Martedì 09 Agosto 2022 | 22:56

In Puglia e Basilicata

Morte sospetta al Fazzi di Lecce L'Asl: indagheremo

Morte sospetta al Fazzi di Lecce L'Asl: indagheremo
LECCE - Una notte al pronto soccorso, poi la decisione di trasferire il paziente dall’ospedale di Lecce a quello di Campi, e alla fine la morte. Chiede verità e giustizia la figlia di un paziente che, portato d’urgenza al «Vito Fazzi» di Lecce, non viene accettato nel reparto di chirurgia, malgrado un blocco intestinale, e viene dirottato nel nosocomio di Campi Salentina. Qui i medici non riescono a fare nulla, e viene di nuovo inviato a Lecce per ripetute consulenze, fino a quando non muore.

29 Agosto 2009

«Ma in che mani siamo?». E’ amara la riflessione di una signora leccese che denuncia il comportamento del personale sanitario del «Fazzi» che ha assistito il padre, portato d’urgenza al Pronto soccorso e morto dopo due giorni di peregrinazioni tra gli ospedali di Lecce e di Campi.

Il tutto - come racconta la figlia del paziente - comincia alla guardia medica dove, «alle 23,30 del 14 agosto a mio padre viene diagnosticato un blocco intestinale e viene disposto il trasferimento urgente al Pronto soccorso del Fazzi dove un’infermiera ritiene giusto considerarlo un codice verde». Un’assurdità, a suo giudizio, considerati «i dolori lancinanti allo stomaco, il pallore, le difficoltà respiratorie, il vomito». Eppure, «dopo aver eseguito una radiografia e un continuo scarica barile, dopo ore di attesa buttati in corsia, alle cinque del mattino fanno il quadro della situazione, diagnosticando un blocco intestinale risolvibile in un paio di giorno con delle semplici perette». La signora se la prende anche con il chirurgo chiamato in consulenza che «con arroganza rimprovera mio padre, in pratica accusandolo che quella situazione se l’era voluta lui». Poi i chirughi se ne lavano le mani, «nonostante non ci vuole una grande scienza per capire che si tratta di un caso di pertinenza chirurgica» e decidono di trasferire il malato a Campi, in medicina, perchè nella chirugia del Fazzi non ci sarebbe posto. Una circostanza che i familiari avrebbero appurato in seguito non veritiera. Sta di fatto che a Campi trovano un medico di grande generosità ma che non può far niente dal punto di vista chirurgico e così il paziente è portato continuamente a Lecce per consulenze varie. Fino a quando muore ed i familiari lo trovano «abbandonato in una stanza del pronto soccorso accanto a diversi pazienti con problemi di alcol. Una situazione insopportabile che vogliono portare a conoscenza dell’opinione pubblica.

«Il comportamento al pronto soccorso è stato ineccepibile - risponde il direttore sanitario della Asl, Franco Sanapo - Il resto è oggetto di approfondimento. Nomineremo una commissione d’indagine perchè non abbiamo alcun interesse a nascondere eventuali inadempienze». A sua volta, il direttore generale Guido Scoditti si dice dispiaciuto per quanto accaduto, esprime la propria solidarietà alla famiglia e si dice disponibile a ricevere la figlia per ulteriori approfondimenti».

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