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In Puglia e Basilicata

L'imprenditore «verde» Ricchiuto è il «Salentino dell'anno»

L'imprenditore «verde» Ricchiuto è il «Salentino dell'anno»
di TOTI CARPENTIERI 
La giuria del Premio, istituito da La Gazzetta del Mezzogiorno nell'estate del 2000, ha scelto Giuseppe Maria Ricchiuto (presidente del Gruppo Specchiasol, una moderna e dinamica industria erboristico- farmaceutica che distribuisce prodotti naturali in tutto il mondo, e preciso riferimento di un “modo di pensare” che mette l’uomo al centro della sua attenzione guardando alla natura) come personaggio cui assegnare il riconoscimento per il 2009

14 Agosto 2009

Il “Salentino dell’anno”, il Premio istituito da “La Gazzetta del Mezzogiorno” nell’estate del 2000, giunge alla sua decima edizione, e, guardando ancora una volta, alle molteplici attività nelle quali si manifestano l’impegno e la creatività dei figli del Salento, dall’arte alla scienza, dai ruoli istituzionali all’economia, dalla solidarietà allo sport, dalla cultura all’industria, ferma quest’anno la sua attenzione proprio su quest’ultimo settore. La giuria ha scelto Giuseppe Maria Ricchiuto (presidente del Gruppo Specchiasol, una moderna e dinamica industria erboristico- farmaceutica che distribuisce prodotti naturali in tutto il mondo, e preciso riferimento di un “modo di pensare” che mette l’uomo al centro della sua attenzione guardando alla natura) come personaggio cui assegnare il riconoscimento per il 2009. 

Come premio, ancora una volta, l’opera di un artista salentino, invitato a progettare e realizzare un lavoro identificativo della sua personale ricerca e dell’attività del premiato, nell’emergenza di sintonie e di particolari affinità tra l’uno e l’altro. Come, d’altronde, è accaduto in tutte le passate edizioni del Premio, che hanno voluto mettere in sinergia, dal Duemila e anno dopo anno, l’accoglienza di Don Cesare Lodeserto e la figura femminile di Luigi Spanò, l’impegno scientifico di Lucia Lopalco e la New York “virale” di Tonino Caputo, il riferimento istituzionale di Giovanni Bellini e la “pitto - scultura” di Armando Marrocco omaggiante la Benemerita, lo sguardo cinematografico di Edoardo Winspeare e il simbolismo allegorico di Fernando De Filippi, il giovane presidente Rico Semeraro e il “Febo” premiante di Romano Sambati, il rigore professionale di Antonio Caprarica e l’“Antenna 2005” di Salvatore Spedicato, l’attenzione allo sviluppo sostenibile di Paride De Masi e della sua Italgest e il “Fiore di Becquerel” di Salvatore Sava, l’impegno sociale di Padre Mario Marafioti e l’angelo di Marcello Malandugno, la creatività innovativa ed inesauribile di Fabio Novembre e il “nodo” in pietra leccese di Marcello Gennari. 

E nel segno della continuità e della fattiva collaborazione con il Comitato delle feste patronali e con il suo presidente Franco Stabili, la sera del 26 agosto, alle 21, nella multicolore piazza Sant’Oronzo, cuore pulsante della città e luogo di riferimento delle celebrazioni civili in onore dei Patroni, lo scultore Giovanni Scupola consegnerà a Giuseppe Maria Ricchiuto, imprenditore attento e lungimirante, l’opera realizzata per l’occasione, quale testimonianza di un evento che appartiene ormai alla storia contemporanea di questa terra.
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