in particolare di uno dei due assessori, che riusciva a gestire anche sei appuntamenti per volta, incline a porgere orecchio e attenzione, durante «tete-a-tete» molto privati, alle richieste delle belle signore. 

Dalla giovane avvocatessa salentina alla avvenente casalinga della Bari bene rimasta sola con due figli da tirare su. La tipologia delle questuanti pare essere variegata, compresa la escort ingaggiata da Tarantini per guadagnare i buoni uffici, in termini di appalti regionali, degli assessori. Un filone di indagine che per il momento non ha prodotto iscrizioni nel registro degli indagati.

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