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In Puglia e Basilicata

Bari, stipendio record (250mila euro l'anno) a segretario della CdC

Bari, stipendio record (250mila euro l'anno) a segretario della CdC
Con uno stipendio di 250mila euro lordi annui, il segretario generale della Camera di commercio, Roberto Majorano, è il dirigente pubblico più pagato del Barese. L’ente camerale guidato da Luigi Farace ha pubblicato su Internet gli stipendi dei suoi dirigenti, come vuole la normativa introdotta dal ministro Brunetta: le retribuzioni sono mediamente più alte rispetto a quelle del Comune, e in alcuni casi anche rispetto a quelle dei dirigenti della Regione.

03 Settembre 2009

Non ci sono abbastanza dati per fare un confronto preciso. Ma così, su due piedi, potrebbe effettivamente essere un record. Lo stipendio del segretario generale della Camera di commercio di Bari, Roberto Majorano, è di 251mila euro l’anno: una cifra che ne fa il manager pubblico meglio retribuito dell’intera Puglia.

L’ente camerale guidato dal presidente Luigi Farace ha pubblicato sul suo sito Internet i dati dell’operazione Trasparenza, quella voluta dal ministro Brunetta con l’articolo 21 della legge 69 del 18 giugno scorso. Le consulenze non ci sono (o se ci sono, sono davvero ben nascoste), ma gli stipendi dei dirigenti e i dati sulle assenze del personale sono lì, in bella vista. E la sorpresa è appunto Majorano, che con 251mila euro batte - ad esempio - il procuratore della Repubblica, l’avvocato distrettuale dello Stato (equiparati ai magistrati di Cassazione) e il capo di Gabinetto della Regione.


Gli altri dirigenti della Camera di Commercio, vale a dire i vicesegretari Vastano e Pepe e i tre responsabili dei settori, si fermano invece a circa 110mila euro l’anno, una cifra che li pone allo stesso livello dei direttori d’area della Regione. Ma, comunque, su un gradino molto più alto rispetto ai dirigenti comunali con responsabilità pari o superiori.


Chissà, forse l’obiettivo del ministro Brunetta e della sua operazione Trasparenza era proprio questo: fare in modo che si potessero confrontare gli stipendi tra i diversi enti pubblici, in modo da avere una seppur pallida indicazione di quello che accade nell’amministrazione pubblica. E, almeno da quanto si vede nel Barese, la situazione è davvero molto variegata. La Provincia, infatti, non ha ancora inteso ottemperare alla legge (e non pubblica i dati). Il Comune di Bari ha pubblicato i soli stipendi (ma non i curricula né i dati sulle assenze), e sembra erogare cifre piuttosto basse ai suoi 47 dipendenti. 

Anche la Regione ha pubblicato gli stipendi (ma non le assenze né la maggior parte dei curricula), ed anche qui ci sono poche sorprese: l’ultima rilevazione della Corte dei Conti ha confermato che la Puglia è tra le Regioni che pagano meno, e non sorprende che lo stipendio più alto sia quello del capo dell’avvocatura, il professor Nicola Colaianni, con circa 136mila euro l’anno. Comunque meno del segretario generale della Camera di Commercio.


L’ente camerale è finora l’unico ad aver diffuso i dati sulle assenze, in forma aggregata per ufficio (come prescrive la legge). E dai dati per il mese di luglio si evince che, al netto delle ferie, i vari uffici hanno tassi di assenteismo bassi o molto bassi, comunque di poco superiori alla soglia del 15% che viene normalmente considerata fisiologica (malattie, permessi retribuiti...). Anche in questo caso, del resto, la ratio della norma voluta da Brunetta pare essere quella del confronto tra amministrazioni diverse. Confronto che potrà essere effettuato soltanto sul lungo periodo, e possibilmente su dati congruenti: ma, come sempre accade in Italia, ciascuna amministrazione sceglie un modo diverso di presentare i numeri. E il cittadino ci capisce poco.

Ultimo aspetto, quello delle consulenze. La Camera di Commercio è tenuta a pubblicare sul sito l’elenco dei consulenti, ma sembra non essercene traccia. La lista è però riportata nell’anagrafe nazionale che si trova sul sito del ministero dell’Innovazione (quello di Brunetta). Discorso un po’ diverso, invece, per quanto riguarda l’Unioncamere (l’associazione delle Camere di commercio pugliesi): «L’Unioncamere della Puglia - spiega alla “Gazzetta” il segretario Majorano - non è tenuta alla pubblicazione, essendo una semplice associazione non riconosciuta».

Occorre ricordare - lo dicono le cronache di questi giorni - che proprio da Unioncamere potrebbe essere passata la consulenza da 50mila euro voluta da un ex assessore della giunta Vendola per una giovane avvocatessa salentina. È soltanto una coincidenza?

[m.sc.]

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