Giovedì 11 Agosto 2022 | 10:51

In Puglia e Basilicata

Nichi: no a porcellaio Frisullo: nessun reato e annuncia querele

Nichi: no a porcellaio Frisullo: nessun reato e annuncia querele
BARI - Ripete di non aver mai commesso alcun reato Sandro Frisullo, nel periodo in cui è stato assessore e vicepresidente (Pd) della giunta regionale pugliese e annuncia querele nei confronti di quanti continueranno ad attribuirgli comportamenti che – dice – non appartengono alla sua storia e alla sua esperienza politica. Intanto Vendola dice no «alla politica che si trasforma in un porcellaio e fa appello «al senso del limite è il rispetto della dignità e della vita delle altre persone". Sul fronte delle indagini emerge che la procura di Bari sta accertardando se vi siano soci occulti, e se questi soci siano uomini politici, dietro le cinque Residenze sanitarie assistite (Rsa).
• Rocco Palese (Pdl Puglia): Vendola attaccato alla poltrona
 Fitto: querelo Vendola per l'intervista a «El Pais»
 Vendola scrive a Fitto: su El Pais forzato il mio pensiero
 Sistema Tarantini: escort e mamme a due ex assessori
• Mamma disoccupata a letto col politico nella speranza di un lavoro
• Sanità, escort e coca, ecco le 4 inchieste
• 5 luglio 2009, il "tutti a casa" di Vendola

02 Settembre 2009

BARI - Ripete di non aver mai commesso alcun reato Sandro Frisullo, nel periodo in cui è stato assessore e vicepresidente (Pd) della giunta regionale pugliese e annuncia querele nei confronti di quanti continueranno ad attribuirgli comportamenti che – dice – non appartengono alla sua storia e alla sua esperienza politica. 

Frisullo lo afferma in una dichiarazione a proposito delle inchieste della magistratura barese che coinvolgono anche ex amministratori regionali. “Ho appreso dagli organi di informazione – dice – di ulteriori 'indiscrezionì – non saprei come altro definirle, in assenza di qualsiasi ipotesi di reato – inerenti ex assessori regionali e presunti scambi di favori sessuali con incarichi e prebende. Non intendo partecipare al gioco dei distinguo, delle smentite e delle precisazioni, utili solo a favorire l’ulteriore diffusione del mio nome (e della mia immagine), dando fiato al venticello della calunnia e della diffamazione generalizzata, nè voglio aggiungere altre inutili lamentele per l’ennesima violazione del segreto istruttorio e di tutti i principi in materia di riservatezza personale”. 

“Ribadisco tuttavia – conclude Frisullo – di non avere mai commesso alcun reato, alcun illecito ed alcuna scorrettezza nel corso e in occasione della mia attività istituzionale, e che d’ora in poi querelerò chiunque continuerà, in qualsiasi forma, ad attribuirmi comportamenti che non ho mai posto in essere e che non appartengono alla mia storia ed alla mia esperienza politica”.

VENDOLA: NO AL PORCELLAIO

 "Guai, guai, ogni qualvolta la politica si trasforma in un porcellaio, guai ogni qualvolta chi esercita potere smette di dimenticare quel senso del limite a cui dovrebbe ispirarsi, e il contenuto del senso del limite è il rispetto della dignità e della vita delle altre persone". E' questo il commento del presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, alla notizia diffusa ieri di una nuova inchiesta su sesso, affari e politica che vede coinvolti due ex assessori della giunta regionale (estromessi dall’esecutivo col rimpasto fatto all’inizio del luglio scorso). 

Vendola, parlando con i giornalisti a margine di una conferenza stampa tenuta oggi in presidenza per presentare il Festival della cultura ebraica in Puglia che si terrà dal 6 al 10 settembre, ha detto: “Intanto ci aspettiamo di conoscere i fatti perchè finora siamo di fronte ad una sequela di indiscrezioni giornalistiche, a racconti che hanno anche un certo grado di confusione. Vorremmo conoscere la verità. La verità è la bussola che deve orientare la nostra ansia di moralizzazione”. 

“L'ansia di moralizzazione – ha aggiunto – ha bisogno di nutrirsi di verità anche per evitare che possano essere coinvolte persone che non c'entrano niente. Noi dobbiamo evitare il rischio di fare di tutte le erbe un fascio, di mettere nello stesso mazzo persone per bene e persone per male”. 

