Martedì 09 Agosto 2022 | 22:19

In Puglia e Basilicata

Sanità, inchiesta Dda un indagato a Brindisi

Sanità, inchiesta Dda un indagato a Brindisi
LUCA NATILE 
Da «persona informata dei fatti» a indagato per false dichiarazioni al pubblico ministero: è quello che è capitato ieri a un funzionario della Ausl di Brindisi, che veniva ascoltato dalla Dda di Bari nell’ambito dell’indagine sul presunto intreccio tra affari e politica nella gestione della sanità pugliese. Infatti, durante l’audizione il funzionario avrebbe fatto una serie di ammissioni davanti al pm inquirente, Desirè Digeronimo

01 Settembre 2009

BARI - È entrato nell’ufficio del magistrato inquirente per dire quello che sapeva e rendere dichiarazioni in veste di persona informata sui fatti e ne è uscito, due ore più tardi, gravato da una iscrizione nel registro degli indagati. Il faccia a faccia tra un dirigente della Asl di Brindisi (la cui identità viene protetta da un prudente riserbo) e il sostituto procuratore antimafia Desirèe Digeronimo titolare della inchiesta sulla gestione della sanità pugliese, è finito nel peggiore dei modi per questo testimone scivolato nei ranghi degli indagati in ragione delle ammissioni da lui fatte rispondendo alle domande del pubblico ministero. 

È un pozzo senza fondo questa indagine attraverso la quale la Dda sta cercando di dimostrare l’esistenza di una «cupola» affaristica interna alla pubblica amministrazione, capace di pilotare delibere regionali in materia di smaltimento dei rifiuti solidi urbani, forniture di beni e servizi alle Asl, appalti nelle aziende ospedaliere pugliesi, accreditamenti di cliniche private e gestione delle nomine dei primari e dei direttori generali, sanitari e amministrativi. Un sistema di potere politico e imprenditoriale che avrebbe trovato nelle amministrazioni delle aziende sanitarie complicità e collaborazione. 

Elementi raccolti nel corso della inchiesta inducono gli investigatori a ipotizzare che la presunta «cupola» abbia lottizzato le stesse nomine dei direttori generali delle Ausl pugliesi e quelle di direttori sanitari e amministrativi, giù giù fino agli ambiti primariati, producendo in alcuni casi dei doppioni (anche di spesa), ossia assegnando la stessa poltrona a due diverse persone. Il «filone» dedicato alle nomine dei primari e dei direttori è sicuramente uno degli aspetti più attuali e scottanti dell’inchiesta. 

Tornando all’audizione di ieri mattina si tratterebbe della prima iscrizione nel registro degli indagati con riferimento a fatti riguardanti la gestione della sanità brindisina. Un altro dipendente della Asl di Brindisi è comparso di recente davanti al magistrato inquirente e sentito come persona informata sui fatti. Si tratta dell’ex direttore generale della Asl di Barletta (incarico dal quale si è dimesso) e dell’Oncolo gico di Bari, il dottor Maurizio Portaluri, oggi appunto dirigente della radioterapia all’ospedale «Perrino» di Brindisi. Portaluri ha denunciato le falle della programmazione sanitaria certificata dal documento di indirizzo finanziario della Regione. 

Sulla «sanità malata» ha scritto un libro e alla Digeronimo - da quello che si è saputo - ha raccontato delle sue dimissioni. Non gli sarebbero state rivolte domande sulla gestione della sanità brindisina. In realtà di questa maxi inchiesta, molto articolata e complessa, si è saputo pubblicamente molto poco rispetto alla mole di lavoro svolto dai carabinieri del Nucleo investigativo e dal magistrato inquirente. Non è escluso che esista un ricco un capitolo dedicato alla sanità di Brindisi al pari di quella di Foggia, Bari, Lecce, Barletta.
LUCA NATILE
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