Martedì 09 Agosto 2022 | 22:23

In Puglia e Basilicata

Massacrato di botte per una pecora 3 in carcere per rissa

Massacrato di botte per una pecora 3 in carcere per rissa
G. P., francavillese di appena 15 anni, con un lieve handicap cognitivo ma perfettamente autonomo, figlio di un pastore ucciso circa un un anno fa a colpi d'arma da fuoco, ora è in condizioni disperate. Gli avrebbero maciullato una parte del cranio a suon di pugni, calci e forse anche con una sbarra di ferro o forse nell'urto tra il suo trattore e l'auto di altri due pastori. In tre sono stati arrestati per rissa
(Nell'immagine il luogo del pestaggio, la grossa macchia al suolo è sangue - Foto Gioia)
• La scuola: studente vivace ma preferisce lavorare in masseria

15 Agosto 2009

FRANCAVILLA FONTANA - Lui - il pastorello - è in fin di vita, con il cranio fracassato che i medici hanno cercato di «ricostruire» in un intervento durato più di sette ore. Tutti gli altri protagonisti di una rissa - che potrebbe essere anche trasformata in tentato omicidio - sono in carcere: compreso il fratello del ragazzino finito in Rianimazione: Salvatore Parisi di ventidue anni. Anche gli altri due finiti in cella sono fratelli: Cosimo e Francesco Di Cesaria, rispettivamente di trentasei e trent’anni. Dopo l’interrogatorio, però, il gip Antonia Martalò ha rimesso in libertà Francesco Di Cesaria, che resta denunciato a piede libero come il ragazzino in fin di vita. 

Proprio i dissapori tra le due famiglie, che abitanto entrambe in campagna, sarebbe all’origine del dramma che è ancora tutto da ricostruire. Giuseppe P. potrebbe essersi rotto la testa cadendo dal trattore sul quale si trovava insieme con il fratello in un incidente provocato forse dai fratelli Di Cesaria. I carabinieri, però, non escludono che le ferite siano state provocate dai colpi inferti con estrema violenza sulla testa del ragazzo al culmine di quella rissa che poi di fatto ha portato tutti in carcere in attesa che la vicenda venga chiarita nei dettagli. 

Il medico legale che ha visitato il ragazzino ha fatto sapere al sostituto procuratore Luca Buccheri che le ferite sarebbero compatibili con entrambe le ipotesi. Il capitano Fabio Guglielmone, che ha diretto le indagini personalmente, non si sbilancia più di tanto in attesa dell’interro gatorio. «Spiace soltanto constatare - afferma il giovane ufficiale - che pur essendo avvenuta in pieno giorno e in una zona di campagna abbastanza frequentata, nessuno si sia accorto della rissa». 

Insomma, al di là delle versione dei «protagonisti » non ci sono testimonianze in grado di contribuire alla ricostruzione della vicenda. Dalle prime dichiarazioni degli arrestati - difesi dagli avvocati Tommaso Resta e Michele Fino - sarebbero emerse diverse contraddizioni. La ferita alla testa del ragazzino sarebbe stata provocata dal trattore che si è ribaltato ma è possibile escludere che sia stato colpito con un bastone che gli frantumato il cranio. In ogni caso, prima dell’episodio, ci sarebbe stato uno «scontro» tra il pastorello e i fratelli Di Cesaria. Sarebbero volate parole grosse e qualche spintone. Sembrava che tutto fosse finito lì. Invece, poco dopo, il ragazzino ha chiesto mano forte al fratello Salvatore per cercare di rintracciare i Di Cesaria forse per dare loro una lezione. Sembra che i due avessero anche un coltello. 

A quanto pare, con il trattore hanno incrociato i loro «nemici» e ne sarebbe nato un inseguimento lungo un tratturo di contrada Caniglia durante il quale il mezzo agricolo si sarebbe ribaltato. Se poi ci sia stata anche l’aggressione è ancora tutto da chiarire. Sta di fatto che il minorenne è rimasto praticamente immobile e in una pozza di sangue fino all’arrivo dei soccorsi. I medici del 118, chiamati dal fratello Salvatore, si sono resi subito conto della gravità delle ferite e dopo le prime medicazioni al «Camberlingo » hanno disposto il trasferimento al «Vito Fazzi» di Lecce dove il pastorello è stato operato durante la notte. 

«Tecnicamente» l’intervento è riuscito, ma i medici non sono certo in grado di sciogliere la prognosi. Dovrebbe passare almeno una settimana prima di capire se il ragazzino ce la farà. Intanto, sicuramente, i carabinieri riusciranno a ricostruire nei dettagli cosa è accaduto nella tarda mattinata di giovedì nelle campagne a ridosso del cimitero di Francavilla: una zona poco lontano dalle masserie dove abitano tutti i protagonisti della vicenda e da dove poco più di un anno fa fu trucidato il padre dei Parisi: pastore anche lui ma con interessi di varia natura che gli erano costati anche il carcere. Dai primi accertamenti, l’omicidio di Damiano Parisi non avrebbe nulla a che fare con l’ultimo episodio legato quasi certamente a dissapori tra i fratelli Parisi e i Di Cesaria sembra per questioni di abigeato.

(Nell'immagine il luogo del pestaggio, la grossa macchia al suolo è sangue - Foto Gioia)
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

 
 
 
 

BLOG

- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725