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C'è l'accordo con la Turchia per il gasdotto di Otranto

C'è l'accordo con la Turchia per il gasdotto di Otranto
Il premier turco Recep Tayyip Erdogan e quello russo Vladimir Putin hanno firmato oggi a Ankara un accordo di cooperazione che autorizza Mosca a intraprendere uno studio di fattibilità per la costruzione del gasdotto South Stream. La pipeline che attraverserà il Mar Nero per 900 chilometri, affrontando profondità di oltre 2.000 metri, farà rotta a nord ovest, solcando Bulgaria, Romania, Ungheria per arrivare in Austria; mentre un altro tracciato, che punta a sud ovest e guarda Otranto, potrebbe raggiungere, via Grecia, il tacco dell'Italia

06 Agosto 2009

BARI – Il premier turco Recep Tayyip Erdogan e quello russo Vladimir Putin hanno firmato oggi a Ankara un accordo di cooperazione che autorizza Mosca a intraprendere uno studio di fattibilità per la costruzione del gasdotto South Stream. 

La pipeline che attraverserà il Mar Nero per 900 chilometri, affrontando profondità di oltre 2.000 metri, farà rotta a nord ovest, solcando Bulgaria, Romania, Ungheria per arrivare in Austria; mentre un altro tracciato, che punta a sud ovest e guarda Otranto, potrebbe raggiungere, via Grecia, il tacco dell’Italia.

Alla firma di oggi ha presenziato anche il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Il progetto è infatti nato da un’intesa tra Eni e Gazprom e mira a portare il gas russo in Europa attraverso il Mar Nero aggirando zone di transito "problematiche" come l'Ucraina (che in passato ha avuto spesso dispute con la Russia con gravi conseguenze sugli approvvigionamenti europei). 

I due paesi hanno firmato inoltre un secondo protocollo di cooperazione che riguarda un altro progetto cui partecipa l’Eni: l'oleodotto Samsun-Ceyhan, che collegherà le coste turche sul Mar Nero a quelle mediterranee lungo un tracciato di oltre 500 chilometri.

Secondo quanto affermato dal ministro dell’Energia russo Sergei Shmatko, nel corso della visita del premier russo Vladimir Putin in Turchia, la costruzione del gasdotto South Stream, non inizierà più tardi del 2010 e non ci sono serie ragioni per un ritardo.

In cambio dell’appoggio al gasdotto che attraverserà le acque turche, Ankara punta al supporto russo a diverse iniziative in campo energetico. Tra queste, il progetto di costruire la prima centrale nucleare turca.
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