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BARI - Rispetto agli scorsi anni il bilancio previsionale 2016 sarà indubbiamente più asciutto. Ma anche nel testo licenziato in commissione giovedì notte, e che potrà ulteriormente essere modificato in Consiglio, le sorprese - diciamo così - non mancano. La novità è che quest’anno, anche per via dei nuovi regolamenti di contabilità imposti dallo Stato, la gran parte delle «mance» rischia di non poter essere incassata. Con un doppio danno per e casse della Regione.

Il controllo della spesa, infatti, non avviene più con le regole del Patto di stabilità ma applicando il principio del pareggio di bilancio. Tutto ciò che non si spende, alla fine dell’anno costituisce un risparmio, ma è una vittoria di pirro: dal punto di vista dell’amministrazione, infatti, quelli non spesi sono soldi sottratti ad altre voci che potrebbero averne bisogno. A questo si aggiunge l’indeterminatezza degli emendamenti presentati da molti consiglieri, che - negli scorsi anni è accaduto decine di volte - dopo l’approvazione non trovano un ufficio disposto ad effettuare l’impegno di spesa. Il risultato è che gran parte delle piccole mance rimarranno sulla carta, buone per farci al massimo un comunicato stampa.

Nel testo del bilancio troviamo dunque 300mila euro per la valorizzazione della storia della Battaglia di Canne, 200mila per istituire il parco regionale dell’Ofanto, 100mila euro per il monitoraggio ambientale a Barletta, altri 100mila per il recupero dei trabucchi, 30mila euro per l’attività di «studio e analisi» dei laghi di Lesina e Varano, 25mila euro per «il controllo funzionale delle macchine irroratrici dei prodotti fitosanitari». Il top lo tocca l’emendamento proposto dall’ex assessore alla Cultura, Gianni Liviano, cui manca giusto nome e cognome del beneficiario: prevede infatti di stanziare 100mila euro da qui al 2018 per finanziare tre concorsi da ricercatori nella sede tarantina dell’Università di Bari, «n. 1 per settore scientifico disciplinare M-Ped/01 e n. 2 per settore scientifico disciplinare L-Fil-Let/10 - Letteratura italiana».

Le proposte sono ovviamente molto variegate, perché anche il centrodestra ha presentato i propri emendamenti. Ignazio Zullo (Cor) se l’è presa ad esempio con i 500mila euro destinati alle Cooperative di comunità: «Siamo più che favorevoli - dice - ma i pugliesi sappiano che a chiedere quei soldi è stata Legacoop, attraverso il suo presidente, ascoltata ed accontentata anche perché da sempre molto vicina alla sinistra. Altre associazioni, categorie, professionisti e imprenditori non hanno avuto la stessa possibilità, semplicemente perché non vengono neppure invitati alle audizioni in Commissione».

Da Roma arrivano invece gli strali di Rocco Palese, vicepresidente della commissione Bilancio della Camera, a proposito della norma che modifica il trattamento economico dei segretari degli assessori e del presidente della giunta, consentendo di erogare l’«alta professionalità» anche a chi non è dipendente regionale ma arriva in comando. Tra le norme ce n’è anche una che concede il trattamento economico da dirigente al segretario del presidente del Consiglio regionale. «Era davvero una priorità per la Puglia - chiede Palese -? A nostro avviso no. Continuano a creare sacche di sprechi e di spesa improduttiva a carico dei cittadini». [m.s.]

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