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Xylella fa crollare il valore dei terreni

Il costo degli oliveti è calato del 70 per cento

di Tiziana Colluto

Crolla il valore di mercato degli oliveti della provincia di Lecce e, soprattutto, di quelli ricadenti nei comuni del Gallipolino e del nord Salento: in alcuni casi, nei territori ritenuti focolaio del disseccamento rapido, si arriva a -70 per cento. È un effetto collaterale della vicenda Xylella e inizia ad emergere soprattutto ora, alle porte del post emergenza, fase che la Regione Puglia dovrà gestire in via ordinaria a partire dal 6 febbraio prossimo.

Lo studio, ancora inedito, è elaborato da Eurispes e sarà uno dei punti cardine del nuovo rapporto sulle agromafie, coordinato dal magistrato Gian Carlo Caselli, presidente del comitato scientifico dell’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare.

«Il tema Xylella – spiega il presidente nazionale di Eurispes, Gian Maria Fara - ha assunto una dimensione nazionale e internazionale nel momento in cui ce ne siamo occupati noi. È stato un problema sottovalutato, diventato una metafora utile per rappresentare molte altre situazioni che si stanno sviluppando in Italia e che vedono un presunto interesse economico prevalere sui diritti dei cittadini e sulla tutela del territorio».

La convinzione di Eurispes è che quanto accaduto finora abbia un valore finanziario che è stato oscurato e abbia creato un giro di soldi su cui bisogna fare luce.

Uno dei nodi riguarda il valore dei terreni, ricavato da dati di agenzie immobiliari e da stime di statistica economica. È così che viene a galla, ad esempio, che fondi messi in vendita, prima del 2013, a 25mila euro ad ettaro di superficie olivetata valgano ora meno della metà, tra i 6mila e i 7mila euro. Naturalmente, la situazione varia in base ai territori, ma l’altalena dei prezzi si ripete in maniera più o meno similare in tutte le zone rosse dell’infezione.

Di fronte al ribasso, c’è qualcuno che acquista. E chi compra terreni che non hanno valore dal punto di vista agricolo? È questa una domanda che Eurispes porrà nel suo rapporto, che sarà presentato il 17 febbraio a Roma, nella sede di Coldiretti.

Si prova a portare a galla, dunque, per la prima volta, il volume di perdita e, dal lato opposto, di affari che lo stato di emergenza ha generato nel Salento.

«C’è ancora qualcosa da chiarire - dice Fara - La Procura di Lecce è stata molto attenta ed equilibrata, non cedendo a strumentalizzazione di alcun genere. Il presunto contrasto tra scienza e magistratura è una favola messa in giro ad arte. Semmai, esiste un contrasto tra scienza e scienza, divisa su linee entrambe autorevoli. Arrivati a un certo punto, però, qualcuno doveva pur prendere in mano la situazione. La sintesi avrebbe dovuto farla la politica, che però non c’è stata. Ecco perché è stato inevitabile l’intervento dei pm. La loro azione mi pare un’ottima cosa».

Un lungo applauso, tra l’altro, è stato riservato alla Procura salentina tre giorni fa, in occasione della presentazione capitolina di un altro rapporto di Eurispes, Italia 2016.

«Credo che l’opinione pubblica locale faccia sempre bene quando si schiera a favore della difesa di legalità, ambiente, patrimonio paesaggistico e identità. I territori – conclude Fara - appartengono ai cittadini più che alle istituzioni e, se i primi non vengono ascoltati, sono legittime le azioni di rottura, anche se dure in alcuni passaggi».

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Commenti all'articolo

  • CaterinaMoretto

    31 Gennaio 2016 - 18:06

    Fossi io Eurispes,invece,porrei un altro quesito fondamentale che in tutta questa faccenda viene comodamente trascurato. Se la Xylella è un patogeno di quarantena,se un patogeno di questo tipo è in grado di sopraffare piante secolari e se le misure intraprese sono atti dovuti,ovvero misure di contenimento secondo Protocolli internazionali.. [continua]

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