Martedì 11 Agosto 2020 | 12:53

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abito da sposa matrimonio

«Siamo stati i primi ambiti ad essere fermati, sin dai primi giorni di marzo, e da quello che sembra saremo gli ultimi ad essere riattivati. Già oggi l’intero comparto pugliese di matrimoni ed eventi è in ginocchio, tutto è stato annullato e siamo a ricavi zero». Michele Boccardi, presidente Assoeventi Confindustria Bari-Bat e nazionale è ben oltre la preoccupazione di ogni imprenditore in questo periodo, l’incertezza sul futuro pesa come un macigno su un settore fondante per l’economia regionale. Il fatturato nazionale totale tra segmento wedding ed eventi (moda, incontri aziendali, musicali, sportivi e meeting) si aggira attorno a 23 miliardi di euro.

«In Puglia solo per il wedding parliamo di ricavi per un miliardo di euro – spiega Boccardi –, ogni anno la macchina si mette in moto per circa 19mila matrimoni dei quali il 10% di stranieri. Ora è tutto fermo e naturalmente anche i fatturati sono pari a zero. Anche se si inizia a parlare di riaperture per alcune imprese, il nostro è un comparto particolare. Noi viviamo di una programmazione semestrale, che significa che un negozio o uno studio professionale che riapre può vedere se riprende un po’ la sua attività, noi sicuramente no e per un tempo molto più lungo di qualsiasi altro settore».

Un evento, un matrimonio è emozione, non un semplice prodotto e per confezionare il tutto ci vuole tempo e soprattutto che tanti attori si muovano all’unisono. È come comporre e completare una melodia, non si può fare se non coordinando con precisione differenti strumentisti e professionalità.

«Il nostro comparto spesso viene confuso con la ristorazione, un ambito che è solo una parte dei nostri servizi. Quello che ci sta colpendo al cuore è l’ansia e la paura che questa emergenza sanitaria ha scatenato. Le coppie sono allo sbando. Si potrà rimandare in autunno? Sì? No? E con quali norme da seguire? Si potrà ballare? Ma ci immaginiamo un matrimonio dove si dovrà stare distanziati?». Domande che al momento non trovano risposte.

E poi sono due gli ambiti da tener presenti: il rapporto con gli sposi da riallacciare e ricostruire e l’economia di un sistema che, al momento, non vede luce.

«È come se ci avesse colpito un terremoto – sottolinea Boccardi – ecco perché per il nostro settore non vanno bene le misure del Decreto Cura Italia o Liquidità, non possiamo bussare alla banche per avere credito e indebitarci ulteriormente senza ricavi».

Assoeventi e Federturismo hanno inviato una nota al Governo con una richiesta precisa: un contributo a fondo perduto da prendere dal Pon 2014-2020, riconvertendo i fondi a disposizione.

«Come già avvenuto nelle aree del sisma 2016, proponiamo la concessione di un contributo a fondo perduto nei confronti delle imprese turistiche, trasversalmente intese come da art. 61 del Decreto Cura Italia, che abbiano registrato una riduzione del fatturato nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2020 e il 30 giugno 2020 superiore al 50% rispetto a quello registrato nel periodo del 2019 – spiega Boccardi -. Tale contributo dovrebbe essere concesso nel limite massimo del 50% della riduzione del fatturato appena indicato e con un limite massimo di 1 milione di euro per ogni soggetto beneficiario. La misura, le modalità e l’importo del contributo a fondo perduto dovrebbero essere definiti con Decreto del Mise, d’intesa con il Mef e lo stanziamento posto a carico del Programma operativo nazionale complementare imprese e competitività 2014-2020 e delle risorse del fondo per lo sviluppo e coesione di competenza del ministero dei Beni e delle attività culturali e del Turismo non ancora impegnate».
Questi fondi potrebbero evitare l’estinzione del comparto che lo stesso Boccardi paventa. «Solo contributi a fondo perduto permetterebbero al sistema di reggere - dice Boccardi -, quando si parla di wedding o eventi in genere si deve tener presente che comprendono una filiera molto ampia. Non solo il fiorista, chi vende le bomboniere, il parrucchiere o chi cura la musica, stiamo parlando anche di aziende che producono cristalleria, porcellane, mobili da giardino e addobbi, tessili, prodotti edili...

Solo in Puglia almeno un centinaio di imprese collegate, ecco perché è importante che il settore regga a questa epidemia e che non crolli sotto i colpi del coronavirus. Per il resto se reggiamo siamo convinti che torneremo più forti di prima. Vorrei stringere in un abbraccio tutti i nostri sposi e dir loro “non vi preoccupate, non solo andrà tutto bene, ma quando ripartiremo tutte le emozioni che abbiamo dovuto contenere serviranno a rendere la vostra promessa d’amore un giorno veramente indimenticabile. Potete contare su di noi”».

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