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In Puglia e Basilicata

Congresso Pd Minervini a Gallipoli sfida D'Alema

Congresso Pd Minervini a Gallipoli sfida D'Alema
di NINNI PERCHIAZZI
BARI - «Partiamo da Gallipoli, dalla tana del lupo, il territorio di riferimento di D’Alema, proprio per la sua grande valenza simbolica. Vogliamo dimostrare che in Puglia non ci sono più territori che sono proprietà di nessuno. Guglielmo Minervini, assessore regionale pugliese e candidato alla segreteria regionale del Pd, presenta così l’incontro di piazza in programma domani sera nella cittadina jonica. L’assessore sarà al fianco del leader del Pd, Dario Franceschini, nel confronto pubblico che sancirà l’avvio della campagna per le primarie per il congresso nazionale e regionale.

25 Agosto 2009

di Ninni Perchiazzi

BARI - «Partiamo da Gallipoli, dalla tana del lupo, il territorio di riferimento di D’Alema, proprio per la sua grande valenza simbolica. Vogliamo dimostrare che in Puglia non ci sono più territori che sono proprietà di nessuno. E questo sarà forse il tema centrale del congresso per costruire un Pd forte e autorevole in grado di superare il tetto del 30%».

Guglielmo Minervini, assessore regionale pugliese e candidato alla segreteria regionale del Pd, presenta così l’incontro di piazza in programma domani sera nella cittadina jonica. L’assessore sarà al fianco del leader del Pd, Dario Franceschini, nel confronto pubblico che sancirà l’avvio della campagna per le primarie per il congresso nazionale e regionale.

Una scelta non casuale anche la Puglia. «Il Pd - afferma - è di fronte a una scommessa di una regione che non sia parassitaria, che non vive solo della rendita del passato. E il congresso è un’occasione per lanciare la sfida del cambiamento».

Minervini disegna scenari ambiziosi nella corsa alla leadership pugliese del Pd. «Ho accettato la sfida della candidatura - spiega - perché il Pd deve diventare il luogo dell’innovazione, rompendo gli steccati delle ideologie e andando oltre il proprio perimetro. Siamo in un momento cruciale: regredire oppure cogliere la sfida del cambiamento rappresentando quel pezzo di Sud che può spiccare il volo. È una scelta forte e coraggiosa che può permettere al Pd di sfondare il tetto del 30%».

La questione morale (sanità in primis) è un altro tema «caldo» che sarà posto al congresso. «La gente chiede alla politica trasparenza e legalità - sostiene il candidato - per cui è necessaria una regolazione pubblica del potere, che non deve avere più segreti. Anche per la vicenda-sanità serve coraggio per riassumere la sfida di reinventare un sistema sanitario a misura dei cittadini. E poi il Pd non deve essere più identificato come il partito della gestione della sanità».

La creazione di un Pd «nuovo» passa anche dalla prosecuzione dell’attuale esperienza di governo regionale, sul quale incombe il gioco delle alleanze. «Nelle prossime settimane - auspica Minervini - si dovranno concentrare le energie per costruire un Pd più forte, aperto e radicato nella società. Tale percorso non deve essere staccato dal tempo in cui si deve costruire un centrosinistra più largo, coeso e competitivo».

«Il congresso - prosegue - è occasione per chiederci come irrobustire un Pd che sappia costruire una coalizione vincente. È questo il contributo migliore che si possa dare per proseguire l’esperienza del governo Vendola. È ciò che serve per un centrosinistra vincente. Un partito più autorevole serve per un’alleanza più solida, invece vedo nel dibattito una sospetta sovrapposizione dei due tempi».

La scorsa settimana, la nascita del nuovo movimento politico Emiliano per la Puglia - creato dal fratello, Alessandro, del sindaco di Bari e segretario uscente (ricandidato) del Pd pugliese, Michele Emiliano -, è stata motivo di polemiche alimentate dallo stesso Minervini. Al quale sono arrivate le repliche del rivale candidato, con tanto di invito a costituire altrettante liste civiche «quale valore aggiunto al centrosinistra».

«Il nostro contributo alla coalizione e a Vendola abbiamo scelto che si svolga all’interno del Pd. Lasciamo che altri si occupino dell’eventuale valore aggiunto», afferma l’assessore. Che poi «apre» al sindaco. «Io considero Emiliano una grande risorsa non solo del centrosinistra, ma anche del Pd. Non ho alcuna difficoltà ad immaginare che lui possa realizzare la sua pulsione di figura super partes, come presidente del partito. Dico esplicitamente che il Pd ha bisogno di Emiliano. Dica Emiliano se ha bisogno del Pd».

Un pensierino anche per l’altro contendente alla segreteria regionale, Blasi, appoggiato dalla mozione Bersani. «Il problema non è lui - sostiene Minervini - , ma ciò che lo ha determinato. Lui ha la faccia che interpreta il futuro, ma dietro di lui c’è molto passato. Basterebbe leggere le dichiarazioni fatte da Latorre sulla nostra iniziativa di Gallipoli che sostanzialmente dice: “possono anche fare tante iniziative a Gallipoli, tanto la controlliamo noi”». «Ecco - conclude - dietro Blasi c’è questa idea della Puglia che si fa decidere dall’esterno. C’è una concezione feudale della Puglia ormai anacronistica. Vorrei dire a Blasi. Perché sali lì?».

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