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In Puglia e Basilicata

A Montemesola, 4 giorni da «leccarsi i baffi»

A Montemesola, 4 giorni da «leccarsi i baffi»
grande festa in costume, leccornie ma soprattutto un concorso unico e per soli uomini, si elegge infatti «mister baffone». Dalle 20 in poi, per le vie cittadine e nel parterre, ci si ritroverà immersi in tanti secoli di storia. Si potrà stringere la mano e magari ottenere una foto con i Vittorio Emanuele, Umberto I, D'Artagnan, Dalì, Kaiser Guglielmo. Ma anche con le barbe risorgimentali di Garibaldi, Verdi. La full immersion pilifera, inno alla mascolinità, sarà preceduta dalla rievocazione medievale, venerdì, per le seconde nozze, nella prima metà del ‘700, di Bendetto Saraceno, illuminato marchese di Montemesola

05 Agosto 2009

Leccornie «della nonna» e folklore sono i componenti di quattro giorni a Montemesola, una cittadina di mezza collina, che guarda da un lato la murgia di Martina Franca ed all’opposto il seno di Mar Piccolo di Taranto. Scenario la zona di fuori porta San Gennaro, a due passi dalla via principale che fissa diritto il Palazzo Marchesale nel centro storico, che accoglierà le migliaia di visitatori che prendono d’assalto gli stand ricchi di cose buone da mangiare. Tutto in attesa della serata-clou di domenica prossima quando la città dei Tre Colli, famosa per i complessi bandistici e la rassegna musicale di Euterpe della Chora, eleggerà e premierà il più bel baffo e la più pregiata barba. 

Si accenderanno i fari e si riunirà la fatica giuria per la trentaseiesima edizione del Gran festival dei Baffi e Barbe che ha portato Montemesola alla notorietà anche internazionale. La manifestazione, patrocinata da Comune e Provincia di Taranto, richiamerà a questo speciale ed estroso concorso per soli uomini (….almeno sino a quest’edizione) arditi composée, esaltati da invisibili forcine e speciali cere per «barbicultori» doc.

baffoni di MontemesolaDalle 20 in poi, per le vie cittadine e nel parterre, ci si ritroverà immersi in tanti secoli di storia. Si potrà stringere la mano e magari ottenere una foto con i Vittorio Emanuele, Umberto I, D'Artagnan, Dalì, Kaiser Guglielmo. Ma anche con le barbe risorgimentali di Garibaldi, Verdi. La full immersion pilifera, inno alla mascolinità, sarà preceduta dalla rievocazione medievale, venerdì, per le seconde nozze, nella prima metà del ‘700, di Bendetto Saraceno, illuminato marchese di Montemesola. Corteo storico che si concluderà con il banchetto che è stato intelligente occasione di varare la sagra della Fava Bianca. Vero inno di quel legume che, recentemente, in felice connubio Slow Food e la Cia (Confederazione italiana agricoltura) hanno elevato agli allori della cucine più rinomate quale primo simbolo della cucina mediterranea. 

Un nugolo di volontari e soprattutto cuoche attentissime cucineranno, per ore a fuco lento secondo l’antica ricetta, quintali di fave bianche la cui purea è da gustare con una croce di vero olio d’o l iva insieme a cicorielle e peperoni fritti. Succulente ed appetitose sono attese anche la sagra dell’arrosto, giovedì, e delle orecchiette e fricelli di sabato. (Paolo Lerario)
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