Giovedì 15 Aprile 2021 | 13:51

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Bari, il premier Conte oggi alla Fiera: «Faremo luce a Mezzogiorno»

«Decisiva la fiscalità di vantaggio. La banda ultralarga, priorità contro il divario»

Il presidente del Consiglio incaricato, Giuseppe Conte

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Presidente Giuseppe Conte, l’emergenza sanitaria ed economica causata dal Covid 19 ha colpito anche il Sud Italia, la cui economia è storicamente più debole. Gli aiuti del Recovery Fund potrebbero essere l’occasione per mettere il Sud in cima ai programmi di intervento?
Le consistenti risorse che siamo riusciti ad ottenere dall’Europa ci consentiranno di rafforzare la strategia che abbiamo già avviato con il Piano Sud 2030. Il Recovery plan, sul quale il governo con tutti i ministri è concentrato in queste settimane, sarà un’occasione irripetibile per poter finalmente incidere sul divario storico che separa il nord e il sud del Paese”.

Il governo ha introdotto la fiscalità di vantaggio a beneficio del Mezzogiorno. Questa misura è piuttosto contestata al Nord. Ma la fiscalità di vantaggio non costituisce un atto di riparazione, di risarcimento per il deficit infrastrutturale del Meridione?
Non possiamo ignorare che fino ad oggi fare impresa al Sud è stato più difficile e costoso, per colpa di storiche carenze infrastrutturali e di un radicato deficit di produttività. Tagliare il costo lavoro senza toccare le retribuzioni dei lavoratori servirà a sostenere le imprese che operano al Sud. Se il Mezzogiorno avrà un’economia più solida e sarà più attrattivo per gli investitori anche il resto del Paese ne trarrà vantaggio.

Secondo alcuni economisti la fiscalità di vantaggio non aiuterebbe l’ammodernamento tecnologico delle imprese perché le spingerebbe a investire solo sulla forza lavoro. Lei cosa risponde?
Si tratta di un’obiezione infondata, anche perché questa agevolazione si aggiunge agli incentivi per l’innovazione delle imprese previsti dal programma ‘Transizione 4.0’ e ai crediti d’imposta già esistenti che rende strutturali. La verità è che la recessione che stiamo vivendo è una delle più drammatiche della storia d’Italia, e in questa situazione straordinaria la fiscalità di vantaggio ha tre vantaggi: ci aiuta a scongiurare un possibile crollo dell’occupazione esistente, evita quanto abbiamo osservato negli ultimi anni al Sud, ovvero una debole ripresa senza incremento dei posti di lavoro, e ci permette di moltiplicare l’effetto occupazionale degli investimenti che realizzeremo. Non dimentichiamo, infatti, che con il Piano Sud e il Recovery Plan siamo in grado di avviare una stagione di grande investimento pubblico e privato, che avrà tra i suoi sbocchi naturali proprio l’innovazione e lo sviluppo tecnologico delle imprese”.

L’emergenza da Coronavirus ha messo in evidenza l’arretratezza delle infrastrutture telematiche al Sud. La banda ultralarga è indispensabile, più che necessaria. Ci sono aree del Sud assolutamente non coperte da alcun collegamento. Quando sarà possibile portare la fibra ottica in ogni abitazione, anche alla luce delle opportunità di lavoro, da casa, offerte dalle moderne tecnologie?
La rete unica e la banda ultralarga sono tra le priorità del Governo. La creazione di un’autostrada telematica è necessaria per colmare il digital divide che esiste in Italia, soprattutto nelle aree interne e rurali. Investire su un’infrastruttura digitale significa investire sui giovani e dotare l’Italia di adeguati strumenti per rispondere alle nuove esigenze dell’economia digitale. Bisogna recuperare il terreno perso in passato e proiettare il Paese nel futuro. Non solo benefici nel mercato occupazionale ma permette di esprimere potenzialità in molti settori. Nella scuola ad esempio l’infrastruttura digitale unica offre la possibilità a studenti e istituti di comunicare da remoto in maniera immediata.

