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La moglie di Max: «Lo Tsunami Tarantini ci ha sconvolto la vita»

La moglie di Max: «Lo Tsunami Tarantini ci ha sconvolto la vita»
BARI - «Sono una donna che vede suo marito che torna legittimamente a casa e posso dire di avere il cuore pieno di gioia. Ma lo lo Tsunami Tarantini ci ha sconvolto la vita». Tiziana Pascazio, la moglie di Max Verdoscia, commenta così la concessione dei domiciliari al marito, coinvolto nell’inchiesta sui festini con coca dell’imprenditore Gianpaolo Tarantini.

26 Agosto 2009

di Luca Natile

BARI - «Sono una donna che vede suo marito, ingiustamente arrestato e condotto in carcere, che torna legittimamente a casa e posso dire di avere il cuore pieno di gioia. Mi rendo conto che Massimo continui ad essere sottoposto ad un regime di custodia cautelare ma averlo finalmente con me basta a rendermi la donna più felice della terra». Non va oltre Tiziana Pascazio, moglie di Massimiliano Verdoscia, per gli amici Massimo o Max, un tempo socio e amico di Gianpaolo Tarantini che di Max ha detto agli investigatori «ha consumato stupefacente, cedendolo ai suoi amici» e in occasione di una vacanza in Sardegna, nella estate del 2008 «Verdoscia l’acquistò da tale Stefano». Fatti e circostanze negati da tutti i diretti interessati. Quando dici gli amici...


Dotata di una garbo e di una grazia che conserva nonostante abbia vissuto i diciotto giorni peggiori della sua vita, ripete di essere felice per aver potuto finalmente «riabbracciare mio marito dopo tanto patimento».


Il 7 di agosto la signora Tiziana era in casa quando gli investigatori hanno portato via Max, dopo avergli messo sotto il naso un ordine di carcerazione richiesto dal pm Giuseppe Scelsi e firmato dal gip Vito Fanizzi. «Mio marito ha sbagliato molto, ma non è il pusher di nessuno» ha detto la signora Tiziana ai giornalisti mentre attendeva la decisione del Tribunale della Libertà. I giudici del riesame hanno dato ragione agli avvocati Francesco Paolo Sisto e Ascanio Amenduni, difensori di Verdoscia che chiedevano una attenuazione della misura cautelare e alla fine l’hanno ottenuta.


L’avvocato Sisto dice: «Massimiliano Verdoscia ora è tranquillo. Il periodo trascorso in carcere lo ha segnato in maniera profonda ma sta recuperando. Ha affrontato questa situazione con la fiducia e la tranquillità che accompagna chi è in pace con se stesso per aver detto tutta la verità, fino in fondo davanti al giudice»


«La moglie lo ha sostenuto e incoraggiato in ogni momento - aggiunge il legale - ma escludo che gli sia stato attribuito il ruolo di garante degli arresti domiciliari. È una donna coraggiosa che non ha avuto alcuna esitazione anche di fronte alla tempesta a difendere il marito. Il codice però non prevede forme di garanzia di questo genere, men che meno una forma di “lasciapassare” per i domiciliari. Solo la lettura attenta delle motivazioni del provvedimento del Tribunale del riesame, potrà consentire una più attenta valutazione»


Max è tornato a casa, nella bellissima villa di Parchitello, piscina tropicale e parco lussureggiante, lunedì pomeriggio. Non può uscire, non può usare il telefono, non può parlare se non con la moglie, i suoi avvocati e il medico che lo dovesse visitare in caso di necessità. Il regime degli arresti domiciliari è severo, non è il carcere ma guai a sgarrare. 

«Si è fatto del male - ha spiegato la signora Tiziana - spero che ora gli venga restituita una dimensione di normalità». Spetta a Verdoscia ritrovarla, probabilmente lontano dall’ex amico Gianpi Tarantini che ha continuato a frequentare fino a poco prima dell’arresto.


«Era sbagliato l’ospite del palazzo, così come è sbagliato l’ospite in carcere» ha commentato con amarezza mista a rabbia la signora Verdoscia evocando quello che lei stessa ha definito come lo «Tsunami Tarantini che ha sconvolto la nostra vita». 

Non sarà la casa in Costa Smeralda, presa in fitto con i Tarantini per 77mila euro nella indimenticabile estate del 2008, ma la villa con piscina in via Delle Ginestre a Parchitello per Tiziana e Massimiliano Verdoscia può rappresentare una buona base di partenza per ricominciare. «Per fortuna non abbiamo figli - ha commentato con dispiacere la signora Tiziana - perché oggi si sarebbero scontrati con un contesto difficile e doloroso».

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