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In Puglia e Basilicata

Latorre (Pd): Vendola il nostro candidato

Latorre (Pd): Vendola il nostro candidato
BARI - Si accende il clima in vista della campagna d’autunno per le regionali 2010. E il vicecapogruppo del Pd al Senato, Nicola Latorre, che ieri aveva rilasciato un’intervista a «Libero» si attira gli strali del centrodestra (ma anche dell’Idv pugliese) per aver rilanciato la candidatura del governatore Vendola. Latorre, però, corregge il tiro assegnato dal quotidiano. «Non c’è dubbio che sosteniamo Vendola e lo consideriamo una candidatura vincente e ci auguriamo che non vi siano divisioni nel Pd sul buon lavoro svolto in 4 anni alla guida della Regione».

26 Agosto 2009

di BEPI MARTELLOTTA

BARI - Si accende il clima in vista della campagna d’autunno per le regionali 2010. E il vicecapogruppo del Pd al Senato, Nicola Latorre, che ieri aveva rilasciato un’intervista a «Libero» si attira gli strali del centrodestra (ma anche dell’Idv pugliese) per aver rilanciato la candidatura del governatore Vendola. Latorre, però, corregge il tiro assegnato dal quotidiano. «Non c’è dubbio che sosteniamo Vendola e lo consideriamo una candidatura vincente e ci auguriamo che non vi siano divisioni nel Pd sul buon lavoro svolto in 4 anni alla guida della Regione. Ma di sicuro - precisa - non pensiamo di allargare la coalizione ad altre forze, come l’Udc, aspettandoci che vengano “col cappello in mano”: sarebbe offensivo. Riteniamo che allargare il campo sia una scelta strategica, come ha dimostrato il “laboratorio Brindisi” ma ogni scelta sarà compiuta dall’intera coalizione. Vendola è per noi la scelta più giusta, ma non per questo intendiamo imporla».

Quanto basta, però, per far riaccendere gli animi tra i dipietristi. «Stiamo assistendo in questi giorni ad un appassionato corteggiamento all’Udc da parte di Pd e Pdl. Noi - dice il coordinatore regionale dell’Idv Pierfelice Zazzera - non siamo interessati a operazioni di risiko politico, ma vogliamo discutere di contenuti. Desta scalpore, piuttosto, il silenzio del Pd su quale centrosinistra intende costruire, con quali partiti e candidando chi». Se il Pd - ammonisce - «preferisce fare accordi di potere con l’Udc», di sicuro dovrà «rinunciare al sostegno dell’Idv», che presegue l’idea di «un centrosinistra che sappia voltare pagina di fronte alla questione morale che ha investito la classe politica regionale del Pd e l’esperienza Vendola. E abbiamo davvero difficoltà a credere che questa politica di rinnovamento si possa fare con l’Udc di Cuffaro, Cesa e Sanza». Un esempio? «Dal Pd vorremmo sapere che idea hanno della gestione dell’acqua in Puglia e se per un accordo elettorale il Pd è disposto, come si vocifera nei corridoi di palazzo, a svendere l’acqua ad imprenditori vicini per legami familiari all’Udc».

Strali arrivano, ovviamente, dal centrodestra, che coglie la palla al balzo con l’intervista di Latorre. «C'è da augurarsi che Latorre abbia ragione - dice Maurizio Gasparri, capogruppo dei senatori Pdl - e che la sinistra ripresenti Vendola alle regionali in Puglia. Caso mai in coppia con Tedesco per ricomporre un ticket formidabile nella gestione della sanità, come sta dimostrando la magistratura nonostante le tante amicizie di D’Alema tra le toghe». ora - incalza - «che farà il centro? Sosterrà un fallito come Vendola o accetterà la sfida per dare al Sud una nuova classe dirigente?». E va giù pesante anche il vicecapogruppo Pdl a Palazzo Madama, Gaetano Quagliariello, incaricato dal premier di coordinare la campagna per le regionali del Pdl in Puglia. «La notizia della probabile candidatura del governatore Vendola comunicata da Nicola Latorre non cambia nè gli intendimenti - dice - e tantomeno i tempi dell’azione politica del Pdl. Siamo convinti che in Puglia si possa vincere mettendo al centro la politica e, per questo, riuscendo a proporre in tempi brevi nomi e programmi che costituiscano una rottura con l’attuale amministrazione regionale. È su questa base che intendiamo costruire alleanze e stringere eventuali accordi. Anche perchè sappiamo - sottolinea, lanciando l’invito all’Udc - che questa è la strada che prediligono i nostri interlocutori».

Intesa coi centristi sulla base di programmi e di valori comuni la auspica anche il viceministro allo Sviluppo economico Adolfo Urso. «Occorre favorire il ritorno nella casa comune dell’Udc e ci sono tutte le condizioni perchè ciò accada, come dimostra anche la situazione in Puglia, che era considerata la Regione laboratorio dell’alleanza a sinistra. L'Udc è parte naturale del centrodestra». Fa cantare le sirene verso l’Udc anche il deputato Pdl Luigi Vitali, coordinatore provinciale a Brindisi dove sta già mettendo in piedi un tavolo per i candidati al consiglio regionale. «Dobbiamo lavorare per favorire il ritorno organico dell’Udc, con pari dignità e senza dictat. Questo a condizione che vi sia leale disponibilità a trattare da parte del partito di Casini. E questa lealtà si misurerà dai tempi, che dovranno necessariamente essere brevi - dice - per aprire e chiudere questo confronto. Subito dopo dovrà sciogliersi il nodo del candidato, insieme a tutti coloro che sottoscriveranno il patto elettorale, senza dimenticare il peso politico e numerico del Pdl».

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