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In Puglia e Basilicata

Lo scippo dei 42 milioni all'aeroporto di Brindisi sul tavolo del governo

Lo scippo dei 42 milioni all'aeroporto di Brindisi sul tavolo del governo
di PIERLUIGI POTI'
BRINDISI - Dello “scippo” de 42 milioni di euro all'aeroporto di Brindisi (destinati  a finziare la presenza sulla torre di controllo delle risorse umane messe a disposizione dall'aeronautica e dirottati verso scali del nord: Verona e Treviso) se ne discuterà probabilmente nella prossima seduta del Consiglio dei Ministri, in programma il 28 agosto. Ad annunciarlo alla Gazzetta l'ex sottosegretario alla Giustizia on. Luigi Vitali (Pdl), promotore di una esplicita richiesta al Governo, il quale ha chiesto un incontro formale, prima della prossima seduta del Consiglio. Intanto l'on. Antonio Gaglione del Pd chiede un incontro urgente con Di Paola e il coinvolgimento del segretario regionale del Pd, Emiliano.  
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22 Agosto 2009

di PIERLUIGI POTI'
BRINDISI - Della sconcertante vicenda relativa allo “scippo” degli ormai famosi 42 milioni di euro (in un primo momento destinati all’aeroporto di Brindisi e poi inspiegabilmente dirottati, da un’occulta regia politica, verso scali del nord) se ne discuterà probabilmente nella prossima seduta del Consiglio dei Mi nistri, in programma il 28 agosto. 

I parlamentari brindisini, infatti, hanno deciso di an dare a fondo alla questione per capire perchè si è deciso di penalizzare (ancora una volta) il meridione, e Brindisi in particolare. 

Promotore di una esplicita richiesta al Governo si è reso l’ex Sottosegretario alla Giustizia Luigi Vitali (Pdl), che ha chiesto un incontro for male, prima della seduta del Consiglio, per avere rassicu razioni in merito all’oppor tunità di una discussione in sede. 

Anche Antonio Gaglione (parlamentare Pd) ha deciso di interessarsi alla vicenda e già oggi è disponibile ad in contrare Domenico Di Paola (amministratore unico di Aeroporti di Puglia) ed eventualmente anche Michele Emiliano (sindaco di Bari) presso lo scalo brindisino. 

«L’aeroporto - ha detto - è la macchina trainante per lo sviluppo del turismo e, in ge nere, dell’economia locale e non possiamo restare inerti di fronte a discutibile scelte politiche».

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Sulla vicenda interviene anche il capogruppo alla Regione del Pd, Maniglio. «Le scelte del governo nazionale - dice - vanno in altra direzione rispetto alle potenzialità della Puglia e questo mette a rischio un processo virtuoso. Che le risorse destinate a Brindisi siano dirottate verso i luoghi simboli del leghismo (Verona e Treviso) non può non colpire l’orgoglio dei salentini e far arrossire di vergogna quanti, pur di sostenere la rovinosa politica del governo, calpestano diritti fondamentali delle nostre comunità . Bene ha fatto, pertanto, il presidente della provincia di Brindisi a chiedere un incontro al ministero dei trasporti. Non è possibile, infatti, subire in silenzio l’ennesimo scippo ai danni del Mezzogiorno e della Puglia. 

E farebbero bene i presidenti di Lecce e Taranto a sostenere convintamente la proposta del presidente Ferrarese senza ritagliarsi, lo dico garbatamente al presidente Gabellone, il ruolo di difensori d’ufficio di scelte che penalizzano il nostro territorio».

Una polemica tutt’altro che velata, dunque, con quei rappresentanti istituzionali rappresentanti forze politiche affini a chi regge le sorti del governo nazionale. «Spero - aggiunge tuttavia Maniglio - che nessuno abbocchi alle storielle della destra che annuncia risorse a futura memoria mentre quelle effettivamente disponibili prendono il volo per altri aeroporti. L’aeroporto del Salento, tra l’altro, è già in credito e da tempo attende interventi di completamento per potenziarne funzioni già assegnate. Brindisi, infatti, è tra i 4 centri di controllo d’area (Cca), insieme a Roma, Milano e Padova. E ci sono norme europee (regolamenti 549, 550, 551 e 552 del marzo 2004) che definendo il programma “Cielo unico europeo” hanno dettato norme e vincoli per rendere più sicuro, efficiente ed economico il sistema di gestione del traffico aereo. A Brindisi, in quanto centro di controllo d’area, va assegnata la competenza operativa anche sugli spazi aerei della Sicilia orientale e della Calabria, secondo un progetto avviato già nel 2001 ma ancora non completato. Ancora più importante - conclude il capogruppo Pd - è l’istituzione del Servizio di veglia meteorologica che le regole internazionali indicano quale strumento indispensabile per garantire la sicurezza dei voli. Brindisi ha i requisiti strutturali, e formali, per attivare questo servizio a condizione, però, che l’aeroporto cessi di essere classificato come ‘militare’ e sia trasferito alle competenze dell’Enav. Ecco perché le scelte del governo Berlusconi rischiano di essere doppiamente disastrose: si ostacola un processo di crescita graduale e incontestabile, si tarpano le ali a un possibile ulteriore sviluppo».

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