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In Puglia e Basilicata

Strozzini a Bari fermato imprenditore

Strozzini a Bari fermato imprenditore
Un imprenditore quarantenne di Noicattaro (Bari), è stato fermato dai carabinieri, su disposizione della procura della Repubblica di Bari per aver prestato denaro a tassi usurari al commercialista della sua azienda. Secondo i Cc, inoltre, nel Barese esiste un'organizzazione criminale alla quale l'imprenditore procacciava clienti in difficoltà

27 Agosto 2009

NOICATTARO (BARI) – Un imprenditore barese che aveva prestato denaro a tassi usurari al commercialista della sua azienda è stato fermato dai carabinieri, su disposizione della procura della Repubblica di Bari. 

L'uomo, un quarantenne di Noicattaro (Bari), è accusato di usura per aver prestato una somma ingente applicando un tasso annuo superiore al 50% e pretendendo, a garanzia dell’operazione, due assegni in bianco. 

Il presunto giro usurario è stato scoperto dai carabinieri della Compagnia di Triggiano (Bari) nel corso di indagini avviate a fine 2008 dopo la chiusura di alcune attività imprenditoriali. 

Gli accertamenti avrebbero consentito ai militari di scoprire l'esistenza di un’organizzazione criminale che agiva tra Bari e alcuni comuni dell’hinterland barese alla quale l’imprenditore procacciava clienti in difficoltà.

L'imprenditore fermato è Giuseppe Tortelli, di 41 anni. Le prime contestazioni che i carabinieri rivolgono all’uomo risalgono all’aprile scorso quando la vittima, un commercialista di Noicattaro che teneva la contabilità dell’azienda di cui è socio Tortelli, trovandosi in un momento di difficoltà economica, si sarebbe rivolta all’imprenditore che – secondo l’accusa - faceva il procacciatore di affari per conto di un’organizzazione di usurai che opera nel rione San Paolo di Bari. 

Tortelli gli avrebbe prestato 50.000 euro, con la pretesa di ottenerne in restituzione 75.000 in dieci rate mensili da 7.500, comprensive di interessi. Da quel giorno – sostengono i carabinieri – è cominciato il calvario del commercialista che è stato bersagliato da continue minacce ogni volta che si avvicinava la data di scadenza delle rate. L’imprenditore – sostengono gli investigatori – era particolarmente scaltro perchè raccomandava alla vittima di restituirgli il danaro solo in contanti e gli consigliava come comportarsi quando parlava con lui al telefono. 

Una conversazione intercettata durante le indagini riassume meglio di altre la perspicacia di Tortelli: “...L'avvocato – afferma – ha detto nè assegni...nè cambiali...stai fermo...ad incassarli non se ne parla proprio...”. “...Oh...quando chiami...dici vieni a prenderti le buste paga...”.
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