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In Puglia e Basilicata

Sequestrato villaggio turistico: 7 indagati

Sequestrato villaggio turistico: 7 indagati
VILLA CASTELLI - Un complesso turistico-alberghiero e un capannone commerciale del valore di circa sette milioni di euro sono stati sequestrati da militari della Guardia di finanza a nel Brindisino. Sette persone sono state denunciate alla magistratura perchè - secondo gli investigatori – la società titolare del permesso a costruire ha "violato in maniera sistematica le norme in materia edilizia". Sono quattro imprenditori e tre funzionari pubblici, tra cui un dipendente della Regione Puglia

25 Agosto 2009

VILLA CASTELLI (BRINDISI) – Sono quattro imprenditori e tre funzionari pubblici, tra cui un dipendente della Regione Puglia, le sette persone indagate nell’inchiesta chiamata "Cattedrale nel deserto" che oggi ha portato al sequestro di un capannone e di un villaggio turistico-alberghiero in costruzione nelle campagne di Villa Castelli, nel brindisino. Il villaggio turistico, che ha un’estensione di circa 17 mila metri quadrati ed un valore di circa sette milioni di euro, sarebbe stato ultimato nel novembre prossimo. 

I reati ipotizzati nel provvedimento di sequestro firmato dal gip di Brindisi Antonia Martalò, su richiesta del pm Adele Ferraro, sono abuso d’ufficio, falso in atto pubblico e violazione della normativa edilizia. Le indagini della procura – a quanto si è saputo – avrebbero accertato che il complesso turistico sia frutto di accordi illeciti e collusioni tra i tre funzionari e gli imprenditori che stavano realizzando la struttura, usufruendo peraltro di finanziamenti pubblici per 1,3 milioni di euro. In particolare, il funzionario della Regione, nel corso della prima conferenza dei servizi, aveva espresso parere negativo al progetto, definito ad alto impatto ambientale ed ubicato in zona agricola, quindi inedificabile. 

Poi, però, lo stesso funzionario ha cambiato idea, forse nel momento in cui – fanno notare gi investigatori – il Comune di Villa Castelli gli ha dato un incarico professionale nell’ambito dello stesso progetto. Il Comune, per superare il 'nò della Regione, presentò un piano di marketing che dimostrava la ricettività del territorio che, però – secondo l’accusa – si è poi rivelato un falso perchè copiato interamente da un piano marketing del Comune di Potenza. 

Gli indagati sono quattro imprenditori del posto, tra cui il proprietario del capannone, Giovanni Ciciriello, e tre funzionari pubblici: uno della Regione, un ex dirigente dell’Ufficio Tecnico del Comune di Villa Castelli e l’ex sindaco del paese Vitantonio Caliandro, che all’epoca dei fatti era assessore all’Urbanistica.
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