Le regioni del Nord stanno pian piano riprendendo il discorso sull’autonomia differenziata. Ma cosa succederebbe all’unità del Paese se tutte le Regioni chiedessero i poteri invocati da Veneto e Lombardia?
Questa era l'impostazione di due anni fa, ormai superata. Oggi al tavolo con il ministro Boccia ci sono tutte le Regioni, tutti i sindaci metropolitani e tutti gli enti locali. Decentrare il più possibile le materie amministrative che non hanno alcun impatto finanziario rientra nel processo di semplificazioni che il Governo ha iniziato e su cui vuole proseguire. Spetterà al Parlamento dire l'ultima parola sui livelli essenziali delle prestazioni, conosceremo finalmente il conto reale delle diseguaglianze non solo tra Nord e Sud ma anche tra aree interne e aree più sviluppate. La penso come il Presidente della Repubblica: l'autonomia per noi vuol dire attuazione del principio di sussidiarietà, rafforza l'unità nazionale.

Si dice che le Regioni del Sud ottengano più risorse dallo Stato centrale. Ma a parità di abitanti l’Emilia Romagna per la sanità riceve 400 milioni l’anno in più della Puglia. Cosa pensa?
Quello che ottengono le Regioni del Sud o del Nord è il risultato di accordi fatti in passato dalle stesse Regioni. Oggi siamo in una nuova fase della storia: equità e giustizia sociale sono dei punti fermi delle politiche territoriali. Penso che tutto si risolverà con la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni attesi dagli italiani da quasi 20 anni. Il ddl quadro su cui sta lavorando il Governo, con la collaborazione di tutte le Regioni, ha questo obiettivo. Non dovranno mai più essere compressi o ridotti servizi universali come salute e scuola a causa di vincoli di bilancio. Questo insegnamento oggi vale in Europa e in tutto il mondo.

Si parla molto di riforme costituzionali. Non sarebbe il caso di iniziare a riflettere sulla riforma (2001) del Titolo Quinto della Costituzione, che oltre a eccitare gli egoismi territoriali ha generato contenziosi su contenziosi tra Stato e regioni?
Il regionalismo italiano, di fronte alla dura prova del Covid-19, ha retto meglio di altri modelli altrove applicati. Nei mesi più drammatici il Governo ha indicato le linee guida e le Regioni le hanno attuate. Nel 95% dei casi le ordinanze erano in linea con le leggi approvate dal Parlamento e con i Dpcm, siamo intervenuti solo in casi estremi. La leale collaborazione in Conferenza Stato-Regioni ha funzionato e i risultati si vedono. La solidarietà tra Regioni ha prevalso e sconfitto eventuali egoismi. Se in Parlamento si sviluppasse un confronto su principi e criteri che hanno ispirato il progetto riformatore del Titolo V della Costituzione, anche alla luce dell’esperienza che stiamo vivendo, non lo troverei insensato”.

Periodicamente si torna a parlare del partito di Conte. Ci ha mai pensato, ci pensa, ci penserà?
Sono orgoglioso e soddisfatto di lavorare con le forze politiche che sostengono questo Governo. Non penso a nuovi partiti o al mio destino personale. Sono concentrato sui cantieri e opere prioritarie per il Paese che stiamo accelerando, sulla manovra economica, sulla riforma fiscale, sui progetti per far rialzare l’Italia attraverso i 209 miliardi del Recovery Fund.

Qual è stata la sua reazione dopo le votazioni regionali e in particolare dopo la vittoria di Emiliano in Puglia? Ha temuto per il suo governo?
Ho sempre sostenuto che le elezioni regionali non avrebbero rappresentato un rischio per la tenuta del Governo, non cambio idea in base al risultato. Non avrei fatto un dramma dei ‘risultati tennistici’ pronosticati da alcuni, non mi abbandono all’euforia per le cosiddette ‘spallate’ mancate. Auguro buon lavoro ad Emiliano che, sono convinto, potrà contare su un ampio sostegno locale per il bene della comunità pugliese. Il Governo nazionale, come sempre, farà la sua parte.