“Qualora si fosse adoperato – ha continuato – un ricatto a sfondo sessuale per soddisfare una domanda di lavoro si sarebbe commesso, dal punto di vista della pubblica morale, un atto gravissimo. Le cose che abbiamo letto sono francamente disgustose e spero che si possano dimostrare infondate”. “Qualora fossero fondate – ha concluso – la nostra reazione sarebbe assolutamente gravissima”.

VENDOLA: ATTENTI DEGRADO MA TUTELA INNOCENTI 

''Le regole della pubblica amministrazione non prevedono che un avviso di garanzia porti alla destituzione di un funzionario o di un dirigente. E non ci sono regole che lo prevedano neanche per la politica, se non quelle diciamo di un codice di autoregolamentazione che noi nei fatti ci siamo dati, credo con rigore e con serietà”. Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, rispondendo ad un giornalista che gli chiedeva se intendesse prendere provvedimenti nei confronti dei funzionari e dirigenti regionali dell’assessorato alla Sanità della Regione Puglia indagati nell’ambito delle inchieste avviate dalla Procura di Bari. 

“Noi – ha detto Vendola – non consentiamo che i sospetti possano danzare attorno alla vita delle istituzioni. Perchè pensiamo che si debba energicamente dare segnali di controtendenza di fronte al degrado della vita pubblica quando esso c'è. Naturalmente questo è il momento in cui bisogna stare attenti perchè nel degrado della vita pubblica c'è tra i capitoli non di secondo piano anche il coinvolgimento di persone eventualmente innocenti”. 

“Finora – ha aggiunto – siamo di fronte ad una processione di illazioni, di "si dice". Quindi bisogna fare una discussione generale. Qualora ci fosse questo sarebbe gravissimo, qualora ci fosse il ricatto sarebbe insopportabile, non dovrebbe che suscitare indignazione”.

INDAGINI SU SOCI OCCULTI NELLA SANITA' 

La procura di Bari ha in corso indagini per accertare se vi siano soci occulti, e se questi soci siano uomini politici, dietro le cinque Residenze sanitarie assistite (Rsa) che, in forza di una delibera di giunta ritenuta illegittima, sono state accreditate alla Regione Puglia. L'inchiesta, coordinata dai pm Roberto Rossi e Lorenzo Nicastro, è finora a carico di dirigenti e funzionari dell’assessorato alla sanità e di imprenditori nei confronti dei quali si ipotizzano i reati di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, al falso e all’abuso d’ufficio. 

Proprio indagando su questo filone i militari della Guardia di finanza hanno intercettato due assessori della prima giunta regionale guidata da Nichi Vendola (non confermati nel rimpasto fatto all’inizio di luglio scorso), che in cambio di prestazioni sessuali si sarebbero interessati agli appalti che voleva vincere l’imprenditore Gianpaolo Tarantini, avrebbero promesso posti di lavoro a donne disoccupate e un contratto di consulenza ad una giovane avvocatessa. La posizione di uno dei due ex assessori – filtra in ambienti vicini alle indagini – è assai più sfumata rispetto a quella dell’altro ex amministratore. I due al momento non sono indagati poichè sul loro conto sono in corso ulteriori verifiche per accertare se i due uomini politici abbiano mantenuto le promesse fatte. 

Il legame tra le verifiche sugli accreditamenti delle Rsa e il filone sesso, appalti e politica è nato quando si è scoperto che uomini politici avrebbero avuto contatti con dirigenti dell’assessorato alla sanità per favorire imprenditori a loro vicini che gestivano le Rsa. 

Anche per questo motivo – è il sospetto dell’accusa – i dirigenti dell’assessorato avrebbero fatto in modo che la giunta regionale approvasse la delibera che prorogava di un anno (dal 31 dicembre 2007 al 31 dicembre 2008) il termine ultimo per gli accreditamenti delle Residenza sanitarie assistite. Infatti, entro la fine dello scorso anno sarebbero state accreditate cinque Rsa. Uno di queste – risulta dalle intercettazioni – ha sede a San Giovanni Rotondo e sarebbe riconducibile al genero di un dirigente regionale dell’assessorato alla sanità. 

Per capire se dietro le Rsa ci siano soci occulti, i pm Rossi e Nicastro hanno disposto l’acquisizione delle visure presso le Camere di Commercio e l’acquisizione di altri documenti relativi agli assetti societari.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

 
 
 
 
- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725