La storia
Soldo, il medico-difensore sfida in corsia l’avversario più temibile
Il capitano del Sant’Agata di Puglia impegnato al Policlinico di Foggia
Nel plotone dei tanti medici in prima linea per combattere il Covid 19 c’è anche lui, Paolo Soldo, difensore-capitano del Gs Sant’Agata che milita nel campionato di terza categoria. E’ specialista in medicina interna da 4 anni al Riuniti di Foggia, non vuole affatto essere “etichettato” come un eroe, un fenomeno. Anzi la sua umiltà è davvero tanta.
Ecco la sua opinione. «Vinceremo tutti insieme questa “partita” - si limita a dire -, è un momento importante in cui tutti, ma proprio tutti dobbiamo attenerci a quelle che sono le regole imposte dal Governo e dal Sistema sanitario: stare in casa e mantenere le distanze. I piccoli miglioramenti che vediamo in questi giorni sono il risultato di oltre un mese di enormi sacrifici di tutto il popolo italiano. Piano piano ricominciamo a vedere un po’ di luce ma ci vorrà ancora un po’ di pazienza per non rendere inutili tutti gli sforzi fatti fino ad ora e tornare alla normalità . Non molliamo adesso».
Tutto il movimento calcistico di Capitanata è orgoglioso di avere tra le sue fila Paolo Soldo. In realtà Soldo ha già dimostrato di essere un medico coi fiocchi e, viste le premesse, non c’è dubbio che sarà anche un bravissimo specialista.
Il calcio di Capitanata ora “tifa” tutto per lui: il difensore-capitano Soldo ha tanti amici calciatori e spesso anche in campo mette a disposizione la sua professione intervenendo per prima, che sia un compagno di squadra o un avversario, in caso di infortuni. «Ringrazio tutti gli amici che la domenica incontro sui campi di calcio - ricorda -, spero si ritorni a giocare quanto prima, perché in questo caso avremmo superato questo momento davvero difficile».
Avvversari e compagni di squadra a casa: il torneo di terza categoria è fermo. «La situazione resta in continua evoluzione - ricorda Soldo -. in ballo c’è la salute di tutti e quindi anche di atleti, tifosi e addetti ai lavori. E’ importante dare priorità alla tutela collettiva».
Poi sulla sua professione. «Ci tenevo a sottolineare quanti sacrifici fanno tantissimo medici, infermieri e addetti al servizio sanitario che in questo momento stanno facendo qualcosa di eroico e di straordinario. Torneremo ad apprezzare le piccole cose che avevamo tralasciato prima di questo maledetto virus».
Poi sul calcio giocato. «Mi mancano tanto le sfide della domenica - conclude Soldo -, ma adesso abbiamo altro a cui pensare. Dobbiamo vincere questa finale, la partita più importante per la vita». Una partita dal sapore speciale, con avversari non facili da affrontare come il “coronavirus”. Rivale che Soldo ora “combatte” con la stessa inttelligenza e l’identico impegno profuso in campo tra un pallone e l’altro pronto a rotolare sul manto verde. «Una sfida da vincere» sostiene. E come non dargli ragione visto il valore della “partita”?