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M5S

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Movimento 5 Stelle

 

Sanità pugliese bene i medici male i servizi

Sanità pugliese bene i medici male i servizi
di GIUSEPPE ARMENISE 
Il Censis mette in riga pregi e difetti del sistema d’assistenza. Nella nostra regione c'è un numero ancora inadeguato di strutture del territorio come i Consultori e i Servizi di salute mentale. Aumentano le speranze di vita grazie alle cure, l’indice della ricerca indica una situazione di grande miglioramento rispetto al passato
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11 Agosto 2009

di GIUSEPPE ARMENISE 

Il Censis individua lo spartiacque. In Puglia, la fiducia nella qualità dei medici fa da contraltare (positivo) ad una sostanziale sfiducia in quello che invece il sistema di assistenza riesce ad offrire in termini di servizi. Un po’ la contraddizione delle contraddizioni visto che il recente piano sanitario della regione Puglia punta proprio alla qualificazione dei servizi, cercando di renderla il più possibile omogenea sul territorio e soprattutto più vicina ai cittadini (si chiama, ma non da oggi, medicina del territorio). E tuttavia, valutando i tempi della ricerca condotta dal Censis e sovrapponendoli all’espansione degli effetti del piano, sufficientemente giovane da non poter essere considerato responsabile della situazione descritta, i tecnici non danno un giudizio completamente negativo. Sulla valutazione del sistema di prevenzione, infatti, occorre considerare, ad esempio, che gli screening per la prevenzione e la diagnosi precoce dei tumori delle donne e di quello del colon retto sono stati avviati solo da poco e gli effetti benefici si manifesteranno sempre più con il passare del tempo. Resta il dato di base per il quale la Puglia risulta ottava in Italia per gradimento dell’azione dei medici e decisamente indietro (17esima) per quanto riguarda la percezione dell’ef ficienza dei servizi. 

Per la Fimmg (Federazione italiana dei medici di medicina generale) di Puglia «l'indicatore di salute è stato costruito tenendo conto di diversi aspetti: la speranza di vita (ottenuta mediando la speranza di vita delle donne e quella relativa agli uomini), la mortalità (tasso di mortalità totale, tasso di mortalità infantile, tasso di mortalità per tumori e tasso di mortalità per malattie del sistema circolatorio), gli stili di vita (diffusione della pratica sportiva, incidenza delle persone di 18 anni e più obese, fumatori di 14 anni e più), l'auto-percezione dello stato di salute (% di persone che hanno valutato buono o molto buono il proprio stato di salute), prevenzione (% di persone che hanno effettuato controlli per la pressione arteriosa, per il colesterolo e per la glicemia in assenza di sintomi) e infine la morbosità (% di popolazione senza malattie croniche)». 

Sull’offerta dei servizi, come detto, sono invece dolori. L'indicatore di offerta sanitaria è stato costruito tenendo conto dei seguenti diversi aspetti: la valutazione dell’utenza (% di persone che hanno valutato il Servizio sanitario del proprio territorio con un voto da 7 a 10, persone per valutazione media data al Servizio sanitario pubblico), l’offerta ospedaliera (medici di medicina generale per 1.000 abitanti, personale infermieristico del Servizio sanitario pubblico per 1.000 abitanti, personale medico del Servizio sanitario pubblico per 1.000 abitanti, posti letto per acuti per 1.000 abitanti e indice di modernizzazione, ossia numero di Tac (tomografo assiale computerizzato), di Ali (acceleratore lineare) e di Trm - tomografo a risonanza magnetica - per 100.000 abitanti, la mobilità ospedaliera (indice di attrazione e indice di fuga della regione) e assistenza territoriale (ossia la presenza sul territorio di consultori materno-infantili, strutture di assistenza agli anziani, di assistenza psichiatrica, di assistenza a disabili fisici e di assistenza a disabili psichici, anziani assistiti dall’Adi, ovvero assistenza domiciliare integrata . 

«E' un risultato importante - commenta il segretario generale della Fimmg Puglia, Filippo Anelli - quello che emerge dall’indagine Censis, specie in questo momento storico e rappresenta lo specchio di questa nostra Regione. Da una parte premia i medici e tutto il personale sanitario che con grande professionalità suppliscono ai difetti di organizzazione del sistema sanitario regionale, riscattando l’intera classe medica messa sotto accusa dagli scandali che hanno coinvolto alcuni dirigenti medici – pri - mari, dall’altra evidenzia le inefficienze del sistema specie nell’organizzazione dei servizi giudicati dagli utenti carenti per alcuni settori come la domiciliarità e la territorialità e scadenti sotto il profilo dell’accoglienza e dell’ospitalità alberghiera sul versante ospedaliero».
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