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In Puglia e Basilicata

Campomarino, la discoteca sul mare non era autorizzata 

TARANTO - Scatta il sequestro alla discoteca sulla spiaggia. Il titolare dello stabilimento balneare «Posto9», che si trova in località Commenda, alle porte di Campomarino, aveva organizzato giovedì una serata danzante. E per questo aveva trasformato la spiaggia ricevuta in concessione in una grande sala da ballo. Ma, a fronte di un’autorizzazione ottenuta regolarmente dalle autorità, ma che prevede l’organizzazione di serate di spettacolo con un massimo di 99 persone, la polizia ha trovato nel locale più di 1500 avventori e altri in attesa di entrare.

22 Agosto 2009

di Maristella Massari

TARANTO - Scatta il sequestro alla discoteca sulla spiaggia. Il titolare dello stabilimento balneare «Posto9», che si trova in località Commenda, alle porte di Campomarino, aveva organizzato giovedì una serata danzante. E per questo aveva trasformato la spiaggia ricevuta in concessione in una grande sala da ballo. Ma, a fronte di un’autorizzazione ottenuta regolarmente dalle autorità, ma che prevede l’organizzazione di serate di spettacolo con un massimo di 99 persone, la polizia ha trovato nel locale più di 1500 avventori e altri in attesa di entrare.

Inevitabile il sequestro della struttura. Gli agenti del commissariato di Manduria sono intervenuti intorno alle tre del mattino. Il gestore del locale è stato denunciato per aver aperto un locale di pubblico spettacolo senza verifica di agibilità delle competenti autorità e per la mancanza di certificazioni a fini di prevenzione degli incendi a norme.

L’operazione, che si inserisce nell’ambito dei servizi di controllo agli esercizi pubblici mirati a verificare il possesso delle autorizzazioni necessarie per svolgere le attività, è stata condotta dai poliziotti della Squadra Amministrativa, in collaborazione con i colleghi del commissariato diretti dal dottor Giuseppe Annicchiarico. Durante il sopralluogo, i poliziotti hanno constatato che il titolare era in possesso di un’autorizzazione per organizzare manifestazioni di spettacolo con un massimo di 99 ospiti, ma che il limite era stato ampiamente superato. 

La struttura, inoltre, è in legno e presenta sporgenze e gradini, tutti elementi non a norma, che non consentirebbero per motivi di sicurezza, il rilascio delle autorizzazioni antincendio e di agibilità necessarie per quel tipo di manifestazioni. Nel locale non sarebbe stata ritrovata la prevista planimetria generale per le squadre di soccorso, con le indicazioni, in caso di emergenza, delle vie di fuga. Al termine dell’ispezione, il locale è stato sequestrato ed affidato in giudiziale custodia al gestore.

Gli stessi agenti, due giorni fa, avevano posto i sigilli ad un ristorante di Avetrana che era finito sotto sequestro già due anni prima per irregolarità igienico-sanitarie. Anche in questo caso, la struttura era stata affidata dalla polizia in custodia allo stesso titolare. A distanza di due anni, il titolare del ristorante è incappato negli stessi problemi. Sotto sequestro, al termine dei controlli, è finito un ristorante-pizzeria che si trova in località Ulmo Belsito, nelle campagne di Avetrana. Nel corso delle verifiche finalizzate al regolare possesso delle autorizzazioni per lo svolgimento dell’attività, gli agenti hanno rilevato che c’era qualcosa di anomalo.

L’attività di bar e la preparazione dei pasti per ristorante e pizzeria veniva esercitata con acqua proveniente da due cisterne di cui il proprietario non è stato in grado di esibire alcuna certificazione di conformità della ditta costruttrice. Collegate tra loro, le cisterne erano allacciate ad un’altra rete idrica che attingeva acqua da un pozzo artesiano posto a qualche metro di distanza dal locale. Anche in questo caso il proprietario non è stato in grado di esibire le analisi dell’acqua del pozzo.

Gli agenti hanno inoltre rilevato gravi carenze igienico-sanitarie. Infatti nel locale c’erano circa 10 chili di alimenti (pesce e carne) acquistati freschi e sottoposti ad improprio processo di congelamento, o conservati senza alcuna indicazione sulla data di congelamento e sulla provenienza del prodotto. Alcuni prodotti erano ricoperti di brina, segno inconfondibile di scongelamento e ricongelamento. Inoltre nel menù del ristorante i prodotti erano presentati come freschi. Al termine dei contolli è scattato il sequestro. Le ispezioni della polizia e della Asl proseguiranno per tutta la stagione.
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