Giovedì 18 Agosto 2022 | 04:14

In Puglia e Basilicata

Inchiesta coca e donnine la "Bari bene" finisce al Sert

Inchiesta coca e donnine la "Bari bene" finisce al Sert
di NICOLA PEPE 
Una trentina di vip baresi - tra commercianti, imprenditori, professionisti e altre figure della «Bari festaiola» - finiscono in un rapporto informativo della polizia giudiziaria destinato al prefetto di Bari per «i relativi adempimenti previsti dalla legge». Verranno censiti nel registro del Not (Nucleo operativo tossicodipendenze) della Prefettura di Bari e inseriti nel cervellone del Viminale come «assuntori di stupefacenti». Nel caso della coca, la legge prevede l'affidamento al Sert per la disintossicazione

14 Agosto 2009

BARI - I vip che sniffavano «coca» alla feste di Tarantini rischiano di finire ai Servizi sociali. Loro, i consumatori di champagne da 40mila euro e frequentatori di party nella costosissima villa Smeralda, dovranno fare la fila davanti a un ufficio della prefettura in attesa della convocazione per essere «richiamati» a non commettere lo stesso errore. 

Ve l’immaginate chi indossa abiti firmati, gira con tre telefoni cellulari, sfoggia un Rolex al polso da qualche migliaio di euro o guida una fuoriserie, fare compagnia in sala d’attesa a un povero tossicomane sorpreso a fumare uno spinello che indossa un paio di jeans consumati e una t-shirt? Secondo le regole, dovrebbe essere così. 

Sarebbero almeno una trentina, infatti, i nomi di commercianti, imprenditori, professionisti e altre figure della «Bari festaiola» finiti in calce a un rapporto informativo della polizia giudiziaria destinato al prefetto di Bari per «i relativi adempimenti previsti dalla legge». I loro nomi e cognomi verranno censiti nel registro del Not (Nucleo operativo tossicodipendenze) della Prefettura di Bari che «tratta» oltre 2mila e 200 casi all’anno e inseriti nel cervellone del Viminale come «assuntori di stupefacenti». Un elenco, precisiamo, che non contiene elementi di reato ma la segnalazione prevista dalla legge antidroga: per essere più chiari, il verbale redatto a carico di chi viene trovato in possesso di uno «spinello» o di una dose di «coca» per uso personale. 

La lista è contenuta in una delle informative depositate negli uffici giudiziari nell’ambito dei diversi filoni d’inchiesta che incrociano il sexi-droga-gate. I nomi - in parte già «rivelati» attraverso le intercettazioni telefoniche - per legge sono sottoposti alla tutela della privacy. 

Ma come funziona questo procedimento amministrativo? Prima di tutto occorre chiarire che lo spirito di questa parte di legge è ispirata a motivazioni di carattere sociale, promuovendo azioni di riabilitazione. Generalmente, funziona così. Quando la polizia ferma qualcuno per strada e lo sorprende con una dose di stupefacente per «uso personale », la droga viene sequestrata e il tossicomane segnalato alla Prefettura. Il «Not», a questo punto, convoca il segnalato per una formale audizione. Il procedimento amministrativo può avere diversi sviluppi: nel caso di prima segnalazione e solo per sostanze di uso «leggero» (hashish o marijuana), il procedimento viene archiviato e l’interessato «invitato» a non fare più uso di droga. 

Nel caso di seconda segnalazione o consumo di droghe pesanti (eroina, cocaina, anfetamine, ecstasy, Lds), si propone l’affidamento al servizio per le tossicodipendenze dell’Asl di residenza per l’esecuzione di programma terapeutici. Tali percorsi devono scaturire da una scelta volontaria del soggetto: una volta comunicata la conclusione del programma terapeutico, il procedimento amministrativo viene archiviato. 

Una terza ipotesi è quella in cui il «segnalato» non si presenti al colloquio o interrompa il programma terapeutico oppure non lo esegua (per i casi di particolare necessità), scattano le sanzioni accessorie tipo la sospensione della patente di guida, del passaporto o del porto d’armi.
di NICOLA PEPE 
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

 
 
 
 
- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725