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In Puglia e Basilicata

Paraplegico cammina Miracolo a Capurso?

Paraplegico cammina Miracolo a Capurso?
di VITO PRIGIGALLO 
Il presunto miracolo sarebbe avvenuto domenica, durante la tradizionale processione per le celebrazioni per la Madonna del Pozzo. Chi c'era racconta che sul sagrato della basilica di Capurso, cittadina a pochi chilometri da Bari, un uomo paraplegico (probabilmente un massafrese), costretto su una sedia a rotelle da 12 anni si è alzato e ha cominciato a camminare. Gli amici e i parenti hanno gridato al miracolo e subito emozione e commozione si sono diffuse tra la gente
(Capurso, l'abbraccio tra il «miracolato» e la moglie - foto Claudio Esposito)

01 Settembre 2009

di CAPURSO - Miracolo o semplice suggestione? Inspiegabile prodigio ultraterreno o fenomeno di isterismo collettivo? O peggio ancora mitomania? Quanto accaduto domenica, alle cinque del pomeriggio, al termine della processione di santa Maria del Pozzo, una delle più importanti cerimonie religiose e popolari della Terra di Bari, lascia interdetti. 

Un uomo sulla quarantina, probabilmente proveniente da Massafra (nella cittadina jonica il culto per la Vergine del Pozzo è molto sentito, al pari di Gioia, Laterza, Corato e Bisceglie), costretto su una sedia a rotelle, dopo il ritorno nel santuario della statua della Madonna, aiutato da un parente, chiede spazio. Il corteo è stato come sempre estenuante. La «processione dei ceri» è durata più o meno sei ore. Il massafrese tenta di alzarsi. Sorretto, ci riesce, quasi travolge uno dei portatori del simulacro. «Miracolo!», urla. Molti fedeli piangono. 

«Non voglio tornare su quella sedia - dice, secondo la testimonianza di un sacerdote vicino a quanto accade - piuttosto, prendimi con te». Torna a sedersi. Esce sul sagrato. L’uomo, a questo punto, è circondato dalla compagnia dei biscegliesi che si avvia al meritato riposo in vista della seconda processione, quella del carro trionfale, a tarda sera, in cui godono del privilegio di trainare la grande macchina religiosa. Racconta l’accaduto dalla sua sedia. Mimmo Valente, storico capo-compagnia, piange. Piangono in molti attorno al malato. Riesce nuovamente ad alzarsi. La moglie l’abbraccia. La partecipazione di chi è vicino agli avvenimenti è totale. C’è chi scatta foto. Chi lo tocca. Chi gli stringe una mano. Chi l’abbraccia. Chi prega. 

«Non ti vedrò mai più - dice ad alta voce riferendosi alla sedia a rotelle - dopo dodici anni, non ti vedrò più». A quel punto, il “miracolato” si dilegua. Nella confusione creatasi, non si capisce se torna a sedersi sulla «sedia di lillà» spinta dalla moglie o se va via a piedi. Racconta il sub-commissario prefettizio Ennio Aiello che ha rappresentato il Municipio nella seconda parte della processione (alla prima aveva presenziato il commissario Paola Schettini): «Ho visto delle persone che uscivano dalla chiesa piangendo. Mi hanno spiegato che è una specie di rito. La processione nel complesso è davvero molto suggestiva. Miracolo? Francamente non mi sono accorto di nulla. Diciamo che lo spero. Lo spero per lui». A tarda sera, un Rettore visibilmente stanco, replica stizzito alle sollecitazioni del cronista. Frate Francesco Piciocco, giovane padre guardiano del convento, non rilascia dichiarazioni. 

«La gente viene in chiesa - spiega un altro religioso - per affidarsi alla Madonna, magari perché non ha altri affetti. Attenzione tuttavia a non correre dietro a facili miracolismi, sempre molto dannosi».
VITO PRIGIGALLO
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