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In Puglia e Basilicata

Pd pugliese, bufera sulla lista Emiliano

Pd pugliese, bufera sulla lista Emiliano
BARI - «Le polemiche sulla mia lista regionale? Significa che per qualcuno è più importante dirigere il partito, che non vincere le elezioni regionali. Comunque non ci può essere alcun atto concorrenziale verso il Pd, così come non c’è stato al Comune di Bari, dove la mia lista è stata fondamentale per la vittoria».

22 Agosto 2009

di Ninni Perchiazzi

BARI - «Le polemiche sulla mia lista regionale? Significa che per qualcuno è più importante dirigere il partito, che non vincere le elezioni regionali. Comunque non ci può essere alcun atto concorrenziale verso il Pd, così come non c’è stato al Comune di Bari, dove la mia lista è stata fondamentale per la vittoria».

Michele Emiliano, sindaco di Bari e segretario uscente (ricandidato) del Pd pugliese respinge al mittente accuse, insinuazioni e critiche sorte all’indomani della nascita del movimento civico Emiliano per la Puglia. La lista è il frutto dell’iniziativa del fratello del primo cittadino, Alessandro, fondatore e coordinatore regionale della stessa. Particolare che ha fatto insorgere gli assessori regionali Guglielmo Minervini e Sergio Blasi, concorrenti del primo cittadino nella corsa alla segreteria regionale del Pd. «Così non rispettano le regole - dice Blasi, che guida la mozione Bersani - ma soprattutto si indebolisce il Pd». «È un emblematico caso di conflitto d’interessi», incalza Minervini.

«Il problema sono sempre io - scherza, ma non troppo il sindaco - anche se poi vorrei capire come una lista civica possa influire sul congresso del partito dove votano i delegati». «Il fatto che il sindaco di Bari sia un problema per il Pd a causa del doppio ruolo, sta facendo ridere tutta la Puglia», attacca. Ma poi tranquillizza i rivali. «Fermo restando che mio fratello sta lavorando per raccogliere consensi per il centrosinistra, qualsiasi atto di eventuale concorrenza sleale da parte della mia lista sarà stigmatizzato da me personalmente. E poi c’è una cosa che non capisco: fino a quando vinciamo a Bari, va tutto bene. Competere alla Regione diventa un problema».

«Basta vedere la composizione della mia giunta - aggiunge - : il Pd ha 4 assessori, 3 presidenti di commissione, il presidente del consiglio comunale (spero) e il sindaco, mentre la Lista Emiliano ha un solo assessore. Non mi pare ci siano ostilità verso il Pd».

Il primo cittadino barese spiega il senso dell’iniziativa. «I sondaggi dicono - afferma - che è necessario fare tutti gli sforzi possibili per raccogliere consensi. E la lista fondata da mio fratello mira a raccogliere adesioni in contesti differenti da quelli del Pd. Come d’altronde già avvenuto con la Lista Primavera. Minervini forse l’ha scordato, ma quando è stato eletto la lista Primavera già c’era. E ci ha fatto vincere. Come accaduto nelle scorse elezioni io sono un attrattore di voti, anche Vendola è d’accordo».

Emiliano, quindi, auspica la creazione di altre liste civiche in grado di pescare voti nell’elettorato moderato e dove il Pd non risulta attrattivo. «L’obiettivo è prendere voti in Puglia: con la lista Emiliano, con la lista Vendola e con chi può portare un valore aggiunto. Sarebbe opportuno che anche Blasi e Minervini creino delle liste a loro collegate da affiancare al Pd. Ormai è dimostrato, che se ci limitiamo ai partiti tradizionali è difficile spuntarla per il centrosinistra».

E chiude sibillino. «Sono disposto a perdere la segreteria regionale pur di vincere le elezioni. Solo chi è politico di professione pensa prima al congresso e poi alle elezioni del 2010, dove vincere equivale alla differenza tra la vita e la morte di un progetto politico nel quale sto profondendo tutte le mie risorse».
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