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In Puglia e Basilicata

Ronde per la sicurezza?  Se le tengano al Nord

Ronde per la sicurezza?  Se le tengano al Nord
Nessuna richiesta è stata presentata ai sindaci dei comuni pugliesi e lucani per la costituzione di gruppi dediti alla sicurezza fai-da-te. E sono miseramente naufragate le timide sperimentazioni avviate nei mesi scorsi ad Andria e a Potenza. Ale città del Sud l’idea delle ronde, come partorità dalla fervida mente leghista del ministro Maroni, non piace affatto

07 Agosto 2009

Ad Andria hanno tentato di organizzarle tra le polemiche e le accuse di «derive reazionarie»; a Potenza un gruppo di amici cominciò, con tanto di fascia al braccio, a pattugliare le strade dei giovani, ma ben presto gettò la spugna. Per il resto, a parte episodi timidi, alle città del Sud l’idea delle ronde, come partorità dalla fervida mente leghista del ministro Maroni, non piace affatto. Testimonianza è l’assoluta mancanza di richieste presentate ai sindaci (perché ai sindaci piuttosto che ai prefetti è stata trasferita la competenza) per la costituzione di ronde. La sicurezza fai-da-te sembra piacere solo a certe cittadine del Nord Italia. 

Al sindaco di Foggia, Gianni Mongelli, ad esempio non è pervenuta alcuna richiesta per la nascita di «angeli custodi» del territorio. Se dovessero arrivare - assicura il sindaco - «la proposta sarà esaminata attentamente». Ma Mongelli tradisce in ogni caso poco entusiasmo per le ronde. «Prefesco che il controllo del territorio sia affidato alle forze dell’ordine e alle Istituzioni», dice Mongelli che proprio in questi giorni si ritrova addirittura l’Esercito per garantire sicurezza: saranno 54 i soldati che insieme ad un carabiniere o ad un poliziotto, avranno compiti di vigilanza in alcune aree sensibili del centro cittadino, a cominciare dalla stazione ferroviaria. «Si tratta di una sperimentazione che se non altro conferma la necessità di un’attenzio - ne particolare per quel che riguarda l’ordine pubblico». 

Nessuna richiesta per la costituzione di «ronde» anche a Brindisi, mentre il sindaco Domenico Mennitti è in vacanza all’estero. La Prefettura brindisina, in ogni caso, ha fatto sapere di non aver ricevuto alcuna comunicazione al riguardo da parte dei vertici comunali cui, eventualmente, le richieste andrebbero avanzate. Il prefetto di Brindisi Domenico Cuttaia, tuttavia, starebbe già lavorando ad un progetto di sensibilizzazione sul tema, con l’obiettivo di indurre ex appartenenti alle forze dell’ordine in pensione, ma magari ancora giovani ed efficienti, a coordinarsi per poter dar vita a un servizio di vigilanza sul territorio cittadino e provinciale. 

Nessuna richiesta nemmeno a Taranto. «Meglio così - dice il primo cittadino, Ezio Stefàno - visto che personalmente sono profondamente contrario a una misura del genere: La giudico inefficace, alla stregua di mero folklore propagandistico. E poi, mi sembra che laddove sono state attuate abbiano prodotto veramente risultati risibili. Una misura che serve solo a perdere di vista i due obiettivi fondamentali per ricostruire davvero la vivibilità nelle nostre città: innanzitutto il potenziamento complessivo delle forze dell'ordine, poi il tentativo di intervenire a monte sulle cause dell'insicurezza diffusa, concentrando risorse ed interventi per le fasce più deboli, per le fasce a rischio, per le tante sacche di emarginazione che sono presenti sul territorio». 

«Non sono contrario alle ronde, ma credo che in questo momento a Lecce non servano», sostiene viceversa il vicesindaco Gianni Garrisi. «Lecce è una città abbastanza tranquilla - osserva - e ritengo che siano sufficienti i servizi che le forze dell’ordine e le autorità preposte al controllo del territorio già mettono in atto». Intanto, nessuna adesione o semplice manifestazione d’interesse è pervenuta al Comune o in Prefettura. «Troppo presto - dicono dal palazzo del Governo - bisogna attendere il decreto attuativo che definisca in dettaglio ambiti e modalità di intervento per l’eventuale istituzione di questi servizi di collaborazione». 

Provocatoriamente, infine, il sindaco di Bari Michele Emiliano, spesso in passato additato quale «sindaco-sceriffo» per la sua inclinazione all’interventismo urbano, fa sapere: «A Bari le faccio io le ronde, in moto!». Emiliano non esita a criticare il governo e la Lega: «Non solo credo che le ronde non siano assolutamente necessarie, ma penso invce che questo provvedimento è un pasticcio del quale non si avverte l'utilità. Le uniche ronde che noi conosciamo, e che vedono impegnati ex carabinieri ed ex poliziotti in pensione, sono quelle che garantiscono la sicurezza dei bambini all'uscita delle scuole».
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