Martedì 09 Agosto 2022 | 03:56

In Puglia e Basilicata

Tra tavoli, carne e cozze a Barletta si cena a Ponente

Tra tavoli, carne e cozze a Barletta si cena a Ponente
di GIUSEPPE DIMICCOLI 
L'affollatissima litoranea della città dalle 21,30 in poi si trasforma in una sorta di tavolata imbandita che parte dall’imboccatura del porto fino all’ultimo centimetro disponibile. Il «quadretto» tipico prevede questo: da un lato le donne che preparano ed imbandiscono la tavola, più defilati, i mariti che, mentre le donne preparano, giocano a carte. Il nervo scoperto è la pulizia: i più sporcano e lasciano tutto lì
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19 Agosto 2009

di GIUSEPPE DIMICCOLI 

BARLETTA - Iniziamo dai fuochi di artificio. Si proprio quelli che sparano al cielo cascate di perle luminose e scintillanti. Il luogo della «esibizione»? La litoranea di Ponente. Pardon la affollatissima litoranea di Ponente che dalle 21,30 in poi si trasforma in una sorta di tavolata imbandita che parte dall’imboccatura del porto fino all’ultimo centimetro disponibile. Chi l’altra sera ha voluto offrire lo spettacolo pirotecnico festeggiava, bottiglia di Fontana Fredda alla mano, assieme ad altre 15 persone, il proprio cinquantesimo anno di età. E attenzione non finisce qui: anche il parcheggio per auto, presente ai piedi di Luigi Di Cuonzo, è meta di barlettani e non che desiderano banchettare «all’aria aperta e sotto le stelle». Ad onor del vero, però, il fenomeno della «sala self service Ponente» non può essere liquidato in poche parole senza analizzarne le varie motivazioni che spingono migliaia di persone a decidere «di andare a mangiare al mare». Del resto se moltissimi lo fanno, e anche da vari decenni, qualcosa di piacevole ci sarà. 

L’ATTREZZATURA - Chi decide di mangiare all’aria aperta, a livello gastronomico, non si fa mancare niente. Sui tavolini si torva di tutto: cozze nere, focaccia, pizza, parmigiana, salumi e formaggi di ogni genere e specie, frutta a volontà e, chiaramente, carne e salsiccia arrostita sulla «fornacella». Il «quadretto» tipico prevede questo: da un lato le donne che preparano ed imbandiscono la tavola, più defilati, i mariti che, mentre le donne preparano, giocano a carte. Molti posizionano il tavolino difronte alle panchine di ferro sfruttandolo come sedile, mentre dall’altra parte si mettono le sedie. Poi ad un certo orario, dal bagagliaio della macchina, si prendono le sdraio per stare più comodi e chiacchierare in santa pace. Però tutto questo «insiste» sulla pista ciclabile, impedendo a chi vorrebbe utilizzarla di transitarvi. Però, ma è giusto un inciso, non esiste una alternativa a tutto questo tenuto conto che la pista ciclabile di fatto impedisce quasi di passeggiare. Mistero del progetto. Purtroppo, però, la pista ciclabile presente sulla strada, troppo spesso, è occupata da macchine. L’altro ieri il cronista ha contato dodici macchine una in fila all’altra. L’età dei frequentatori è oltremodo trasversale: ci sono persone anziane (preferiscono dialogare e giocare a carte) e nuclei familiari di coppie anche giovani che si servono dello spazio pubblico per «trascorrere una serata diversa e non nel forno di casa». 

QUESTIONE PULIZIA - La parentesi è un tantino dolente: nel senso che se ci fosse una maggior attenzione tutto sarebbe più bello ed ordinato. I più attenti utilizzano sacchetti di plastica dove posizionare i rifiuti. I meno attenti, però, lasciano tutto per strada o buttano sulla sabbia. Una lamentela più volte ribadita afferisce al numero esiguo dei contenitori per raccogliere i rifiuti. Chiaramente questo però non può essere, in nessuna maniera, una giustificazione.
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