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In Puglia e Basilicata

«Ancora tante pagine oscure nella tragedia dell'Atr72»

«Ancora tante pagine oscure nella tragedia dell'Atr72»
Il 6 agosto 2005 il volo Atr 72 della Tuninter Bari-Djerba precipitò nelle acque siciliane provocando 16 vittime. nel quarro anniversario della tragedia familiari delle vittime e sopravvissuti continuano a chiedere chiarezza nonostante la condanna in primo grado di sette persone a pene tra i dieci e gli otto anni di reclusione. "Tante, troppe domande – rileva uno dei sopravvissuti, Luca Squicciarini – sono rimaste senza risposta. Questa vicenda ci ha segnato la vita per sempre e noi abbiamo il dovere di capire tutte le verità di questa tragedia, anche quelle più scomode"

04 Agosto 2009

BARI - Alla vigilia dell'anniversario della sciagura dell’Atr 72 della Tuninter Bari-Djerba, precipitato nelle acque siciliane il 6 agosto 2005 (16 vittime e 23 superstiti), familiari delle vittime e sopravvissuti continuano a chiedere chiarezza nonostante la condanna in primo grado di sette persone a pene tra i dieci e gli otto anni di reclusione. 

"Oltre a tutto quello che è emerso dal processo – dichiara il presidente del Comitato vittime e superstiti, Rosanna Baldacci – sono molte le pagine oscure di questa vicenda, alle quali chiederemo di dare risposta. Il lavoro degli investigatori e della magistratura è stato eccezionale ma tanti quesiti, non attinenti direttamente al profilo penale, sono rimasti in una area grigia, e mai chiariti". "Non ci è ancora chiaro il criterio – aggiunge – in base al quale le normative hanno consentito alla Tuninter di prendere passeggeri in Italia, ad esempio, e quali e quanti Atr non montano a tutt'oggi un indicatore di minimo carburante indipendente. Comunque ora siamo in attesa delle motivazioni della sentenza". 

"Difenderemo questa pronuncia sino in fondo – prosegue – e dobbiamo prendere atto che, ad oggi, il governo non ha preso posizioni ufficiali in difesa dei nostri magistrati dopo le critiche della Tunisia". "Questa tragedia – sottolinea l’avvocato di parte civile Nicky Persico – ha colpito tutta la comunità. Non dobbiamo dimenticare che i risultati dell’inchiesta sono patrimonio di tutti, perchè la sicurezza e la prevenzione sono concetti di cui tutti dobbiamo beneficiare, anche se non prendiamo aerei per spostarci". 

"Tante, troppe domande – rileva uno dei sopravvissuti, Luca Squicciarini – sono rimaste senza risposta. Questa vicenda ci ha segnato la vita per sempre e noi abbiamo il dovere di capire tutte le verità di questa tragedia, anche quelle più scomode. Se alcune problematiche fossero emerse prima – conclude – le cose sarebbero andate diversamente. Adesso tocca a noi attivarci, per evitare che possa succedere a qualcun’altro. Ora siamo meno disorientati e più consapevoli, e non intendiamo rassegnarci".
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