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Sesso in banca impiegato tradito dalle telecamere

Sesso in banca impiegato tradito dalle telecamere
BRINDISI - Tradito dalle telecamere a circuito chiuso della banca. Ma lui non è certo un... rapinatore. Quel video, però, lo ha «incastrato» tanto da rischiare il licenziamento. Un impiegato è accusato di avere una tresca con l''addetta alle pulizie dell'istituto di credito in cui lavora. Nulla di male se gli incontri non fossero avvenuti in banca.

23 Agosto 2009

BRINDISI - Sembrava talmente tanto legato al suo lavoro di bancario da uscire sempre per ultimo e arrivare per primo. Una solerzia che aveva perfino insospettito i colleghi, dal momento che fino a qualche tempo prima lo stesso «soggetto» era l’ultimo ad arrivare e il primo ad alzare i tacchi.

Così, qualcuno si è preoccupato di dare un’occhiata ai video delle telecamere a circuito chiuso della Banca e l’«arcano» si è rivelato agli occhi maliziosi di chi pensava già di aver capito tutto.

Il collega era diventato stakanovista non certo per contare soldi o chiudere le pratiche, ma per «intrattenersi» da solo con la signora addetta alle pulizie con la quale - secondo i colleghi - aveva intrecciato una relazione tra un conto corrente e un deposito titoli.

Scoperta la «tresca», qualcuno a cui il focoso impiegato non era simpatico ha inviato una lettera anonima alla direzione centrale dell’istituto di credito che ha sede a Brindisi.

Pertanto, è scattata un’inchiesta interna che rischia di concludersi con il licenziamento o - per lo meno - con un trasferimento ad altra sede.

Dal canto suo, il bancario ha risposto alle sollecitazioni della sua direzione spiegando che tra lui e la signora delle pulizie (che nel frattempo è stata sostituita dalla ditta incaricata) non ci sarebbe stato alcun tipo di rapporto.

Ma una parte del filmato visionato dai colleghi e «acquisito» anche dalla direzione generale, lascerebbe poco spazio ai dubbi.

Una vicenda che ha fatto tanto discutere nell’ambiente dei bancari brindisini i cui commenti si sprecano.

Qualcuno dice che l’impiegato in questione non sia nuovo a «colpi di testa» del genere e che tempo addietro qualcuno sospettava una sua relazione con un’altra addetta alle pulizie.

Insomma, uno vero e proprio «debole» quello dell’impiegato di banca che ora rischia davvero di costargli caro. Le indagini interne - dicono i bene informati - vano avanti da tempo e potrebbero concludersi subito dopo l’estate. È stato anche sentito il direttore della filiale ed alcuni dipendenti. Nessuno, però, si sarebbe pronunciato.

Di certo, tutti negano di conoscere l’autore della missiva anonima. Ma chi poteva sapere della «tresca» nata tra la cassa e il deposito di scope e detersivi?

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