Caso Ilva. L’intervento pubblico sarà limitato nel tempo o lo stato tornerà padrone dell’acciaio a tempo indeterminato?
Il Governo vuole consolidare la presenza di un partner industriale di livello, e per ArcelorMittal è arrivato il momento di decidere se vuole essere all'altezza di questa sfida. Noi siamo al lavoro per fare di Taranto un polo di siderurgia verde e un gioiello tecnologico di cui essere fieri. Alle lavoratrici e ai lavoratori dello stabilimento voglio dire che comprendo la frustrazione per i tempi di questo dossier, ma posso garantirvi che riusciremo a dare un volto nuovo all’Ex Ilva nel segno della sicurezza e sostenibilità sociale e ambientale”.

Il governo si accinge a varare la riforma fiscale. L’impressione è che verranno colpito i redditi medio-alti, cioè coloro che pagano le tasse. Ma non sarebbe il caso di stanare gli evasori che sono milioni di persone dal momento che metà dei contribuenti non paga tasse? Colpendo sempre chi paga, si finisce per incentivare e premiare l’illegalità. Che fare?
Il cantiere della riforma fiscale è appena aperto: l’obiettivo è un sistema più equo ed efficiente che porti ad alleggerire, per quanto possibile, la pressione, in particolare sui redditi bassi e medi. Non intendiamo limitarci a intervenire sulle aliquote Irpef ma vogliamo una riforma organica che completi il processo di digitalizzazione e attraverso un accorto sistema di incentivi e vincoli stringenti spinga progressivamente tutte le transazioni verso l’emersione e la piena trasparenza. Lavoriamo affinché lo Stato sia davvero amico del cittadino e del contribuente, e che non si limiti a chiedere tributi ma anche a restituire risorse, premiando i comportamenti virtuosi. Un esempio è il “Piano Italia Cashless”: puntiamo a incentivare l’uso della moneta elettronica, con un rimborso del 10% ogni sei mesi e un “supercashback” da 3.000 euro complessivi all’anno per i 100.000 italiani che utilizzeranno con più frequenza la carta”.

Presidente, cosa si sente di dire ai pugliesi che oggi ascolteranno il suo intervento alla Fiera del Levante?
“Ai pugliesi dico: grazie. Grazie per i sorrisi e il calore che ricevo ogni volta che torno qui. Sono fiero della Regione in cui sono nato, e lo sono ancora di più quando partecipo a eventi come quello di oggi. La Fiera del Levante, alla sua 84esima edizione, è il simbolo di una terra che resiste a questa emergenza e che continua a essere il cuore del Mediterraneo e il crocevia d’Europa”.

Banca Popolare di Bari. Definitivo o poi provvisorio l’ingresso del capitale pubblico? C’è chi paventa la politicizzazione del credito.
Si è trattato di un intervento necessario per tutelare un istituto bancario cruciale per il sistema economico del Mezzogiorno e per dare impulso alla sua trasformazione e al suo rilancio, affinché la Banca possa poi camminare con le sue gambe e contribuire allo sviluppo del Sud. Vigileremo affinché si eviti ogni invasione di campo della politica, assicurando al contempo professionalità ed efficienza del management.

Reddito di cittadinanza. Emergono parecchie anomalie. Parecchi furbetti lo percepiscono senza averne diritto. Ci saranno i correttivi?
Il reddito di cittadinanza è uno strumento di giustizia sociale sacrosanto, che rivela ancor più la sua utilità in tempi di piena emergenza sociale ed economica. Ma dobbiamo ancora lavorare per collegarlo a percorsi di reinserimento lavorativo, fino a farne una misura di politica attiva del lavoro. Quanto agli abusi, vanno intensificati i controlli per contrastare frodi e truffe ai danni dello Stato. Ma non possiamo permettere che i sotterfugi di qualcuno vengano usati per screditare questa misura che rimane un solido avamposto di protezione sociale.

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