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In Puglia e Basilicata

Scandalo Sanità  In Puglia, si allarga filone d'inchiesta 

Scandalo Sanità  In Puglia, si allarga filone d'inchiesta 
Nuove acquisizioni di documenti sono state fatte oggi dai carabinieri negli uffici della Regione Puglia e in particolare nella sede della Presidenza al lungomare di Bari e in quella del Consiglio regionale in via Capruzzi. L'attività è disposta dal sostituto procuratore Desirè Digeronimo, nell'ambito di una delle inchieste su intrecci tra politica e affari in ambito sanitario. L'attenzione è tutta sui criteri di assegnazione provvisoria delle farmacie. Uno di questi casi riguarderebbe l'assegnazione ad un farmacista ottantenne a San Giovanni Rotondo
• Farmacie, come si concede una licenza provvisoria
• «Una licenza per farmacia vale fino a 6 milioni di euro»
• Si tratta della continuazione delle acquisizioni già fatte ieri in altri uffici regionali

05 Agosto 2009

BARI – Documenti acquisiti anche oggi negli uffici della Regione Puglia, questa volta nella sede della presidenza al Lungomare di Bari, oltre che in quella del Consiglio visitata già ieri dai carabinieri. E altri documenti da esaminare per gli inquirenti per avere riscontri a quanto emergerebbe da intercettazioni telefoniche sul presunto intreccio illecito tra affari e politica nella gestione della sanità in Puglia. Continua ad allargarsi l’inchiesta condotta dal sostituto procuratore della distrettuale antimafia di Bari Desirè Digeronimo che lavorando già su diversi filoni, ora indaga anche sulle autorizzazioni date in via provvisoria a 14 farmacie pugliesi nel periodo che ha preceduto l’approvazione della legge regionale che ha rivisto i criteri demografici (abbassandoli) per l’apertura di nuovi punti vendita di medicinali nei comuni fino a 12.500 abitanti. 

L'ipotesi su cui si indaga – ancora tutta da verificare – è che in particolare l’apertura provvisoria delle 14 farmacie sia avvenuta al di fuori delle regole, forse dietro pagamento di tangenti, e poi sanata dalla legge regionale approvata malgrado la forte opposizione delle organizzazioni di categoria dei farmacisti. Secondo quanto emergerebbe dai dati acquisiti sinora, in alcuni casi le farmacie autorizzate in via provvisoria avrebbero aperto i battenti il giorno dopo il provvedimento, già pronte con arredi e medicinali, evidentemente perchè certe da tempo di ottenere il permesso. 

In un caso rilevato a San Giovanni Rotondo l’autorizzazione sarebbe stata concessa ad un farmacista ottantenne. Nei prossimi giorni, in relazione a questo e agli altri filoni di inchiesta, il pm inquirente ascolterà nuove persone informate sui fatti, in particolare ex manager di Asl pugliesi.

Il filone farmacie è l’ultima branca di un’indagine che sembra allargarsi a macchia d’olio. Si aggiunge a quelli ancora aperti sugli appalti, su ritardi, nomine e proroghe di direttori generali delle Asl e di primari, accreditamenti di cliniche private presso la Regione ed edilizia sanitaria. Nell’ambito di quest’ultimo filone, sono anche in corso accertamenti sulla ristrutturazione dell’ospedale Cotugno di Bari destinato a diventare nuova sede dell’Oncologico, sui bilanci e documenti bancari di partiti di centrosinistra (Pd, Socialisti Autonomisti, Lista Emiliano, Sinistra e Libertà e Prc). Il pm sta infatti verificando se il sospettato sistema corruttivo nella sanità pugliese sia servito a finanziare illecitamente i partiti. (di Paola Laforgia)
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