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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

 

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Il bollettino regionale

Covid Puglia, 631 nuovi casi (tasso 15,2%) e 20 morti. Somministrato un terzo dei vaccini.

Bari tra le province più colpite. Scontro intanto tra Regione e medici di famiglia sui test rapidi: oltre 500 medici (il 15%) hanno chiesto alla Regione di essere esonerati dall'effettuare i tamponi rapidi sui pazienti

Bari, potenziato laboratorio Covid al Di Venere: 500 tamponi al giorno

BARI - Continua la seconda ondata di contagi da Coronavirus in Puglia: secondo quanto riportato dal bollettino regionale di oggi lunedì 4 gennaio 2021, nella nostra regione sono stati effettuati 4.138 test per l'infezione da Covid-19 e sono stati registrati 631 casi positivi: 318 in provincia di Bari, 77 in provincia di Brindisi, 46 nella provincia BAT, 97 in provincia di Foggia, 71 in provincia di Lecce, 21 in provincia di Taranto, 1 residente fuori regione. Il tasso di positività tocca quota 15,2% (ieri era del 12,5%), tra le province più colpite spicca Bari.

Sono 20 invece i decessi: 9 in provincia di Bari, 2 in provincia BAT, 1 in provincia di Brindisi, 1 in provincia di Lecce, 6 in provincia di Taranto, 1 residente fuori regione.

Dall'inizio dell'emergenza sono stati effettuati 1.065.109 test. Mentre 38.209 sono i pazienti guariti e 53.539 sono i casi attualmente positivi. I pazienti positivi in isolamento domiciliare sono 51.938 mentre le persone ricoverate in ospedale ammontano a 1.601, di queste 136 in terapia intensiva. Il totale dei casi positivi Covid in Puglia è di 94.284.

Per quanto riguarda il fronte vaccinazioni anti Covid in Puglia «procedono bene, abbiamo somministrato circa un terzo delle dosi ricevute». Lo ha detto l’assessore alla Sanità della Regione Puglia, Pierluigi Lopalco. «Secondo le indicazioni del commissario Arcuri - ha evidenziato Lopalco - un terzo dei vaccini a disposizione lo dobbiamo tenere da parte per avere a disposizione una quota di riserva per assicurare il richiamo a 21 giorni di chi è stato già vaccinato. L’obiettivo quindi è raggiungere il 70% delle somministrazioni entro domani. Visto il basso numero di dosi che stanno arrivando è inutile accelerare. In questo momento - ha concluso - stiamo anche testando l’organizzazione, i vaccini li stiamo facendo solamente con le nostre forze, con i nostri dipendenti».

«Spero che Ema acceleri il processo di autorizzazione dei vaccini AstraZeneca» perché solo «in quel momento saremo sicuri di avere in Italia un quantitativo di vaccino anti Covid sufficiente": lo ha dichiarato l’assessore alla Sanità della Regione Puglia, Pierluigi Lopalco. «E' una buona notizia quella di una vicina autorizzazione del vaccino di Moderna - ha aggiunto - ma l’Italia ha opzionato poche dosi». Alla domanda sul perché sul vaccino di AstraZeneca invece ci siano rinvii all’autorizzazione, Lopalco ha spiegato è dovuto al fatto che «occorre produrre documentazione, un processo burocratico importante ma che speriamo che Ema riesca ad accelerare».

Scontro intanto tra Regione e medici di famiglia sui test rapidi: oltre 500 medici (il 15%) hanno chiesto alla Regione di essere esonerati dall'effettuare i tamponi rapidi sui pazienti, sia nei propri studi professionali sia nelle strutture messe a disposizione dalle Asl. "Hanno dichiarato di essere in condizioni fisiche tali da essere considerati soggetti fragili e quindi a rischio", dicono dalla Regione. E allora il dipartimento Salute dell'ente, guidato da Vito Montanaro, ha chiesto alle Asl lo stop alle visite a domicilio. "Si annunciano provvedimenti nei confronti dei medici di famiglia e pediatri di libera scelta 'colpevoli' di chiedere l'esonero dall'attività di effettuazione dei tamponi rapidi in ragione delle documentate precarie condizioni di salute in cui versano. Si querelano i sindacati (come accaduto al collega Anaao di Taranto), si minacciano provvedimenti nei confronti di professionisti. Siamo fortemente allarmati dal clima che si è venuto a creare nella regione Puglia", lamentano in un comunicato i sindacati Cgil Fp medici Puglia, Smi, Simet e Snami, rispondendo alla circolare.

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