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In Puglia e Basilicata

I fratelli di Anna Costanzo «Alessandro, se sai parla»

I fratelli di Anna Costanzo «Alessandro, se sai parla»
di LUCA NATILE
Un'intervista esclusiva ai fratelli della truccatrice della Fondazione Petruzzelli, uccisa a Bari l'11 luglio scorso. Il loro appello è per l'ex fidanzato della vittima, Alessandro Angelillo, unico sospettato dell'omicidio. «Non corriamo dietro ai fantasmi. Abbiamo fiducia nel lavoro degli investigatori che non ci hanno mai fatto sentire soli». «Anna era buona ma non ingenua. Non avrebbe mai fatto entrare un estraneo in casa e avrebbe reagito ad una aggressione»

06 Agosto 2009

di LUCA NATILE 

BARI - «Non possiamo avere sospetti su Alessandro ma se sa qualcosa deve parlare». Dopo quasi un mese dalla morte di Anna Costanzo, la truccatrice della Fondazione Petruzzelli, parla la sua famiglia. I fratelli Michele, di 45 anni e Fr ancescodi 39 che quella maledetta mattina dell’11 luglio la trovò, riversa nel bagno, oramai senza vita, rompono il silenzio. Il loro primo messaggio è rivolto a Alessandro Angellillo, unico sospettato della morte di Anna.

Michele: «Alessandro è stato il compagno di nostra sorella fino ad un mese e mezzo fa. Lui era sempre pieno di premure nei confronti di Anna, carico di attenzioni. Ci teneva, era geloso della sua Anna e non lo nascondeva. Ora nostra sorella non c’è più. Non posso avere sospetti nei confronti di Alessandro. Mi è giunta voce che si stia avvalendo della facoltà di non rispondere alle domande degli investigatori. Se fosse vero ne sarei profondamente deluso e addolorato. Molta gente, tra quanti la conoscevano e frequentavano si è presentata dagli investigatori della squadra mobile per dare il contributo alle indagini non posso credere che lo stesso non abbia fatto Antonello. Non riusciamo a capire». 

Alessandro AngelilloGli investigatori pensano che possa essere lui l’assassino. 
Francesco: «Da parte nostra non sono state mai mosse accuse. Invitiamo Alessandro a fornire la massima collaborazione alle indagine. Se è a conoscenza di qualcosa ne parli senza reticenze, per il bene che ha voluto ad Anna». 

Quanto conoscevate della vita di vostra sorella? 
Francesco:
«Siamo sempre stati una famiglia unita. Da quando poi, nel giugno dello scorso anno, nostra madre è venuta a mancare, Anna aveva preso in qualche maniera il suo posto. Era diventata il punto di riferimento di tutta la famiglia. Ci vedevano praticamente sempre e la sera non mancava mai la riunione per fare il bilancio della giornata di lavoro. Lei aveva sempre una parola buona, un consiglio saggio, un sorriso e una battuta per risollevare il nostro umore. Si comportava così con tutti». 

C’erano «angoli oscuri» nella sua esistenza? 
Michele: «Anna è sempre stata una persona trasparente, leale, profondamente onesta. Non conosceva l’inganno né la falsità. Non coltivava odii, invidie o gelosie. Non ci nascondeva mai nulla. Era la nostra prima amica. Si usciva insieme, io e la mia fidanzata, lei e Ale. Quante serate passante insieme, le festività, il Natale, la Pasqua». 

La fine del rapporto tra vostra sorella e Alessandro Angelillo è stata tormentata? Può essere degenerato? Siete a conoscenza di litigi o minacce? 
Michele: «Sappiamo solo che il rapporto era entrato in crisi da tempo e che da circa un mese e mezzo si era interrotto. In questo lasso di tempo però Anna e Alessandro si erano riavvicinati, si sentivano, si vedevano. Dieci giorni prima di venire assassinata Anna aveva però preso una decisione definitiva ossia lasciarsi alle spalle questa storia e ricominciare». 

Cosa vuol dire ricominciare? 
Francesco: «Superata la fase più dolorosa legata alla scomparsa di nostra madre, messo da parte un rapporto sentimentale che evidentemente la deludeva, si sentiva pronta a spiccare di nuovo il volo, di tornare a vivere pienamente. Si stava soprattutto avverando il suo sogno di tornare a lavorare al Petruzzelli. Nostra madre, sapeva quanto era importante per lei e prima di morire le aveva regalato un abito molto bello per la serata della riapertura». 

Avete dei sospetti su chi sia l’assassino? 
Michele:
«È il pensiero che ci tormenta ogni giorno. Non c’è momento in cui la mente non corra alla dolorosissime due domande: perché Anna è stata uccisa? chi le ha tolto la vita? Abbiamo deciso di affidarci al corso della giustizia e non correre dietro i fantasmi. Abbiamo piena fiducia negli investigatori e nella magistratura che non ci hanno mai fatti sentire soli. Incrollabile sarà la nostra determinazione nella ricerca della verità. Molti che conoscevano Anna hanno voluto dare la loro testimonianza alla polizia. Grazie Bari. Grazie anche al sindaco che con noi attende la verità». 
Francesco: «Una cosa è certa Anna era buona ma non sprovveduta. Non avrebbe mai fatto entrare un estraneo in casa. La notte chiudeva l’ingresso e lasciava le chiavi nella toppa. Avrebbe reagito ad una aggressione, non sarebbe rimasta inerte». 

La famiglia Costanzo è assistita dall’avvocato Giovanni Signorile «Non siamo informati - dice - sugli sviluppi delle indagini. Le richieste che ci vengono fatte non ci consentono di avere un quadro chiaro dell’insieme. Attendiamo fiduciosi la verità che cercheremo con assoluta determinazione».
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