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In Puglia e Basilicata

Coca e donnine a Bari Intercettazioni: in ferie con l'«aiutino»

Coca e donnine a Bari Intercettazioni: in ferie con l'«aiutino»
di LUCA NATILE 
Non è stato il miglior fine settimana della loro vita. Massimiliano Verdoscia, 39 anni, imprenditore e rappresentante di commercio, amico di vecchia data e compagno di avventure di Gianpaolo Tarantini (il barese che avrebbe pagato l'escort Patrizia D'Addario per fare sesso col presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi) con lui indagato per detenzione di droga e Stefano Iacovelli, 42 anni, dipendente delle Fs, hanno trascorso in isolamento un weekend da incubo
• La difesa: equivocato il senso delle loro parole

10 Agosto 2009

BARI - Non è stato il miglior fine settimana della loro vita. Massimiliano Verdoscia, 39 anni, imprenditore e rappresentante di commercio, amico di vecchia data e compagno di avventure di Gianpaolo Tarantini con lui indagato per detenzione di droga e Stefano Iacovelli, 42 anni, dipendente delle Fs, hanno trascorso in isolamento un weekend da incubo. 

Niente televisione, niente giornali, niente telefonino, niente visite. La brandina, una finestra sul cortile e la giornata scandita dalle ore dei pasti. Sono finiti dietro le sbarre con l’accusa di detenzione e cessione di cocaina perché il giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Bari, Vito Fanizzi, chiamato dal pm antimafia Giuseppe Scelsi a decidere della richiesta di applicazione della custodia cautelare ha ritenuto che la galera sia «l’unica misura idonea, proporzionata ed adeguata» a scongiurare il pericolo della reiterazione del reato. 

Il gip ha osservato come «La reiterazione delle condotte ed il loro inserimento in un vero e proprio stile di vita delineano personalità particolarmente inclini al delitto in questione ». Uno stile di vita che Massimo Verdoscia ha dovuto abbandonare venerdì mattina quando i finanzieri del Nucleo di polizia tributaria hanno bussato alla sua porta portando lo scompiglio in una vita vissuta «al massimo» tra management imprenditoriale, famiglia, amici nel giro della Bari- che-conta, vacanze in barca e feste da «sballo». 

Più modesto il profilo di Stefano Iacovelli, impiegato delle ferrovie, padre di famiglia che - secondo la versione degli investigatori - bazzicava il jet-set barese per arrotondare lo stipendio piazzando modiche quantità di stupefacente. Non è esattamente il profilo di due criminali incalliti, che anche gli amici del giro della dolce vita come Gianpi Tarantini e il suo collaboratore Alessandro Mannarini, hanno scaricato dicendo al magistrato in pratica che la coca la trovavano loro due per le feste e probabilmente anche per le «gite» tra Roma e la Sardegna. 

Già perché gli accertamenti sulle intercettazioni telefoniche sulla utenza di Verdoscia hanno permesso agli investigatori di ricostruire una vacanza romana della comitiva Tarantini-Verdoscia & Co a Roma, il 6 settembre del 2008 per il concerto allo stadio Olimpico di Madonna. Parlando con l’amico Ezio M., Verdoscia gli chiede di prelevare dalla macchina un pacchetto. 
Verdoscia: «Ezio, vedi che in macchina deve stare».
Ezio: «In macchina?», 
Verdoscia: «Eh... quel pacchetto là... se me lo puoi portare». 
Ezio: «Eh Massimo, scendi tu, mica lo posso dare a quello...». 
Verdoscia: «Vieni tu, 373, dici devo portare il coso...». 
Nel «coso», nel pacchetto, secondo gli investigatori, avrebbe potuto esserci dello stupefacente per esaltare la serata. I riferimenti a quelli che lo stesso Verdoscia indica come «aiutini» oppure «sigarette» (per gli inquirenti si tratterebbe di espressioni utilizzate per indicare la cocaina) ritorna più volte nelle intercettazioni. 
Massimo: «Cià Dario, bella serata ieri, le risate, troppo da ridere!». 
Dario: «Sì sì sì...». 
Massimo: «Comunque quella ha fatto la matta all’inizio... è una che si vuole fidanzare... non è una che prendi... poi mi sono rotto e mi sono preso la bionda... Vedi Dario che mi sono dimenticato le sigarette...». 
Dario: «Saranno qua da qualche parte». 
Massimo: «Dopo datti una controllata». 
Dario: «Eh, ma non ti ricordi dove?». 
Massimo: «E chi cazzo si ricorda! Vedi sul divano, sopra le cose, vedi da quella parte».
LUCA NATILE
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