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In Puglia e Basilicata

Sanitopoli, Cc e Gdf in azione negli uffici della Regione Puglia

Sanitopoli, Cc e Gdf in azione negli uffici della Regione Puglia
Al vaglio degli inquirenti sarebbero le nomine «sospette» di alcuni primari nella Sanità pugliese, ipotesi suffragata dalle audizioni nei giorni scorsi di alcuni dirigenti delle Asl, come persone informate sui fatti. Ci sarebbero inoltre gli atti riguardanti una consulenza,  richiesta dall’assessorato regionale alla sanità nel  giugno-luglio 2006, e fatta, per conto del Policlinico di Bari,  dall’attuale assessore regionale alla Sanità, l’anestesista  Tommaso Fiore
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04 Agosto 2009

BARI – La modifica dei criteri per autorizzare l’apertura di nuove farmacie nei comuni pugliesi con popolazione sino a 12.500 abitanti e una serie di consulenze esterne, sempre in ambito sanitario, una delle quali riguarda l'attuale assessore regionale alle Politiche della salute, Tommaso Fiore: sono l’oggetto di nuove acquisizioni di documenti disposte dalla procura di Bari nell’ambito delle indagini sulla gestione della sanità pugliese. 
Oggi i carabinieri, su provvedimento del pm Desirè Digeronimo, si sono recati contemporaneamente all’assessorato regionale alle Politiche della Salute, in via Caduti di tutte le guerre, nel quartiere Japigia, e nella sede del consiglio regionale, in via Capruzzi. 

Tra i documenti acquisiti ci sarebbero anche alcune le nomine «sospette» di alcuni primari nella Sanità pugliese, ipotesi suffragata dalle audizioni nei giorni scorsi di alcuni dirigenti delle Asl, come persone informate sui fatti. Il filone di indagine riguarderebbe anche alcuni appalti sanitari pilotati e le forniture ospedaliere, affidate sempre alle stesse aziende. 

L’attenzione degli inquirenti inoltre si è anche puntata sull'art. 14 della legge regionale 19/2008 ('Disposizioni regionali urgenti') riguardante la revisione della pianta organica delle farmacie, in cui si stabilisce che nei comuni pugliesi con popolazione non superiore a 12.500 abitanti deve esserci una farmacia ogni 3.500 abitanti (il limite fissato con legge nazionale è di 5.000 abitanti). Contro questo articolo, e sull'art.8 della stessa legge ('Immodificabilità delle quote di spettanza del prezzo dei farmaci'), il governo l’anno scorso ha proposto ricorso dinanzi alla Corte costituzionale, ritenendo entrambi illegittimi. 

I carabinieri hanno inoltre acquisito i documenti di tutte le consulenze esterne chieste dall’assessorato regionale alle Politiche della salute e dall’Ares (Agenzia regionale sanitaria). 
Tra questi atti c'è anche una consulenza, richiesta dall’assessorato regionale alla Sanità nel giugno-luglio 2006, e fatta, per conto del Policlinico di Bari, dall’attuale assessore regionale alla Sanità, l’anestesista Tommaso Fiore. A renderlo noto è stato lo stesso Fiore, che ha parlato di un 'atto di esibizionè consegnatogli dai carabinieri. Nel giugno-luglio 2006, l’assessorato regionale alla Sanità chiese una consulenza all’Università-Policlinico, che delegò Fiore; la consulenza durò un anno e venne retribuita. Fiore ha aggiunto che successivamente accettò la proposta del presidente Vendola di fargli da consulente personale per la sanità, consulenza prestata gratuitamente dal 2007 al 2008.

Le inchieste sulla sanità pugliese richiamano la questione morale e Vendola non ha mancato di dire la sua oggi, prima che la giunta regionale si riunisse per approvare il Dief, documento economico-finanziario in materia sanitaria. «La Puglia è il posto in cui si è reagito con più forza», ha detto, aggiungendo che la questione morale «riguarda in generale l'organizzazione di sistemi di potere che drenano una parte rilevante di risorse pubbliche». Ma «la differenza tra questi anni e gli anni del governo precedente» è che «noi – ha aggiunto Vendola – non abbiamo messo la testa sotto la sabbia. Abbiamo reagito con atteggiamenti anche molto duri, anche esemplari, a qualunque ombra. Non abbiamo esorcizzato le ombre, non abbiamo minimizzato, non abbiamo fatto finta di niente».
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