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In Puglia e Basilicata

Bimba barese aggredita da cani in un ristorante di Cracovia

Bimba barese aggredita da cani in un ristorante di Cracovia
di MANLIO TRIGGIANI
Il racconto della madre: assalite andando alla toilette Gli animali avevano già ferito in passato altre persone ma erano liberi e senza museruola nel ristorante. La piccola di 5 anni ha subito alla testa 80 punti di sutura. Il personale del locale non ha aiutato la famiglia e avrebbe cercato di nascondere i cani

06 Agosto 2009

di MANLIO TRIGGIANI

BARI - Una vacanza piacevole che diventa un incubo, una disgrazia che stravolge una famigliola barese. È accaduto lunedì sera, a Cracovia, elegante città polacca, dove due famiglie baresi erano arrivate da qualche giorno. Una delle bambine, Noemi Fazzini, 5 ani, ha avuto il naso, una guancia e il cuoio capelluto dilaniati da un cane di razza American Staffordshire terrier, animali aggressivi e pericolosi. Era senza museruola e libero. Ottanta punti di sutura per ricostruire parte del volto e sul capo della piccola. 

Lunedì sera, erano nel centro di Cracovia Alfredo Fazzini, 44 anni, avvocato e consigliere della terza Circoscrizione di Bari, con la moglie Maria Avella farmacista, 36 anni, le due figlie, Noemi e la sorellina di 7 anni, e la coppia di amici con la propria figlioletta. 

Abbiamo raggiunto telefonicamente Maria Avella, la mamma di Noemi, nell’ospedale pediatrico di Cracovia. 

Signora, com’è successo? «Era ora di cenare e le bambine si lamentavano per l’appetito. Siamo entrati in un ristorante italiano, l’«Arlecchino». Abbiamo ordinato maccheroni, che erano pessimi, molto pepati. Così abbiamo preferito pagare e andar via subito. Prima però, noi donne con le tre bambine ci siamo dirette alla toilette. Si doveva attraversare un corridoio. Le bambine stavano andando avanti, quando ho visto le più grandicelle fermarsi e tornare verso di noi. In quel momento un grosso cane è sbucato da una stanza laterale ed è saltato su Noemi. Urla, sangue, concitazione. Mio marito dalla sala ha sentito le urla e si è precipitato contro il cane, liberando Noemi e ferendosi a un dito. Noemi era coperta di sangue». 

Chi è intervenuto dopo? «Una coppia di polacchi ha chiamato subito un’ambulanza e la polizia. I proprietari del ristorante non sono stati di alcun aiuto, non ci hanno soccorsi. Siamo andati in ambulanza all’ospedale con Noemi, io e mio marito. I nostri amici con le bambine sono rimasti al ristorante dove poi è arrivata la polizia. Dei cani non c’era più traccia: erano stati fatti sparire da un’uscita posteriore. Il personale ha trattato male i nostri amici, cacciandoli. “Via, italiani”, dicevano. I poliziotti, poi, hanno interrogato i proprietari ed è stato appurato che i cani avevano aggredito in passato altre persone. Ora il ristorante è stato chiuso». 

Intanto Noemi è ricoverata nell’ospedale pediatrico. «Sì, tutti parlavano solo il polacco, sembrava tutto complicato - spiega Alfredo Fazzini - abbiamo telefonato più volte all’ambasciata italiana ma non rispondeva nessuno. Dopo le prime cure, un medico che parlava l’inglese ci ha spiegato che Noemi non poteva essere operata perché aveva mangiato: era necessaria l’anestesia totale. Bisognava attendere 6 ore. È iniziata l’attesa. Alle 6 del mattino, è stata operata: 2 ore di intervento e 80 punti di sutura. Noemi è agitata, ha dolori, si nutre solo di liquidi». 

Cosa ha detto Noemi? «Mi ha detto - spiega Maria Avella - ”mamma, è entrata tutta la testa nella bocca del cane, ho chiuso gli occhi e ho avuto tanta paura. Se fossi stata più grande non mi avrebbe morso”». 

Che ha fatto la polizia? «Siamo stati interrogati per ore dalla polizia - dice Alfredo Fazzini - non abbiamo copia della denuncia ma abbiamo nominato un avvocato perché è cominciato il procedimento, ci ha spiegato la polizia. Il medico legale ha proceduto alla perizia richiesta dal magistrato. Il cane è in osservazione in un centro veterinario e i padroni a piede libero».
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