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In Puglia e Basilicata

S'accende una spia sull'aereo delle ferie panico a Palese

S'accende una spia sull'aereo delle ferie panico a Palese
di MARIANTONIETTA RACANELLI 
Momenti di panico giovedì sera per i passeggeri del volo charter della Czech Airlines in partenza da Bari e diretto a Rodi che per ben due volte ha dovuto interrompere la fase di rullaggio a causa di una spia che segnalava l’apertura del portellone della stiva. Il decollo del Boeing 737-500, era fissato per le 19.55 ma la partenza effettiva è avvenuta intorno alla mezzanotte, con ben quattro ore di ritardo e con a bordo solo 109 passeggeri. Gli altri 40, tra i quali il signor Farina, hanno deciso di non partire

15 Agosto 2009

BARI - «I bambini piangevano ed eravamo tutti in piedi per recuperare i bagagli a mano e scendere dall’aereo. Una donna è svenuta ed è stato necessario l’intervento dei soccorritori per farla riprendere». Momenti di panico giovedì sera per i passeggeri del volo charter della Czech Airlines in partenza da Bari e diretto a Rodi che per ben due volte ha dovuto interrompere la fase di rullaggio a causa di una spia che segnalava l’apertura del portellone della stiva. 

A raccontare la disavventura è Massimo Farina di Napoli, che insieme alla moglie e al figlio di 4 anni, aveva deciso di trascorrere una settimana di vacanza nell’isola greca. Come lui altre 150 persone, tra cui comitive di ragazzi e famiglie che erano giunte all’aeroporto di Palese. Il decollo del Boeing 737-500, era fissato per le 19.55 ma la partenza effettiva è avvenuta intorno alla mezzanotte, con ben quattro ore di ritardo e con a bordo solo 109 passeggeri. Gli altri 40, tra i quali il signor Farina, hanno deciso di non partire: per lui e la sua famiglia il tour operator Francorosso ha previsto la sistemazione in un albergo barese per la notte e la partenza l’indomani su un altro volo. 

Altri invece hanno dovuto rinunciare alla vacanza e pagarsi anche il pernottamento e il viaggio di ritorno a casa. «Chi aveva acquistato il pacchetto vacanza da altri operatori tra cui Swan tour e Eden tour - spiega Farina - si è recato ai banchi in aeroporto per chiedere cosa fare ma gli è stato detto che se non si fossero imbarcati, avrebbero perso il diritto alla vacanza e non sarebbero stati rimborsati». Una risposta che ha fatto andare su tutte le furie quanti, soprattutto genitori con bambini al seguito, si rifiutavano di ritornare sull’aereo. 

«Come darci torto», chiede il signor Farina, che rivive le fasi della partenza. «Dopo essere saliti a bordo e aver preso posto, l’aereo ha iniziato la fase di rullaggio. Una breve corsa e abbiamo sentito che il velivolo rallentava. Abbiamo chiesto spiegazioni all’assistente di volo che ci ha detto che non era niente di grave ma che dovevamo tornare al parcheggio». Una volta rientrato, il Boeing è stato sottoposto a controlli tecnici per accertare che non vi siano problemi al portellone della stiva. «Dopo mezz’ora - continua Farina - l’aereo è ripartito, ma ancora una volta s’è fermato». I tecnici, intervenuti nuovamente, avevano riscontrato lo stesso problema alla spia del portellone. A quel punto, all’interno del velivolo si è diffuso il panico e la gente ha chiesto di scendere. Lo stesso comandante dell’aereo - racconta Farina - ha detto di non voler partire se prima non si risolveva il problema della spia del portellone». 

È stato necessario quindi aspettare il via libera dell’Enac: il permesso è arrivato alle 23.30, ma un terzo dei passeggeri non è voluto risalire a bordo. Terminate le operazioni di recupero dei bagagli di quanti avevano deciso di restare a terra, a mezzanotte l’aereo è riuscito a decollare. Una decisione giusta? Dalla direzione aeroportuale di Bari-Brindisi dell’Enac assicurano di sì. 

«Ci siamo fatti consegnare una copia del Quaderno Tecnico di Bordo, nel quale si riporta sia la causa dell’allarme che la chiusura del comandante con l’indicazione degli interventi effettuati. Dopo aver accertato, con l’intervento dei tecnici, che la spia si accendeva a causa di un semplice falso contatto e che questa anomalia non inficiava la regolarità e la sicurezza del volo, abbiamo dato l’autorizzazione al decollo. È una circostanza che rientra nell’ordinario, ma l’allarme è scattato perché la segnalazione è arrivata in un momento delicato e il comandante ha ritenuto giusto seguire le procedure».
di MARIANTONIETTA RACANELLI
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