Domenica 14 Agosto 2022 | 12:21

In Puglia e Basilicata

«Clandestini morti pesano su coscienza Italia»

«Clandestini morti pesano su coscienza Italia»
di GAETANO CAMPIONE 
Monsignor Cosmo Francesco Ruppi con la galassia immigrazione si è confrontato per decenni. Ha amministrato, da arcivescovo, la parrocchia più grande che sia mai stata istituita. Sulle spiagge del Tacco d’Italia sono arrivati migliaia di disperati. Così, va giù duro sulla querelle di fine agosto
• «Viaggio di 2.000km per trasferire al Cie di Bari un immigrato»

24 Agosto 2009

BARI - «Quando si è ministro della Repubblica, si deve riflettere molto prima di parlare. E non si devono lanciare accuse a vanvera». Monsignor Cosmo Francesco Ruppi con la galassia immigrazione si è confrontato per decenni. Ha amministrato, da arcivescovo, la parrocchia più grande che sia mai stata istituita. Sulle spiagge del Tacco d’Italia sono arrivati migliaia di disperati. E Ruppi, per dieci anni presidente della commissione della Cei (la Commissione episcopale italiana) per la pastorale dei migranti, era in prima fila, sempre pronto a svegliare, telefono alla mano, sindaci, assessori, presidenti di Province e Regioni, ministri, per tuonare contro l’assenza dello Stato. 

Così, va giù duro sulla querelle di fine agosto: «Il problema dell’immigrazione e delle sciagure che lo accompagnano, da noi vissuto negli anni scorsi, tocca non la fede, ma la civiltà di un popolo. Una nazione che non sa accogliere, non ha un grande futuro». 
Politica, dunque, sotto accusa? 
«Chi ha responsabilità deve operare affinché non si trasformi in un ostacolo all’immigrazione. Ma l’accompagni e la regoli nella convinzione che gli immigrati non rappresentano solo un problema. Sono soprattutto una grande risorsa economica e demografica dell’Italia». 
Il ministro Bossi ha chiesto come mai del problema non si occupa il Vaticano? 
«Bossi non può chiedere al Vaticano di accogliere i profughi. Il Vaticano è un piccolissimo Stato. Voglio ricordare, però, come quello che non può fare il Vaticano, lo fa da tempo la Chiesa italiana che ha dedicato costante attenzione e forte azione caritativa al fenomeno. Senza intervenire sulla legittimità della legge, possiamo veramente dire - come cristiani e come cittadini - che si deve fare molto di più per gli immigrati». 
Esiste un problema sicurezza in mare. Lo condivide? 
«Quanto è avvenuto recentemente nel Mediterraneo, si è verificato per anni nel canale d’Otranto. Qui sono stati raccolti decine di morti e di feriti che pesano ancora sulla coscienza della nazione». 
Oggi che clima si respira? 
«Ribadisco un concetto espresso recentemente. La sensazione è che viviamo con il complesso della cittadella assediata. Mentre abbiamo un serio e fondato bisogno di recuperare il senso cristiano di accoglienza e di amore, tipico della nostra cultura. Solo un cristianesimo superficiale ci porta a respingere i diversi sulla base di pregiudizi assurdi. Lo ripeto: gli immigrati sono una benedizione per noi e vanno rispettati con dignità e decenza, assicurando loro amore, solidarietà e dignità, proprio per evitare o limitare in futuro altre tragedie come quelle accadute».
di GAETANO CAMPIONE
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