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In Puglia e Basilicata

Le unghie di Anna non rivelano tracce del suo assassino

Le unghie di Anna non rivelano tracce del suo assassino
di LUCA NATILE
BARI - L'esame dei tamponi prelevati sotto le unghie di Anna Costanzo, truccatrice della Fondazione lirica «Petruzzelli e teatri di Bari, assassinata nella notte tra il 10 e l'11 luglio, non ha fornito agli investigatori della sezione omicidi della squadra mobile elementi di prova utili a identificare l'assassino. Si attendono ora i risultati relativi ad altri 40 campioni di sostanze biologiche, prelevati sul cadavere della donna e sulla scena del delitto. Saranno comparati col Dna dell'unico indagato per l'omicidio, Alessandro Angelillo, 35 anni, ex compagno della donna

13 Agosto 2009

BARI - L'esame dei tamponi sui quali erano stati raccolti i residui ematici prelevati sotto le unghie di Anna Costanzo, truccatrice della Fondazione lirica «Petruzzelli e teatri di Bari, assassinata nella notte tra il 10 e l'11 luglio, non ha fornito agli investigatori della sezione omicidi della squadra mobile elementi di prova utili a identificare l'assassino. La delusione dei detective che coltivavano la speranza di ottenere delle informazioni utilizzabili nella inchiesta dall'esame di quel tampone è stata mitigata dalla consapevolezza che sono più di quaranta i campioni di sostanze biologiche, prelevati sul cadavere della donna e sulla scena del delitto, che gli specialisti della scientifica stanno comparando con le informazioni genetiche relative al Dna messe a disposizione dall’unico indagato per l’omicidio, Alessandro Angelillo, di 35 anni, ex compagno della donna (nipote del titolare di un negozio di ferramenta a Bari). 

Gli investigatori stanno cercando di mettere insieme tutte le informazioni «tecniche» possibili sul messaggio apparso la notte del delitto sulla bacheca della Costanzo su Facebook nel quale la donna (o piuttosto l’assassino?) diceva di aspettare a casa tre uomini. Il messaggio è stato postato per la prima volta alle 2 e 44 dell’11 luglio. Per questa ragione gli investigatori stanno sollecitando l’adozione di una rogatoria internazionale per dialogare direttamente con il centro strategico della «Facebook Inc.», proprietaria del popolare sito di social network, che ha sede a Palo Alto, in California.

Il messaggio su Facebook non sarebbe l’unico tentativo di depistare gli investigatori fatto dall’assassino. Stando alla ricostruzione fatta dagli uomini della omicidi, il killer avrebbe cancellato le tracce della sua presenza. Di certo è stato l’unico a muoversi sulla scena del delitto prima dell’arrivo della polizia, a parte il fratello della donna, Francesco, che ha trovato il corpo della povera Anna oramai senza vita. 

Le azioni compiute da Francesco Costanzo nella casa sono state minime e questo ha permesso agli investigatori di ricostruire a grandi linee i movimenti dell’assassino e i suoi tentativi di «inquinare» la scena del delitto. In base alla ricostruzione della polizia la Costanzo sarebbe stata aggredita poco dopo essere rincasata. E possibile che l’assassino fosse già all’interno, oppure che sia entrato insieme alla donna o infine che lei stessa lo abbia fatto entrare poco dopo. 

Una cosa sembra oramai acclarata: la vittima conosceva il suo carnefice. Anna era molto prudente, non avrebbe mai aperto a uno sconosciuto, era solita lasciare le sue chiavi nella toppa della porta di ingresso, dopo avere dato più mandate. Inoltre era una donna energica che avrebbe reagito con forza e urlando a una ipotetica aggressione. Nell’appartamento in via Casavola, al quartiere San Girolamo, la polizia non ha trovato segni di colluttazione. Nessuno dei vicini ha udito o visto nulla. Insomma l’assassino è riuscito a entrare perchè conosceva Anna e ha potuto avere facilmente la meglio su di lei per averla colta di sorpresa. Evidentemente lei non si sentiva minacciata dalla sua presenza.
di LUCA NATILE
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