Mercoledì 17 Agosto 2022 | 06:12

In Puglia e Basilicata

Foggia, resti umani in una grotta Cc: è vittima di "lupara bianca"

Foggia, resti umani in una grotta Cc: è vittima di "lupara bianca"
Resti di un cadavere e un'auto nella grotta di Zazzano, nell'agro di San Marco in Lamis. Gli speleologi hanno portato alla luce indumenti e oggetti che potrebbe essere utili al riconoscimento. Forse oggi sarà tirata su anche l'auto (una vecchia «124» o di una Fiat 850) entro la quale il corpo giaceva. Ora toccherà al magistrato il pm foggiano Teresa Venezia disporre autopsia e analisi del dna per risalire all’identità della vittima

12 Agosto 2009

Luci sul casco, tute rosse, lunghe funi agganciate alla cinta, scarponi e tanta cautela: si sono calati pian pianino giù nella grava dei misteri già da ieri gli speleologi alla ricerca di quelle ossa umane, resti di un cadavere vittima di una lupara bianca nella grotta di Zazzano nell’agro di San Marco in Lamis. E qualcosa hanno già cominciato a tirarla su: indumenti, qualche oggetti che potrebbe essere utile al riconoscimento. Forse oggi sarà tirata su anche l’auto entro la quale il corpo giaceva e che i killer avevano trasformato in tomba. Ora toccherà al magistrato il pm foggiano Teresa Venezia disporre autopsia e analisi del dna per risalire all’identità della vittima. 

Si cercano fattori e nuovi elementi di identificazione anche l’autovettura che è difficile tirare su dati di coni e le strettoie presenti nella grava di Zazzano: potrebbe trattarsi, come pubblicato nei giorni scorsi di una vecchia «124» o di una Fiat 850, ma sono solo ipotesi. 

Difficile anche l’identificazione, considerata anche l’ampia rosa di nomi di scomparsi negli ultimi anni sulla montagna del sole. Ed è qui il rovello? A chi appartengono quelle ossa, quei resti: pochi i dati emersi e quelli in possesso degli investigatori per poter azzardare ipotesi. Secondo alcune indiscrezioni, dopo i primi ritrovamenti di abiti, ridotti col tempo a stracci scoloriti, alcune famiglie sarebbesro state già contattate, ma è top secret ogni altro particolare. 

Nel triangolo Monte Sant’Angelo- San Nicandro- San Marco in Lamis negli ultimi vent’anni di casi di lupara bianca sono stati tanti: alla sola questura di Foggia parlano di qualcosa come 120 casi, perlopiù persone straniere, allontanatesi di casa dal 95 ad oggi e di cui non si è avuta più notizia. L’ultima volta che una grava restituì due corpi risale al 14 novembre del 93 - come riportato su queste stesse colonne nei giorni scorsi - quando dalla grava «Palla palla» profonda ottanta metri (quella di Zazzano è di oltre 120 metri) a dieci chilometri da San Marco affiorarono i corpi di Raffaele Terracciano e Aniello Anastasio, due napoletani spariti da Orta Nova dove erano stati visti l’ultima volta il 16 febbraio del 93. Furono trovati dopo nove mesi.
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