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In Puglia e Basilicata

Periferie, 122mln per riqualificarle

Periferie, 122mln per riqualificarle
di GIUSEPPE ARMENISE 
Servizi e infrastrutture. E anche le opere in carico agli Istituti autonomi case popolari (Iacp). La riqualificazione delle periferie attraverso i programmi Pirp riparte con lo sblocco dei fondi di derivazione Fers, che si aggiungono a quelli già stanziati dalla regione con il cosiddetto Piano casa pugliese. In totale 215 milioni di euro. Per rendere le opere dei progetti immediatamente cantierizzabili, ora i Comuni devono perfezionare e presentare alla Regione uno schema di accordo di programma
• Che cos’è il Pirp

02 Settembre 2009

BARI - Servizi e infrastrutture. E anche le opere in carico agli Istituti autonomi case popolari (Iacp). La riqualificazione delle periferie attraverso i programmi Pirp riparte con lo sblocco dei fondi di derivazione Fers, che si aggiungono a quelli già stanziati dalla regione con il cosiddetto Piano casa pugliese. In totale 215 milioni di euro. È così possibile sin d’ora scorrere la graduatoria delle amministrazioni partecipanti al bando e includere anche numerosi progetti che, nella primissima ripartizione (quella effettuata considerando i soli fondi del piano casa regionale, ammontanti a 93 milioni di euro), erano rimasti esclusi. 

Manca ancora, nel quadro completo degli stanziamenti destinati a i Pirp, la quota riservata alle residenze. E qui il nodo sta nella partita dei fondi Fas (per le aree sottoutilizzate), che sono tutt’ora oggetto di dissidio (ci sono? Non ci sono?) tra il governo nazionale che deve stanziarli e le Regioni che ne denunciano il progressivo e continuo taglio. 

I programmi integrati per la riqualificazione delle periferie (Pirp) sono uno strumento relativamente nuovo nel quale l’intervento di risistemazione viene letto all’interno di un sistema urbano con tutte le sue necessità (e quindi le residenze non solo in quanto tali, ma come elemento all’interno di un’area nella quale va garantita la vivibilità attraverso la realizzazione di servizi adeguati, del verde, di assi viari coerenti, di infrastrutture innovative e attente alle nuove esigenze di risparmio delle risorse tra le quali quelle energetiche in primo piano). 

L’interesse al bando, per il quale sono stati più volte prorogati i termini, è dimostrato anche dalla qualità dei progetti che hanno concorso e sui quali l’assessore regionale all’Assetto del Territorio, Angela Barbanente, si è soffermata in occasione della presentazione della prima ripartizione dei finanziamenti. In quella sede venne anche chiarito che tra i progetti esclusi, molti avrebbero sicuramente avuto la possibilità di rientrare proprio con la verifica e lo sblocco dei fondi Fers. E ora, con la misura resa operativa dalla deliberazione della giunta regionale, una buona parte dei circa 100 progetti in concorso (sempre in attesa dello sblocco del Fas) potranno essere soddisfatti. 

Una nota inviata dall’assessorato all’Assetto del Territorio a tutti i Comuni ammessi al finanziamento secondo la graduatoria allegata alla determina del direttore dell’area Programmazione e Finanza numero 5 del 15 luglio scorso pubblicata sul Bollettino ufficiale della Regione Puglia n. 122 del 6 agosto 2009, nel trasmettere lo schema di Accordo di Programma da compilarsi a cura dei Comuni stessi, chiarisce le ulteriori procedure da espletare per dare avvio alle procedure di finanziamento. 

«I finanziamenti disponibili nell’ambito dell’Asse VII del Fers - spiega l’assessore Barbanente - per interventi di recupero e costruzione di opere di urbanizzazione primaria e secondaria nonché per l’acquisizione di aree o immobili necessari alla loro realizzazione nell’ambito dei Pirp, sono complessivamente pari a 122 milioni di euro, così ripartiti: 102 milioni per interventi afferenti alla linea di intervento 7.1 («Piani integrati di sviluppo urbano»); 20 milioni di euro per interventi afferenti alla Linea di Intervento 7.2 (“Piani integrati di sviluppo territoriale”), destinati ai Programmi Pirp dei Comuni delle Aree vaste “Salento 2020” e “Monti Dauni”». 

Per rendere le opere dei progetti immediatamente cantierizzabili, dunque, ora i Comuni devono perfezionare e presentare alla Regione uno schema di accordo di programma. Al momento risultano arrivati i due accordi del comune di Bari.
di GIUSEPPE ARMENISE
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