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Foggia, ritardi  per il Boeing: 150 in cassa integrazione

Foggia, ritardi  per il Boeing: 150 in cassa integrazione
FOGGIA - Lo stabilimento Alenia di Foggia (900 addetti) uno dei due impianti di eccellenza dell'industria aeronatica italiana nel quale Finmeccanica realizza tra gli altri gli stabilizzatori di coda del super Boeing 787 starebbe per mettere in cassa integrazione circa 150 addetti. 

02 Settembre 2009

Rallenta il varo del nuovo Boeing 787, il ritardo accumulato per il primo volo di collaudo è ormai di quasi due anni. Di questa situazione ne risente per la prima volta anche lo stabilimento Alenia Aeronautica di borgo Incoronata. Al rientro dalle ferie i lavoratori si sono sentiti pronunciare dall’azienda l’annuncio che si farà ricorso alla cassa integrazione per arginare lo stop delle commesse da parte del costruttore americano. 

Lo stabilimento foggiano, come si ricorderà, partecipa all’impegnativo e ambizioso programma industriale realizzando lo stabilizzatore di coda del nuovo aereo commerciale, oltre a fornire il know-how tecnologico all’impianto di Grottaglie per la produzione della fusoliera interamente in fibra di carbonio.

La cassa integrazione si riaffaccia in Alenia dopo quasi otto anni. L’azienda ha chiesto un periodo di tredici settimane, ordinaria, per 150 lavoratori. Sono gli addetti al programma per il «787»? Tutto lo lascia supporre anche se nessuna comunicazione è stata finora ufficializzata. I sindacati però si augurano che la cig venga applicata a rotazione fra tutti i seicento e passa operai addetti alla produzione di tutte le commesse di Alenia e dunque che non paghino soltanto gli addetti al programma «787».

Il piano verrà attuato la prossima settimana. «Ci auguriamo di poter incontrare prima il capo del personale per le opportune valutazioni del caso», spiega il segretario della Fiom-Cgil Antonio Ladaga. «La rotazione, a nostro avviso, è il principio più corretto per attutire il colpo della cassa integrazione sullo stipendio di un operaio. Se ci sono i presupposti per farla, e in Alenia ritengo che vi siano, è necessario che l’azienda provveda».

Intanto dal quartier generale a Everett, nello stato di Washington, Boeing ha motivato il sesto rinvio del primo volo del 787 Dreamliner con la «necessità di rafforzare una zona laterale della fusoliera». 

«L'esigenza - informa una nota del costruttore americano - è stata individuata nel corso delle prove sull’esemplare dell’aereo dedicato alla prove statiche. Un'analisi preliminare ha indicato che il volo di prova programmato nel giugno scorso avrebbe potuto procedere come previsto. Tuttavia, in seguito a ulteriori test e alla valutazione di eventuali modifiche ai piani di volo di prova, è stata presa la decisione di rimandare il primo volo sino a quando i collaudi stessi potranno essere proficui. Il primo volo e la prima consegna - chiarisce ancora Boeing - saranno riprogrammati in seguito alla definizione precisa delle modifiche. 

Nel frattempo proseguiranno altri collaudi sull’aereo, compreso il collaudo finale di criticità e le prove di rullaggio a bassa velocità. Il lavoro proseguirà anche con gli altri cinque aeromobili compresi nel programma di prove in volo».

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