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In Puglia e Basilicata

Nonostante la crisi tiene turismo nel Salento

Nonostante la crisi tiene turismo nel Salento
L’indagine – presentata dalla commissaria dell’Apt di Lecce, Stefania Mandurino, con gli assessori al Turismo della Provincia, Francesco Pacella e del Comune di Lecce, Massimo Alfarano – testimonia come l’industria salentina delle vacanze continui a rivelarsi in controtendenza rispetto all’andamento nazionale, pur rispecchiando in alcuni aspetti la fase di difficoltà registrata dal settore

14 Agosto 2009

LECCE - I dati previsionali sulla stagione estiva in corso rispecchiano l’andamento rilevato nei primi cinque mesi del 2009 dall’ufficio statistica dell’Azienda di promozione turistica (Apt) di Lecce: il turismo salentino regge bene alla crisi del settore (italiano e mondiale); consolida il costante trend di crescita; conferma la sua centralità in ambito regionale dei risultati ottenuti nel quadro delle politiche di sostegno al programma di destagionalizzazione messo in campo negli ultimi anni dall’assessorato regionale al Turismo. 

L’indagine – presentata oggi dalla commissaria dell’Apt di Lecce, Stefania Mandurino, nel corso di una conferenza stampa cui hanno preso parte anche gli assessori al Turismo della Provincia, Francesco Pacella e del Comune di Lecce, Massimo Alfarano – testimonia come l’industria salentina delle vacanze continui a rivelarsi in controtendenza rispetto all’andamento nazionale, pur rispecchiando in alcuni aspetti la fase di difficoltà registrata dal settore. 

Gli arrivi totali (pari a 145.952) superano infatti del 10,48 per cento quelli dello stesso periodo del 2008 (132.107); mentre le presenze (384.037) fanno registrare un +7,4 per cento (357.590), con una permanenza media complessiva (2,79 per cento) che – in leggera diminuzione – passa da 2,59 a 2,56 giorni per i turisti italiani e da 3,24 a 3,01 giorni per gli stranieri. 
Se è vero che, in linea con l'andamento nazionale, gli stranieri sono l’anello debole anche del turismo salentino – (per quanto in maniera decisamente meno penalizzante rispetto ad altre realtà territoriali e regionali) – va altresì detto che i turisti italiani continuano ad esserne il traino, con l’84,2 per cento del totale degli arrivi. «Un dato quest’ultimo – ha osservato la commissaria Mandurino – che va letto in modo assolutamente positivo perchè ci mette al riparo da brutte sorprese. Quello turistico è infatti un prodotto particolarmente esposto all’andamento dell’economia, oltre che soggetto a repentini adattamenti di politica commerciale. In questi ultimo tempi, infatti, i soggiorni vanno accorciandosi a causa della ridotta capacità di spesa delle famiglie dell’area euro anche se il fenomeno degli short break da noi sembra aver toccato solo marginalmente la durata del soggiorno». 

Tra i primi fruitori del «prodotto» Salento ci sono i pugliesi (19,72% arrivi, 21,14 presenze), seguiti dai campani (9%), laziali (8,28%), emiliani (6,98%, cresciuti in maniera consistente), lombardi (5,05%), mentre il mercato straniero riconferma al primo posto negli arrivi la Germania (3,32%), seguita da Francia (1,46%), Regno Unito (1,14%), Svizzera (0,85%), Croazia (0,66%), Grecia (0,62%). 
Dei mercati tradizionali, conferma la propria affezione il Regno Unito, con un lieve aumento degli arrivi; sono di buon auspicio le new entry Croazia (0,66%) e Danimarca (0,64); crescono anche Russia e Cina, mentre si percepisce il calo di Giappone e, soprattutto, degli Stati Uniti (0,47) legato probabilmente all’incertezza economico-finanziaria del Paese e alla debolezza del dollaro sull'euro.  

«I dati – ha sottolineato Mandurino - sono al netto dei flussi presso le abitazioni per vacanza, non calcolati dai tradizionali sistemi di rilevazione. Ma il fenomeno in Puglia è rilevante, tanto che si registra un moltiplicatore pari a 6,2 volte le presenze ufficialmente rilevate, rispetto al 3,0 nazionale». 

I flussi per comuni e strutture ricettive fanno emergere la performance della città capoluogo che, con 59.289 mila arrivi e 115.399 presenze, continua a premere sull'acceleratore contribuendo in maniera forte alla performance della provincia di Lecce (che dal 2003 al 2008 vanta +35 per cento negli arrivi e +19 per cento delle presenze) ma anche alla crescita regionale, negli ultimi quattro anni stimata nell’ordine del 21,9 per cento. 

Ma è tutto il Salento ad essere attrattore turistico: Gallipoli è il secondo comune per arrivi (16.099) e presenze (43.870); seguono Otranto, Ugento, Porto Cesareo, Nardò. Rispetto al 2008, risultano in crescita Melendugno, Santa Cesarea, Maglie e Casarano e ciò grazie, secondo la commissaria dell’Apt, «alla strutturazione di un’offerta turistica che anno dopo anno ha messo a sistema – con importanti attività di coordinamento - territori, beni materiali e immateriali, istituzioni, imprese, associazioni no profit, comunità locali». 

Infine, l’analisi della ricettività. Dai dati elaborati dall’ufficio statistiche dell’Apt di Lecce, quindi dati certi perchè forniti dalle strutture ricettive, emerge che il 77 per cento dei nostri ospiti ha scelto di pernottare in albergo, mentre una buona fetta del 23 per cento che ha optato per l’extra alberghiero, e cioè il 18,8 per cento, ha preferito le strutture complementari (agriturismo e affittacamere) e il 4,1 per cento i b&b, dove forti sono le percentuali di aumento di arrivi e presenze straniere (+48,81 per cento arrivi e +108,84 presenze).
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