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In Puglia e Basilicata

AgustaWestland compra in Polonia azienda "gemella" di Agusta-Brindisi

AgustaWestland compra in Polonia azienda "gemella" di Agusta-Brindisi
di MARISA INGROSSO
AgustaWestland ieri ha acquisito la Pzl-Swidnik. Si tratta di un'azienda, per certi versi, "gemella" dell'Agusta-Brindisi. Entrambi gli stabilimenti, per esempio, producono fusoliere. La Pzl-Swidnik però le produce a costi - molto - inferiori. Assolutamente ragionevoli, quindi, le preoccupazioni dei lavoratori pugliesi e dei loro rappresentanti sindacali. Ma la società di Finmeccanica getta acqua sul fuoco

19 Agosto 2009

BARI - A meno che l'antitrust non ponga il veto (ma siamo nel campo della fantaeconomy), si può dire che AgustaWestland ieri ha portato a termine con successo l'acquisizione della Pzl-Swidnik. Per la precisione, è passato di mano l’87,61% della società polacca attiva nella produzione di elicotteri e aerostrutture, a fronte di un esborso di 329 milioni di zloti polacchi (pari a 79.001.081 €). 

Si tratta di un'azienda, per certi versi, "gemella" dell'Agusta-Brindisi. Entrambi gli stabilimenti, per esempio, producono fusoliere. La Pzl-Swidnik però le produce a costi - molto - inferiori. Assolutamente ragionevoli, quindi, le preoccupazioni dei lavoratori pugliesi (530 più 300 dell'indotto) e dei loro rappresentanti sindacali. 

Questi ultimi tenevano già sotto controllo le mosse polacche dell'AgustaWestland. Lo scorso 1° agosto, il sindacato aveva detto alla Gazzetta: «Potrebbe essere sintomatico di una strategia tendente a creare riflessi negativi sulla unità di Brindisi, la vicenda relativa all’interessamento della società per un sostanzioso investimento in Polonia. Il Governo polacco aveva assegnato in un primo momento la gestione della società Pzl Swidnik ad un investitore cecoslovacco. Ma un ulteriore intervento dell’AgustaWestland - che avrebbe offerto condizioni sicuramente più vantaggiose, soprattutto con riferimento alla garanzia di durata del piano industriale e alla tenuta dei livelli occupazionali - ha suggerito al governo polacco di bloccare per ora l’esito della vicenda». 

La società di Finmeccanica possedeva già il 6,2% della società polacca. Poi l'ha spuntata partecipando alla gara di privatizzazione indetta dall’Agenzia Polacca per lo Sviluppo Industriale. E ora attende soltanto il verdetto dell'antitrust, previsto entro la fine dell’anno. Eppoi? Hanno ragione i sindacati e questa è una strategia (perfetta sul fronte del contenimento dei costi di produzione/trasporto) che, sul medio-lungo termine porterà alla dismissione di Brindisi? 

Al momento gli affari vanno a gonfie vele (se non fosse stato per i bilanci Usa messi male, Obama oggi volerebbe Agusta) e la società getta acqua sul fuoco delle preoccupazioni pugliesi. L'amministratore delegato, Giuseppe Orsi, oggi ha chiarito che l'acquisizione non determinerà alcun impatto negativo per le attività di AgustaWestland in Italia, e in Puglia in particolare. «Con l’acquisizione di PZL-Swidnik – ha detto Orsi – sarà possibile razionalizzare e ottimizzare processi e organizzazione di tutto il lavoro svolto finora al di fuori dell’Italia, migliorando i processi produttivi con investimenti mirati. Pertanto questa operazione potrà favorire la penetrazione su nuovi importanti mercati internazionali, senza determinare alcun tipo di impatto negativo per le attività di AgustaWestland in Italia e quindi anche in Puglia».
Vedremo. 
Marisa Ingrosso
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