Martedì 09 Agosto 2022 | 22:43

In Puglia e Basilicata

Sanità regionale gli apulo-lucani ne "bocciano" la qualità

Sanità regionale gli apulo-lucani ne "bocciano" la qualità
Studio del Censis: le condizioni di salute della popolazione nel Sud sono «più precarie» rispetto a quella del Nord. L'offerta sanitaria migliore è dell'Emilia Romagna. All'ultimo posto c'è la Basilicata. La Puglia non esce bene dal giudizio degli utenti però, se si va a vedere la classifica che si ottiene interpolando dati oggettivi, quali la speranza di vita e la mortalità, la percentuale di prevenzione e di popolazione senza malattie croniche, la Puglia ottiene un brillante ottavo posto

08 Agosto 2009

ROMA – Strutture non all’altezza, livello di soddisfazione dei cittadini in caduta verticale: è questa la fotografia della sanità nel Mezzogiorno che emerge da uno studio del Censis secondo cui anche le condizioni di salute della popolazione nel Sud sono «più precarie» rispetto a quella del Nord. 

L'offerta sanitaria migliore è dell’Emilia Romagna, seguita dalla Toscana e dal Veneto mentre in tema di condizioni salute della popolazione su tutti c'è il Trentino Alto Adige seguito da Veneto e il Friuli Venezia Giulia. Agli ultimi posti c'è la Sardegna preceduta da Sicilia e Basilicata. Le cifre parlano chiaro: per il 50,8% dei residenti del Sud la qualità dei servizi sanitari è inadeguata (contro il 26,9% della media nazionale). L’indicatore sintetico dell’offerta sanitaria nelle regioni italiane evidenzia come la qualità sia nettamente inferiore rispetto alle altre aree del paese. 

Nella classifica stilata dal Censis in fatto di offerta si piazzano agli ultimi posti le regioni (Puglia, Sicilia, Campania e Calabria) che da anni sono alla prese con conti fuori e controllo e commissari nominati dal Governo. 

Secondo il ministro del Welfare Maurizio Sacconi lo studio evidenzia «quella radicale separazione, al di là delle opinabili graduatorie, tra il Nord e il Sud del Paese, Lazio incluso, che il Governo ha sin dall’inizio voluto affrontare». Si tratta, per il ministro, «non solo di riunire gli italiani sui diritti fondamentali connessi allo stato di salute, ma di sollecitare anche nel Mezzogiorno quella capacità di gestione dell’ordinaria amministrazione senza la quale difficilmente si esprime capacità di gestione della straordinaria amministrazione. 

Lo studio conferma una tendenza che era emersa già in una indagine svolta nel 2007 secondo cui i cittadini meridionali rilevavano in misura maggiore degli altri un peggioramento del servizio sanitario regionale: il 24,7% contro il 16% della media nazionale. La qualità dei servizi era considerata inadeguata da oltre la metà dei residenti al Sud (il 50,8% contro il 26,9% medio nazionale). Il giudizio del cittadini del Sud è negativo su molte «voci» che riguardano l’offerta sanitaria: i servizi domiciliari (al Sud li considera adeguati solo il 16,8% della popolazione contro il 30,7% a livello nazionale), i servizi territoriali (adeguati per il 25,6% contro il 44,9% a livello nazionale) e il pronto soccorso (adeguato per il 51,5% contro il 69,9% a livello nazionale). 

CLASSIFICA REGIONI PER QUALITA' E SALUTE 
Questa la classifica del Censis delle regioni sulla base della qualità dell’assistenza offerta in base ad un indicatore di costruito tenendo conto, fra l’altro, della valutazione dell’utenza (% di persone che hanno valutato il Servizio sanitario del proprio territorio con un voto da 7 a 10), l’offerta ospedaliera, la mobilità ospedaliera e l’assistenza territoriale. 
Indice qualità offerta 
1 Emilia-Romagna 67,6 
2 Toscana 62,9 
3 Veneto 55,0 
4 Lombardia 54,6 
5 Valle d’Aosta 54,0 
6 Friuli-Venezia Giulia 53,4 
7 Liguria 53,3 
8 Trentino-Alto Adige 52,9 
9 Umbria 52,6 
10 Piemonte 50,1 
11 Molise 37,9 
12 Marche 36,8 
13 Abruzzo 34,5 
14 Lazio 33,5 
15 Sardegna 26,6 
16 Basilicata 26,3 
17 Puglia 15,4 
18 Sicilia 14,7 
19 Campania 13,8 
20 Calabria 9,8 

Questo invece l’indicatore sintetico delle condizioni di salute nelle regioni italiane sulla base di un indicatore che tiene conto del dato sulla speranza di vita, la mortalità, gli stili di vita, la percentuale di prevenzione e di popolazione senza malattie croniche. 
Indicatore di salute 
1 Trentino-Alto Adige 74,9 
2 Veneto 59,1 
3 Friuli-Venezia Giulia 58,7 
4 Lombardia 55,6 
5 Emilia-Romagna 55,3 
6 Valle d’Aosta 54,7 
7 Abruzzo 54,2 
8 Puglia 53,9 
9 Marche 52,2 
10 Molise 50,4 
11 Toscana 49,7 
12 Piemonte 48,9 
13 Campania 48,9 
14 Lazio 48,0 
15 Umbria 46,2 
16 Calabria 42,2 
17 Liguria 41,9 
18 Basilicata 39,0 
19 Sicilia 38,7 
20 Sardegna 37,9.
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