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In Puglia e Basilicata

Il vero superenalotto?  Arrivare col bagaglio

Il vero superenalotto?  Arrivare col bagaglio
Ma come vanno le cose all’aeroporto “Karol Wojtyla” di Bari? «Le statistiche che abbiamo, relative ai bagagli in partenza nel periodo gennaio-giugno 2009 - spiega Maurizio Cipriani, coordinatore scali di Aeroporti di Puglia - sono in controtendenza rispetto al dato europeo. Nel mese di giugno, ad esempio, su un totale di 132.443 passeggeri in partenza, i bagagli disguidati sono stati appena 29»
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06 Agosto 2009

di LIVIO COSTARELLA

C’è chi si piazza in pole position davanti al nastro ancora fermo, pronto per scattare e ritirare per primo il proprio bagaglio. E chi, molto più filosoficamente, si siede e aspetta con la massima flemma la partenza del famigerato nastro, sperando di non andare incontro a brutte sorprese. A dire il vero, a leggere le statistiche diramate la settimana scorsa dalla Commissione Europea, non c’è tanto da stare allegri: ogni giorno 90.000 bagagli vengono smarriti negli aeroporti di tutto il mondo, di questi 10.000 solo in Europa e 3.000 non saranno mai più ritrovati. «Queste cifre sono incredibilmente allarmanti, si tratta di un fenomeno molto grave», ha commentato il vicecommissario europeo ai Trasporti, Antonio Tajani, nel corso di una conferenza stampa sulla presentazione dei dati di un sondaggio su questo tema. 

Ma come vanno le cose in tal senso all’aeroporto “Karol Wojtyla” di Bari? «Le statistiche che abbiamo, relative ai bagagli in partenza nel periodo gennaio-giugno 2009 - spiega Maurizio Cipriani, coordinatore scali di Aeroporti di Puglia - sono in controtendenza rispetto a questo dato della Commissione Europea. Nel mese di giugno, ad esempio, su un totale di 132.443 passeggeri in partenza, i bagagli disguidati sono stati appena 29». Dunque la percentuale a cui fa riferimento Cipriani è ben al di sotto dell’impegno assunto da Aeroporti di Puglia nei confronti dell’Enac (Ente Nazionale Aviazione Civile) nella Carta dei Servizi, uno strumento per valutare le prestazioni di servizio degli operatori aeroportuali: l’impegno consiste nel non superare la percentuale dell’1,4 per mille, ovvero il rapporto del numero dei bagagli disguidati su un’unità campione di mille passeggeri in partenza. 

Un bagaglio «disguidato», nel gergo aeroportuale, può riferirsi a una serie di problemi che possono capitare: ad esempio un’interruzione o un blocco nel nastro trasportatore, un errore da parte degli operai addetti al trasporto sull’aereo o anche un furto. «Qui a Bari non si sono mai verificati furti: ciò vale sia per i bagagli consegnati al check-in e sia per quelli in arrivo», spiega però Michele Fortunato, capo ufficio stampa di Aeroporti di Puglia. Ovviamente, tra i possibili disguidi, ci sono anche i bagagli non ritrovati all’atterraggio. «In quel caso - precisa Cipriani - la responsabilità non è nostra, ma va ricercata nell’aeroporto di partenza ed eventualmente nello scalo di transito del volo». In tale ambito scatta l’apertura di una pratica all’ufficio Lost and Found e la ricerca del bagaglio, nei primi giorni, avviene a cura dell’aeropor to stesso attraverso un sistema centralizzato. Se il bagaglio risultasse ancora smarrito dopo questo breve lasso di tempo, la pratica viene inviata al vettore di competenza, ovvero alla compagnia con la quale si è volato. 

Quanto agli oggetti smarriti in aeroporto, quelli rinvenuti in aereo o sui bus interpista? «Rimangono in custodia nell’ufficio Lost and Found per 60 giorni - chiarisce Cipriani - poi un anno negli uffici del Servizio Sicurezza dell’aeroporto. Se dopo tutto questo tempo, nessuno viene a reclamarne la paternità, vengono donati a degli enti di beneficenza, secondo una turnazione precisa».
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